Bernie Ecclestone

imprenditore britannico

Bernard Charles Ecclestone detto Bernie (1930 − vivente), imprenditore britannico.

Ecclestone nel 2012

Citazioni di Bernie EcclestoneModifica

  • [Sulla morte di Ayrton Senna] È stato un dispiacere. Però ha generato così tanta pubblicità... È stata un bene per la F. 1. È un peccato che abbiamo dovuto perdere Ayrton perché questo dovesse succedere. Lui era famoso, ma molta gente che non lo conosceva ha cominciato a interessarsi della F. 1 grazie alla pubblicità generata dalla sua morte.[1]
  • [Riferito ai sette titoli iridati] Il suo record non verrà oscurato certo, alla Ferrari è lui il punto di riferimento della squadra. Non sono sicuro che gli altri piloti siano abbastanza forti, convinti e impegnati per fare qualcosa del genere. Michael ha dato tantissimo per arrivare a ottenere simili risultati. Si dedica completamente a quello che fa e riesce a sopportare un'enorme pressione. Vince una gara e il giorno dopo è in pista per i test.[2]
  • [Nel 2015] In F.1 serve una leadership forte che possa forzare il processo decisionale, oggi troppo complicato. Proprio come era all'epoca di Max Mosley.[3]
  • Kimi è semplicemente superlativo. È un vero corridore.[4]
  • [Dopo il suo quarto titolo mondiale] Vettel? Comincio a credere che sia più bravo di Senna.[5]
  • [Dopo il primo ritiro di Schumacher] Vorrei che Michael non dimenticasse ciò che la F.1 ha fatto per lui, vorrei che trovasse il modo per restituire un po' di quello che ha avuto.[2]

"I mei 87 anni, i segreti della Formula 1 e quegli aiutini alla Ferrari"

Intervista di Marco Mensurati, repubblica.it, 27 ottobre 2017.

  • A un certo punto ho visto saltare fuori due piloti della Sauber [In realtà alludeva alla Force India] tutti vestiti di rosa. Ho pensato: finalmente una bella coppia di piloti finocchi in Formula 1 [...] I piloti non vestono così! Se mai avessi avuto qualcosa a che fare con quelli, li avrei fatti tornare indietro a cambiarsi. Vestitevi in modo appropriato, gli avrei detto. Esiste una componente di machismo in Formula 1, e va rispettata.
  • [Su Liberty Media, cui cedette la Formula 1] Avevo costruito un ristorante stellato, loro lo stanno trasformando in un McDonald's.
  • [Su Sergio Marchionne] È un talento assoluto, bravissimo sul piano operativo. Ma ama essere in charge. Per un sottoposto è difficilissimo avere a che fare con un uomo così forte, e con tutto quel carisma.
  • Ho un senso dell'umorismo un po' irriverente. Mi spiace se qualcuno non lo capisce. Capita spesso, soprattutto con gli americani.
  • L'origine della mia fortuna è la fortuna stessa.
  • La cosa per cui mi reputo un uomo fortunato è che mi sono sempre divertito.
  • [Su Enzo Ferrari e la Ferrari] Un uomo straordinario, coraggioso, visionario. Molto difficile, ma sempre leale. Gli devo molto. E non è un caso che il suo marchio e il mio siano due realtà indissolubili. [...] La F1 è la Ferrari; la Ferrari è la F1.
  • [Su Jean Todt] Uomo complicato, gran lavoratore, vuole essere famoso. Credo che voglia fare il primo ministro della Francia.
  • Una stagione vinta dalla Ferrari ha più valore di una stagione vinta da altri. [...] Anche i team hanno interesse a sfidare una Ferrari competitiva. Un conto è vincere contro la Sauber, un conto è farlo contro un'auto rossa col Cavallino.

Citazioni su Bernie EcclestoneModifica

  • Nel 1983 a lottare per il mondiale eravamo noi [Ferrari], la Renault e la Brabham BMW, team di proprietà di Ecclestone. Non riuscivamo a capire come a un certo punto il quattro cilindri BMW, un propulsore di concezione antiquata, potesse essere diventato più potente dei nostri moderni sei cilindri. Scoprimmo che, in sordina, Ecclestone aveva fatto cambiare il regolamento tecnico eliminando la parola "commerciale" dietro al termine "benzina". Quella benzina che andava utilizzata dalle Formula 1. A Monza, dove la Brabham vinse, la macchina venne verificata e si accertò che usava un carburante pesante realizzato da una azienda chimica con un numero di ottani superiore al consentito. La situazione era molto delicata e si tenne una riunione tanto tardiva quanto segretissima a Maranello con il Presidente della Federazione Jean Marie Balestre, Bernie Ecclestone (che era anche leader della Federazione Costruttori di Formula 1), Enzo Ferrari e un rappresentante della Renault. Alla fine venne deciso di lasciare le cose così come stavano e Piquet vinse il titolo con due punti su Prost e dieci sul nostro Arnoux. Chiaramente per noi che avevamo combattuto duramente in pista, questa soluzione fu molto traumatica da digerire, e ancora di più per la Renault che era a caccia del primo titolo. Questo aneddoto per dire che Ecclestone era un gran furbone, ma gli va dato atto di avere fatto crescere e diventare ricca la Formula 1, grazie anche al fatto che era magistrale nel trattare con Enzo Ferrari. Se guardo chi comanda oggi la Formula 1 vedo tanti ex impiegati Brabham, il che la dice lunga sul suo grande potere. (Mauro Forghieri)

NoteModifica

  1. Citato in Tancredi Palmeri, Il blob dell'anno. Le frasi da ricordare, gazzetta.it, 2 gennaio 2010.
  2. a b Citato in "Schumi è forte, gli altri non so", gazzetta.it, 18 ottobre 2006.
  3. Citato in Formula 1, Helmut Marko rivuole l'era Mosley, autosprint.corrieredellosport.it, 31 marzo 2015.
  4. Citato in Marco Congiu, F1 | Ecclestone elogia Raikkonen: "Kimi è una star", formulapassion.it, 4 dicembre 2013.
  5. Citato in Ecclestone: "Vettel? Credo che sia più bravo di Senna", omnicorse.it, 26 novembre 2013.

Voci correlateModifica

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