Émile-Auguste Chartier

filosofo, giornalista e scrittore francese
Alain - Émile Chartier 1895.png

Émile-Auguste Chartier detto Alain (1868 – 1951), filosofo, giornalista, scrittore e professore francese.

Citazioni di Émile-Auguste ChartierModifica

  • Amare è trovare la propria ricchezza al di fuori di se stessi.[1]
  • Che i cittadini diano più volentieri la loro vita che il loro denaro, ecco un paradosso piuttosto forte.
Que les citoyens donnent plus volontiers leur vie que leur argent, voilà un paradoxe assez fort.[2]
  • Dell'infanzia dirò poco, perché fu solo stupidità.[3][4]
  • La cosa più difficile al mondo è dire pensandoci quello che tutti dicono senza pensare.[3]
  • La storia è un grande presente, e mai solamente un passato.[5]
  • La vita è un lavoro che bisogna fare a piedi.[6]
  • Non c'è niente di più funesto sulla faccia della terra del pensatore che non sa piantare un chiodo.[7]
  • Pensare è come dire no.
Penser, c'est dire non.[8]
  • Risvegliarsi è mettersi alla ricerca del mondo.[9]
  • Si prova tutto ciò che si vuole, la vera difficoltà è sapere ciò che si vuole provare.[10]
  • Tutte le persone sono degne di rispetto, ma alcune credenze non lo sono.[11]

Propos sur le bonheurModifica

  • Colui che teme di non riuscire a dormire è mal disposto verso il sonno, e colui che teme di aver mal di stomaco è mal disposto nei confronti della digestione. (5 marzo 1922)[12]
  • È certamente vero che noi dobbiamo pensare alla felicità degli altri; ma non si dice mai abbastanza che il meglio che possiamo fare per quelli che amiamo è ancora l'essere felici. (1925)
  • L'uomo si annoia del piacere ricevuto e preferisce di gran lunga quello conquistato. (1925)
  • La cortesia non è altro che una ginnastica contro le passioni.
La politesse, ce n'est qu'une gymnastique contre les passions.[13]
  • Non sempre abbiamo forza sufficiente per sopportare i mali degli altri.[4]

Propos sur l'éducationModifica

  • Il difetto di ciò che è di per sé interessante è che non c'è alcuna difficoltà ad interessarsene, che non si apprende ad interessarsi per volontà. (1932)
  • Se i pedagoghi non saranno indirizzati verso altre prede, finirà che gli istitutori sapranno moltissime cose, e gli scolari nessuna. (1932)
  • Se il maestro si azzittisce, e gli scolari leggono, va tutto bene. (1932)

Sistema delle belle artiModifica

  • Dimostriamo ciò che vogliamo dimostrare, ma la reale difficoltà è conoscere ciò che vogliamo dimostrare.
On prouve tout ce qu'on veut, et la vraie difficulté est de savoir ce qu'on veut prouver.[14]
  • Nessun possibile è bello; solo il reale è bello.[4]
  • Nulla è più pericoloso di un'idea, quando è l'unica che abbiamo.

NoteModifica

  1. Da Éléments de philosophie, 1941.
  2. Da Mars ou la Guerre jugée, Gallimard. Citato in Gabriel Pomerand, Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pomerand, Le livre de poche, 1962. p. 85.
  3. a b Da Storia dei miei pensieri.
  4. a b c Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 14603-X
  5. Da Les Aventures du cœur.
  6. Da Cento e un ragionamenti – Einaudi, a cura di S. Solmi.
  7. Citato in Focus n. 90, pag. 162.
  8. Da Propos sur la religion, Rieder, 1938, p. 193.
  9. Da Vigiles de l'esprit, 1942.
  10. Da Un envoi de Fred.
  11. Da La Dépêche de Lorient, 14 giugno 1900.
  12. Citato in G. Minois, Storia dell'avvenire. Dai profeti alla futurologia, Bari, 2007, p. 10.
  13. Citato in Gabriel Pomerand, Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pomerand, Le livre de poche, 1962, p. 333.
  14. Da Système des beaux-arts, Gallimard, 1926, p. 8.

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