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The Box (film 2009)

film del 2009 diretto da Richard Kelly

The Box

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Titolo originale

The Box

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2009
Genere fantascienza, thriller
Regia Richard Kelly
Soggetto Richard Matheson (racconto)
Sceneggiatura Richard Kelly
Produttore Sean McKittrick, Richard Kelly, Dan Lin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Box, film del 2009, regia di Richard Kelly. Basato sul racconto Button, Button del 1970 scritto da Richard Matheson.

IncipitModifica

LANGLEY Air Force Base, classificato Virginia

Memorandum interno a: Martin Teague – Vice direttore della NSA

Resurrezione del paziente Arlington James Steward confermata dal personale dell'ospedale.
Il paziente è stato dimesso dal reparto ustionati la mattina del 24 luglio, località riservata.
Il paziente ha costruito un dispositivo il cui scopo è sconosciuto.
Specifiche di progettazione confermate dal progetto Mars. Il paziente sta recapitando il dispositivo a privati cittadini.

Maggiori informazioni saranno disponibili.

LANGLEY AFB, VA-CLASSIFIED
INTERNAL MEMORANDUM TO: MARTIN TEAGUE – NSA DEPUTY DIRECTOR
Resuscitation of patient ARLINGTON JAMES STEWARD confirmed by hospital personnel.
Patient was released from burn unit on the morning of July 24th to undisclosed location.
Patient has constructed a device of unknown purpose.
Design specification confirmed by Mars project. Patient is delivering the device to private residences.
More information forthcoming.

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Il signor Steward passerà a trovarvi nel pomeriggio alle cinque. (Biglietto)
  • [Parlando di Estelle di A porte chiuse] Il suo destino è marcire all'inferno. È una troia che si è sposata per soldi e ha ucciso il suo bambino. (Charles)
  • La prego, non si faccia spaventare dal mio aspetto, le assicuro che non sono un mostro. Sono un uomo che ha un lavoro da fare. (Arlington James Steward)
  • Se lei premerà quel pulsante allora accadranno due semplici cose. La prima: una persona in qualche parte del mondo, una persona che lei non conosce, morirà. La seconda: lei riceverà in pagamento la somma di un milione di dollari, esentasse. (Arlington James Steward)
  • La garanzia del pagamento è legata al rispetto di tre condizioni. Uno: Non ho il permesso in alcun modo di rivelare qualsiasi informazione che riguardi l'identità dei miei datori di lavoro. Due: Lei non ha il permesso di discutere con nessuno della natura e dei termini di questa offerta, a parte che con suo marito, è chiaro. Tre: Ha soltanto ventiquattr'ore. Ha tempo fino alle cinque di domani pomeriggio per prendere una decisione. Domani a quell'ora io tornerò e mi riprenderò il meccanismo a pulsante. Il meccanismo verrà riprogrammato e la stessa offerta verrà sottoposta a qualche altra persona. (Arlington James Steward)
  • Soltanto una persona adesso può salvarla. Guardi nello specchio. La vedrà. (Dana)
  • Qui ci sono tre portali, ma lei può sceglierne uno solo. Faccia molta attenzione a quale dei tre portali sceglierà perché soltanto uno porta alla via della salvezza. (Clymene Steward)
  • Nelle ore successive alla prima trasmissione della sonda Viking da Marte il vostro collega Arlington Steward è stato colpito da un fulmine qui, su questa piattaforma. [...] Lui è qualcosa di diverso adesso. [...] Arlington Steward era morto poco dopo il ricovero al reparto ustionati del Riverside Hospital. Il suo cadavere era stato portato all'obitorio ed era chiuso in una cella frigorifera da ore quando un'infermiera ha sentito una voce dietro il portello metallico. Era un uomo e rideva. Il signor Steward era tornato dalla morte e rideva istericamente. Fu trasferito subito in un ospedale militare di massima sicurezza e poco dopo ci siamo accorti che aveva delle capacità fuori dall'ordinario. [...] La sua capacità di guarigione è stata quasi di dieci volte superiore al normale. La degenerazione cellulare si è sostanzialmente interrotta. (Martin Teague)
  • Io sono soltanto un contenitore. (Arlington James Steward)
  • Ora vi vengono offerte queste due possibilità. Opzione uno: potete vivere il resto della vostra vita e godervi il denaro che vi è stato consegnato imparando a convivere con la grave disabilità di vostro figlio che è irreversibile. Lui non udrà più le vostre voci né vedrà mai più i vostri volti. Opzione due: c'è un solo proiettile nel tamburo di questa pistola. Lei può usarlo per sparare al cuore di sua moglie e ucciderla. Nel momento esatto in cui la sua anima lascerà il corpo suo figlio tornerà alla normalità. Il milione di dollari verrà depositato su un conto fruttifero e verrà consegnato a vostro figlio quando avrà compiuto diciotto anni. (Arlington James Steward)

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Arthur Lewis: Quando aveva diciassette anni le è caduto un bilanciere sul piede, ha pensato di essersi rotta un dito ed è andata in ospedale. Il medico l'ha fatta sedere, ha acceso la macchina per le radiografie e è andato da un altro paziente nel corridoio.
    Collega #1: Si è dimenticato completamente di Norma sotto la macchina per le radiografie accesa.
    Collega #2: Oh, Signore. Non dev'essere per niente piacevole.
    Arthur Lewis: No. Infatti le radiazioni le hanno fatto fuori i tessuti di quattro dita.
    Collega #2: E hanno dovuto amputare quattro dita?!
    Arthur Lewis: Esattamente. E le hanno prelevato un bel po' di pelle della coscia per ricoprire il piede. È successo nel '58, non c'erano le tecniche di innesto cutaneo di oggi. È rimasta seduta così nella stessa posizione completamente ingessata per un mese intero prima di guarire.
  • Norma Lewis: Ricordati di spegnere le luci dell'albero.
    Arthur Lewis: No. È così che mi piace.
    Norma Lewis: C'è il rischio di un incendio.
    Arthur Lewis: Sì, ma tiene vivo lo spirito natalizio mentre dormiamo.
    Norma Lewis: Potremmo morire.
    Arthur Lewis: Tutti muoiono, Norma.
  • Arthur Lewis: Premiamo il pulsante, incassiamo un milione di dollari e potremmo essere responsabili della morte di un essere umano. È un'idea con cui potremmo convivere. Se fosse il bambino di qualcuno?
    Norma Lewis: E se fosse un omicida rinchiuso nel braccio della morte?
    Arthur Lewis: Se fossero i vicini che abitano di fronte? Tu li conosci, no?
    Norma Lewis: Doug e Donna.
    Arthur Lewis: Che cosa significa conoscere qualcuno, Norma? Tu mi conosci?
    Norma Lewis: Meglio di quanto tu conosci te stesso.
    Arthur Lewis: Conosci Walter?
    Norma Lewis: Anche meglio di quanto conosco te.
    Arthur Lewis: Che cosa vogliamo fare, Norma?
    [Norma preme il pulsante]
    Norma Lewis: È una scatola e basta.
  • Dana: Guardi dentro la luce.
    Arthur Lewis: La luce?
    Dana: Sì, la luce. Presto ne rimarrà accecato.
    Arthur Lewis: Che significa? Quale luce?
    Dana: Io non me lo ricordo più. Io non me lo ricordo più. [Le esce il sangue dal naso e perde i sensi]
  • Arlington James Steward: I fulmini colpiscono la Terra per cento volte al secondo, una sola saetta può arrivare facilmente a sprigionare temperature vicine ai ventottomila gradi centigradi in una frazione di secondo. Temperature cinque volte più alte di quelle della superficie del Sole.
    Norma Lewis: Questa è la cosa che è successa a lei? È stato colpito da un fulmine?
    Arlington James Steward: Sì.
    Norma Lewis: E adesso sono in comunicazione con coloro che controllano i fulmini.
  • Arlington James Steward: Quale sentimento ha provato, Norma, quando mi ha visto per la prima volta?
    Norma Lewis: Ho provato...
    Arlington James Steward: Cosa?
    Norma Lewis: Ho provato...
    Arlington James Steward: Pietà?
    Norma Lewis: No. Affetto.
    Arlington James Steward: Lei ha provato affetto per me?
    Norma Lewis: Sì.
    Arlington James Steward: Perché?
    Norma Lewis: Per la deturpazione del mio piede. Per l'incredibile dolore che questa cosa mi ha causato per tutta la vita. Ho pensato a cosa avrebbe potuto significare un dolore così grande amplificato e proiettato sopra il mio viso. [...] Ho rivisto il mio dolore sul suo viso e in un istante tutto è stato chiaro. Ho provato un sentimento profondo di affetto per lei perché in quel momento ho capito che mai più, ma più avrei potuto commiserare me stessa.
  • Martin Teague: Signore, se mi è permesso chiederglielo, perché una scatola?
    Arlington James Steward: La sua casa è una scatola, una scatola con le ruote è la sua macchina, lì dentro va al lavoro, lì dentro torna a casa. Dentro casa sta seduto per ore a fissare una scatola che le erode l'anima mentre la scatola che è il suo corpo inevitabilmente avvizzisce e poi muore. Dopodiché viene posto nella scatola definitiva dove lentamente si decompone.
    Martin Teague: È francamente deprimente, se la mettiamo in questo modo.
    Arlington James Steward: E lei non la metta in questo modo. Lo consideri uno stato temporaneo dell'essere.
  • Martin Teague: Come si supera il test?
    Arlington James Steward: Non è abbastanza ovvio? Basta non premere il pulsante. Se la maggior parte di voi non lo farà il test sarà concluso. Ma ci saranno altri test in futuro.
  • Martin Teague: Una volta ha detto qualcosa riguardo un "coefficiente di altruismo".
    Arlington James Steward: Se gli esseri umani non sono capaci o disposti a sacrificare i desideri individuali per il bene superiore della specie non potrete sopravvivere e i miei datori di lavoro saranno obbligati ad accelerare la vostra estinzione.
  • Arthur Lewis: Io ero morto, Norma. Me ne sono andato per quasi un'ora.
    Norma Lewis: E che cosa hai visto? Che cosa c'era dentro quella luce?
    Arthur Lewis: Non si può descrivere a parole. È un posto che non è qui nella... È un posto che sta in mezzo. E ti avvolge come un abbraccio. Un posto dove finisce il marciapiede e la disperazione non governa più il cuore degli uomini.
  • Norma Lewis: Non posso essere perdonata?
    Arlington James Steward: Non lo so. So però che lei ammira molto gli scritti di Jean-Paul Sartre. Forse queste parole la consoleranno. Ci sono due modi per fare il nostro ingresso nell'ultima stanza: liberi o non liberi. Sta a noi scegliere.
  • Norma Lewis [ultime parole]: Io conterò i giorni finché il mio Arthur tornerà da me per sempre.
    Arthur Lewis: Ci rivedremo molto presto, sì. Facciamo quello che si deve. [Arthur spara un colpo di pistola nel cuore della moglie, contemporaneamente una donna preme il pulsante]

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