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Taittirīya Āraṇyaka

CitazioniModifica

  • Colui che vive in noi come nostra guida, che è uno e tuttavia appare in molte forme, colui nel quale le cento luci del cielo sono una, nel quale i Veda sono uno, nel quale i sacerdoti sono uno – quegli è l'ātman spirituale all'interno della persona. (III, 11, 1; 2001)
  • Non Lo si può afferrare né da sopra, né di lato, né dal mezzo; nessuno Lo comanda. Lo si può chiamare: il Gloriosissimo!
    La Sua forma non è afferrabile dalla vista, per cui nessuno potrà mai vederLo con gli occhi: gli si dà forma col cuore, col pensiero, con lo spirito: quelli che Lo conoscono divengono immortali. (X, 1; 1999)

BibliografiaModifica

  • La saggezza indiana, a cura di Gabriele Mandel, Rusconi, 1999.
  • Raimon Panikkar, I Veda. Mantramañjarī, a cura di Milena Carrara Pavan, traduzioni di Alessandra Consolaro, Jolanda Guardi, Milena Carrara Pavan, BUR, Milano, 2001.

Voci correlateModifica

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