Thomas Hartung

farmacologo tedesco

Thomas Hartung (– vivente), farmacologo, professore universitario e ricercatore tedesco.

  • I test di tossicità [sugli animali] che abbiamo utilizzato per decenni sono semplicemente cattiva scienza. Oggi abbiamo la possibilità di ripartire da zero e di sviluppare dei test basati su prove evidenti, che forniscono un reale valore predittivo.[1]
  • Non siamo ratti da 70 kg! Se non fossero stati effettuati tanti test su animali oggi avremmo probabilmente disponibili modi più efficaci di curare le malattie.[2]

Ricerca senza animali, Hartung: «La scienza è pronta, i governi ancora no»

intervista di Alessandro Sala, Corriere.it, 7 febbraio 2014

  • [...] ogni ciclo di studio degli effetti dei tumori sui topi dura circa quattro anni [...]. Bisogna pensare a costi più bassi e tempi più stretti [...]. I metodi alternativi, e sostanzialmente il ricorso a modelli virtuali possibili grazie alle nuove tecnologie o lo studio su cellule staminali umane che danno ottimi risultati nello studio di biologia e tossicologia, rispondono a questi criteri.
  • Le diverse legislazioni nazionali prevedono test sugli animali obbligatori e i farmaci non ricevono autorizzazioni se questo passaggio viene saltato. Le aziende di conseguenza sono state costrette ad investire in questo campo. La legge purtroppo fa riferimento a metodi superati, non è stata capace di adeguarsi ai tempi.
  • Un numero sempre maggiore di persone è contraria alla sperimentazione animale e sono molti quelli che si pongono dei dubbi. Ma qui negli Usa l'aspetto etico è meno importante che da voi. Se qui si studiano i nuovi metodi per non utilizzare animali è solo perché non si è contenti dei risultati che i vecchi metodi danno. Sono questi limiti che ci impongono di voltare pagina, non è solo un discorso di empatia per un ratto.
  • Più del 50% delle medicine sono anticorpi per l'uomo e non funzionano sugli animali. E viceversa ci sono sostanze che hanno effetti dannosi e non funzionano sugli animali ma sono efficaci per l'uomo. Se ci si basasse solo sui test per animali non potremmo usarle. L'esempio è quello della comune aspirina: provoca malformazioni sugli embrioni in moltissimi animali ma sull'essere umano no.

NoteModifica

  1. Citato in Stefano Cagno, Antivivisezionismo scientifico, in Trattato di biodiritto: la questione animale, Giuffrè, Milano, 2012, p. 226. ISBN 88-14-16448-7
  2. Citato in Fulco Pratesi, A chi servono i test su animali, l'Espresso, 11 febbraio 2013.

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