Bella addormentata

film del 2012 diretto da Marco Bellocchio

Bella addormentata

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Titolo originale

Bella addormentata

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2012
Genere drammatico
Regia Marco Bellocchio
Soggetto Marco Bellocchio, Veronica Raimo, Stefano Rulli
Sceneggiatura Marco Bellocchio, Veronica Raimo, Stefano Rulli
Produttore Marco Chimenz, Giovanni Stabilini, Riccardo Tozzi, Fabio Conversi (co-produttore)
Interpreti e personaggi

Bella addormentata, film italiano del 2012, regia di Marco Bellocchio.

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Alzati, buffone. Quanto ti hanno pagato? Non sei Gesù Cristo. Eluana è Gesù Cristo, perché sta sulla croce da diciassette anni per colpa vostra. Liberatela! Lasciatela andare in Paradiso, visto che ci credete. (Pipino, a un manifestante contro l'eutanasia)[1]
  • Devi stare tranquillo. Non si farà in tempo. Ammesso che la legge passi in Senato, dovrà andare alla Camera. E Napolitano, probabilmente, potrà fare delle modifiche, dare dei suggerimenti. A questo punto Eluana sarà già bella e morta, e allora perché devi metterti in cattiva luce col presidente? Io ti lascio nella lista. (Senatore persuasore, al senatore Beffardi)
  • Tu dovresti chiedere direttamente a Dio, di fare il miracolo di svegliarti o di convincere mamma a lasciarti in pace, di morire: comandarglielo! (Federico, alla sorella in coma)
  • Anch'io ho vissuto una tragedia analoga a quella di Beppe Englaro, ho perso mia moglie che amavo immensamente. Quando la sua sofferenza è diventata insopportabile, ho acconsentito, sì, ho acconsentito e contribuito ad abbreviarne l'agonia. Mia moglie stava morendo e, io che non sono credente, anzi forse proprio perché non lo sono, avrei fatto di tutto per tenerla in vita una settimana, un giorno di più. Una settimana, un giorno di più. Mia moglie invece che era molto credente pregava, supplicava Dio perché la morte arrivasse il prima possibile. È paradossale. Lei mi ha chiesto di aiutarla a mettere fine alla sua sofferenza, e io ho accettato di farlo. Per qualcuno questo è un atto di coraggio, per altri un atto vile, meschino se non criminale. Per me è stato soltanto un atto d'amore per mia moglie, un atto d'amore per mia moglie. Un atto d'amore per la sua libertà. (Beffardi, monologo)

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Padre di Federico: Che stai facendo!?... [cerca di riattaccare il tubo del respiratore della figlia che Federico aveva appena staccato] Come si fa!?
    Federico: Levati, levati! [riattacca il respiratore] ... Non l'avrebbe scoperto nessuno.
    Padre di Federico: E allora?
    Federico: Mamma sarebbe libera.
    Padre di Federico: Ma che cazzo dici? Ma tu che cazzo dici!? Ma sei pazzo. Tu devi rispettare la volontà di tua madre. Puoi non condividerla ma la devi rispettare, altrimenti te ne vai!
    Federico: Dove!?
    Padre di Federico: A casa! Te ne resti a casa, non ti obbliga nessuno a venire. Ma tu non puoi imporre agli altri quello che pensi sia giusto, è chiaro? Questa è violenza, violenza pura!... Ma non capisci che tua madre ormai non saprebbe vivere diversamente? Della libertà che per me e per te è così importante a lei non interessa più niente.
  • Rossa: Chi è quello stronzo che mi ha rimesso al mondo?
    Pallido: ... Io.
    Rossa: Chi ti ha autorizzato? Sei mio padre?

Citazioni su Bella addormentataModifica

  • Il bagno turco è sì un luogo dantesco, ma già la situazione di Isabelle Huppert, che è di blocco, ha al suo interno il personaggio di un figlio molto sofferente che, non a caso, cerca di modificarla. Sia nel senso di riconquistare la madre sia nel senso di compiere una scelta estrema e delirante come interrompere la vita della sorella. Ripeto, è molto importante non tanto il concetto quanto il sentimento del movimento. Per cui ci sono sicuramente dei personaggi che girano su sé stessi, ma ce ne sono altri che in modo sincero tentano una via d'uscita, rompono qualcosa. Poi è vero che non si tratta di un film trionfante, con dei finali sicuri. Prendiamo la giovane tossicodipendente: ad un certo punto decide di non buttarsi dalla finestra, torna a letto, ma è solo l'inizio di un viaggio verso l'ignoto. (Marco Bellocchio)
  • Il film nasce da una fortissima emozione (e stupore) per la morte di Eluana Englaro. Sentivo anche però che questa partecipazione rischiava di limitare la mia immaginazione, sentivo che era necessario dilatare l'orizzonte. Ho aspettato due anni e così sono nate altre storie non estranee alla storia di Eluana eppure indipendenti, che "pescavano" in un tempo lontano, il tempo di tutta la mia vita, l'infanzia, l'adolescenza, la famiglia, l'educazione cattolica, il compromesso della politica, i principi morali, l'importanza della coerenza alle proprie idee, il rifiuto di arrendersi di fronte a una vita in pericolo che conserva però tutte le potenzialità per riprendersi, per rinascere. Senza Eluana che muore non ci sarebbe Bella Addormentata, che si risveglia. (Marco Bellocchio)
  • La grande onestà intellettuale di questo film, che non dà risposte ma pone domande: che cosa vorremmo? Essere liberi di scegliere? Ma cosa ne facciamo di questa libertà, anche se ci danno la possibilità di morire come vogliamo? (Isabelle Huppert)
  • Tutte storie che parlano del rapporto tra la vita e la morte e le rimandano allo spettatore con un particolare punto di vista. Pur nella differenza delle rese (Servillo senatore è perfetto e il suo duetto con Herlitzka da antologia), l'idea vincente di Bellocchio e dei suoi sceneggiatori Stefano Rulli e Veronica Raimo mi è sembrata quella di sbriciolare le contrapposizioni ideologiche per mettere in ognuno dei personaggi un po' di quelle «ragioni» e di quei «torti». (Paolo Mereghetti)

NoteModifica

  1. Alcune storie narrate nel film fanno riferimento alla vicenda di Eluana Englaro.

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