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Agricoltura

attività economica che consiste nella coltivazione di vegetali
Paesaggio con fattoria, ragazzo e capra (A. Macke, 1914)

Citazioni sull'agricoltura.

  • Così i loro rapporti commerciali penetrano e si estendono ovunque, tendendo sempre, in definitiva, al denaro; denaro che il commercio stesso procura e distribuisce alle nazioni in relazione ai prezzi soggetti all'ordine naturale che quotidianamente regola i valori venali dei prodotti. Ma le nazioni agricole hanno un altro punto di vista, più utile e ampio: esse devono tendere soltanto alla maggior riproduzione possibile per accrescere e perpetuare la ricchezza necessaria per il godimento degli uomini. La moneta per loro non è che una piccola ricchezza intermediaria che scomparirebbe in un attimo senza la riproduzione. (François Quesnay)
  • L'agricoltore merita maggior attenzione che gli altri, perché esso è più numeroso, e perché il suo lavoro è più essenziale... Il trascurare questa porzione di uomini accagione della loro pretesa bassezza, è un'ingiustizia grave e pericolosa: imperciocché in tal caso l'equilibrio di questa Bilancia fondamentale degli uomini e del commercio sarebbe rotta. (Jean-François Melon)
  • L'agricoltura sembra molto semplice quando il tuo aratro è una matita e sei a un migliaio di miglia dal campo di grano. (Dwight D. Eisenhower)
  • Noi agricoltori dobbiamo pianificare e pensare agli anni a venire. Mangiamo soltanto quello che ci avanza. (L'uomo senza passato)
  • Non siamo come i Verdi, noi. Ci guardiamo bene dal sognare che l'Italia e il mondo tornino indietro, verso la civiltà agricolo-forestale da cui tutti proveniamo. Vogliamo però che la civiltà tecnologico-industriale, di cui facciamo parte, la smetta di tentare di convincere il mondo che è opportuno l'avvento di un'epoca di consumatori-consumati. Noi siamo diversi, vogliamo che gli uomini continuino a essere uomini. (Giorgio Bassani)
  • «Un tempo solo chi godeva d'una rendita agricola poteva fare l'intellettuale, – pensò Quinto. – La cultura paga ben caro l'essersi liberata da una base economica. Prima viveva sul privilegio, però aveva radici solide. Ora gli intellettuali non sono borghesi e non sono proletari.» (Italo Calvino)

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