Sword Art Online Alternative: Gun Gale Online

serie di light novel giapponesi, trasposta in manga e anime

Sword Art Online Alternative: Gun Gale Online

Serie TV anime

Immagine SAO Gun Gale Online anime logo.svg.
Titolo originale

ソードアート・オンライン オルタナティブ ガンゲイル・オンライン

Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno

2018

Genere fantascienza, azione
Episodi 12
Regia Masayuki Sakoi
Sceneggiatura Yōsuke Kuroda
Doppiatori italiani

Sword Art Online Alternative: Gun Gale Online, light novel del 2014 scritta da Keiichi Sigsawa e illustrata da Kōhaku Kuroboshi, trasposta nel 2018 in una serie anime.

Citazioni tratte dalla serieModifica

IncipitModifica

Il videogioco a realtà virtuale Sword Art Online provocò un incidente senza precedenti. I giocatori che morivano nel gioco, morivano anche nella vita reale. Da quel momento, cominciò il declino di questi giochi a realtà virtuale, ma in seguito all'introduzione del pacchetto amministrativo The Sead, tornarono a essere popolari, e vennero creati molti videogiochi a realtà virtuale completamente sicuri. Uno di essi era caratterizzato da una visione del mondo estremamente cruda e acquisì popolarità focalizzandosi sugli scontri uno-contro-uno basati sulle armi da fuoco al posto delle armi bianche. Il nome di questo gioco dove i colpi di pistola che ruggiscono su una terra desolata sono trasportati dal vento, divenendo un uragano, è... (Narratore, prima che la speaker annunci "Gun Gale Online")

Episodio 1, Squad JamModifica

  • Per un cecchino sparare allo scoperto o mostrare la propria arma equivale alla sconfitta. (M)

Episodio 2, GGOModifica

  • Pitohui: Ti capisco, lo sai? Tu vuoi coccolare l'arma che hai appena comprato: dico bene? Vuoi provare a maneggiarla, giusto? [...] Come la chiamerai? Ha già un nome?
    Llen: Devo dare un nome all'arma?
    Pitohui: Ovviamente. [...] Allora, sentiamo: come si chiama?
    Llen: Sarà P-chan.
    Pitohui: Gran bel nome e nelle tue mani, Llen, P-chan farà sgorgare il sangue di tantissimi avversari, ne sono certa. Un'arma così non ti tradirà mai.
  • Pitohui: Facciamo un giuramento.
    Llen: Un giuramento?
    Pitohui: Sì, una volta lo si faceva incrociando le spade. Era una cosa in voga durante l'epoca Edo[1], non lo ricordi?
    Llen: Scusa Pito[2], non è che nel mondo reale hai più di centosettanta anni?
    Pitohui: È un segreto. Va bene, un giorno noi due combatteremo: sarà uno scontro serio e se vincerai tu ci incontreremo nel mondo reale. È una promessa tra donne, chiaro? [Llen annuisce e incrocia il suo mitra con il fucile di Pitohui]

Episodio 3, Fan LetterModifica

 
Cosplayer raffigurante Llen che impugna la sua arma P-chan
  • Pitohui: Sono curiosa di sapere se sai che cos'è la Sqad Jam.
    Llen: La marmellata di calamari?
    Pitohui: Non immaginarti cose assurde!
    Llen: Non è una specie di marmellata di calamari sotto sale?
    Pitohui: Non direi proprio, calamaro in inglese si traduce con la parola squid, mentre la parola inglese squad significa squadra.
    Llen: Ma jam significa marmellata.
    Pitohui: Jam indica ciò che si spalma sul pane, ma un tempo significava "un sacco di cose pressate insieme".
    Llen: Per questo in inglese se un proiettile si inceppa di dice jam, quindi Squad Jam indica un insieme di tante squadre.
    Pitohui: Esattamente, in una Squad Jam tante squadre si riuniscono per giocare e sfidarsi in una Battle Royale[3].
  • Negli spazi stretti un pugnale può essere più utile di un'arma da fuoco. (M)

Episodio 5, Lascia a me la last battleModifica

  • M: Se io morissi durante la Squad Jam anche il me stesso nel mondo reale morirebbe.
    Llen: Guarda che non siamo in Sword Art Online[4].
  • Llen, se ti trovi in svantaggio non importa quanta paura hai: non sparare mai senza un motivo. Sparare è come una droga, ti fa dimenticare l'ansia ma solo in quel momento. È uno spreco di proiettili e rivela la tua posizione al nemico, è come ammettere di aver paura; tra le pessime strategie è la peggiore. (Pitohui)

Episodio 6, SAO LoserModifica

  • Il mondo dei videogiochi pullula di gente assurda, in fondo. Anche in ALO non si scherza, sai? Poco tempo fa mi ha battuto una giocatrice chiamata La Spada Assoluta. Aveva non so quante migliaia di ore di log-in. Se uno spreca tutto quel tempo con un gioco, diventa quasi imbattibile, è ovvio. (Miyu)
  • Karen: Perché mai Pito impone a sé e agli altri decisioni tanto assurde, uccidere se stessa e qualcun altro se muore in un videogioco...
    Gōshi: Perché è completamente ossessionata dall'idea della morte, il suo massimo desiderio è un duello in cui possa essere in palio la vita. [...] Mai sentito parlare di Sword Art Online? L'incidente chiamato SAO riguardava dei giocatori intrappolati in un gioco online, se fossero morti nel gioco sarebbero morti anche nel mondo reale.
    Karen: Non dirmi che Pito era uno dei giocatori intrappolati dentro SAO!
    Gōshi: No, assolutamente no, lei non fa parte di quella categoria: insomma non è una sopravvissuta di SAO, semmai si tratta dell'opposto. [...] La potrei definire una rinunciataria di SAO, perse la sua occasione. [...] Pito riuscì a partecipare alla fase di beta testing di SAO e continuò a giocarci come una dannata, ma voleva acquistare anche la versione definitiva e continuare a giocare, è ovvio.
    Karen: Però non ha potuto farlo.
    Gōshi: Quel giorno aveva un qualche tipo di impegno assolutamente non prorogabile, così importante da poter determinare il corso della sua vita, un'occasione unica. Così, dopo aver pianto a dirotto, Pito scelse di mettere il proprio futuro al primo posto.
  • Gōshi: Di', ti sei mai innamorata perdutamente di una persona, hai mai amato qualcuno al punto di essere disposta a consacrargli senza battere ciglio la tua vita?
    Karen: No, direi proprio di no.
    Gōshi: Allora non è proprio possibile che tu capisca cosa provo.
    Karen: Vorrei tanto capire meglio Gōshi, in poche parole tu ami Pito, è così?
    Gōshi: Sì, la amo!!
    Karen [pensando]: È la prima volta che ascolto una confessione d'amore: peccato che sia destinata a un'altra, ma la vita è piena di sorprese.

Episodio 7, Second Squad JamModifica

  • Fukaziroh: Se vinciamo mi offri il sushi!
    Llen: Va bene Miyu, se vinciamo... cioè volevo dire Fukaziroh, scusa. Tra l'altro non era il nome del tuo cagnolino? Che poi, perché si chiamava così?
    Fukaziroh: Inizialmente i miei genitori non volevano che prendessi un cane [Un cartello riporta la scritta "Senza permesso" (Fuka)] e dato che avevo già un fringuello di Giava di nome Shinohara Taroh [Un cartello riporta ora la scritta "Secondo figlio senza permesso" (Fukaziroh)] decisi io di chiamare il cane Fukaziroh: un bel nome, vero? Ah, il mio povero Fukaziroh che veglia su di me dal paradiso...
  • Sai una cosa? Mi hanno avvicinata quarantatre giocatori: i personaggi femminili sono pochissimi, praticamente è come essere in un reverse harem[5]. (Fukaziroh, a Llen)
  • Llen: [Con il rilevatore satellitare] sapremo dove si trova la squadra di Pito: il loro nome è PM4, cerca di ricordartelo.
    Fukaziroh: D'accordo, PM4, memorizzato. Purtroppo però quattro in giapponese si legge come "morte" quindi... la morte di Pitohui e M? Inquietante.
    Llen: Anche a me sono venuti i brividi quando ci ho pensato.
  • Noi siamo i Memento mori, il nostro motto è "Ricordati che devi morire", lei invece [Pitohui] vive come se volesse dimenticarsi di essere viva. (David)
 
Un esemplare di Pitohui dichrous, comunemente conosciuto come "Pitoui testanera"
  • [Su Pitohui] Si tratta del nome di un uccello della Nuova Guinea, se sfiora un essere umano le sue neurotossine sono in grado di ucciderlo[6]: ecco perché Pitohui è un nome decisamente adatto a lei. (David)

Episodio 8, Booby trapModifica

  • Mi dispiace tanto signorina, però la vita non va mai come ci si aspetta; eppure sei riuscita comunque ad arrivare fin qui, vero? Io ti ho tenuta d'occhio, sai Sto sbagliando forse? (Fukaziroh a Llen)
  • M: Gettarsi nella mischia sarebbe da stupidi. Dimmi, vuoi morire a tal punto, Pito? È veramente ciò che vuoi?
    Pitohui: Cosa? No, è solo che mi annoio, è una palla rimanere fermi qui.
    M: Resisti ancora un po'. d'accordo? Come ti ho già detto io ho una mia strategia, Pito. Tu hai voluto che fossi il caposquadra e quindi obbedisci.
    Pitohui: E vabbè, non posso farci nulla, però una volta che sarai morto farò quello che mi pare.
    M: Tranquilla, ti lascerò i nemici forti, pronti a mostrare le zanne Pito.
    Pitohui: Per esempio chi, scusa?
    M: Be', vediamo... Llen ad esempio. Le zanne di quel coniglietto rosa le ritengo molto affilate: sei d'accordo [Pitohui approva con un'espressione di gioia]
  • Fukazirouh: Dimmi, quanto credi che mi sia esercitata negli ultimi tempi?
    Llen: Tanto, penso.
    Fukazirouh: Non vinci solo guardando gli avversari negli occhi e date le armi che uso ho capito che questa qui era una strategia ottimale perciò mi sono allenata a colpire il bersaglio misurando la distanza a intuito, così tanto che ora se conosco la distanza dall'obbiettivo posso colpirlo a occhi chiusi, sai?
  • Pito, tu non puoi assolutamente morire finché non ti ucciderò io!! (Llen)

Episodio 9, Massacro in dieci minutiModifica

  • M: Dimmi che cosa stai aspettando [a uccidere gli ultimi due assalitori]?
    Pitohui: Be', vedi M, quello lì ha ancora una pistola: sto aspettando che si decida a lasciare andare il suo compagno. Non c'è gusto a sparare a qualcuno che non oppone resistenza, non lo pensi anche tu?
  • [Tre spettatori commentano l'operato di Pitohui]
    Spettatore 1: Ma quanti... quanti ne ha uccisi quella?
    Spettatore 2: Credo sia riuscita a ucciderne più di venti.
    Spettatore 3: Ne ha uccisi anche da disarmata, ma che razza di forza fisica ha? Inoltre ha anche un fucile M107A1, se non sbaglio sul server giapponese ce n'è soltanto uno.
    Spettatore 2: Ultimamente ci sono più fucili anti-materiale[7]: vi ricordate di Sinon, la donna che si era scatenata durante l'ultimo Bullet of Bullets? Aveva un Hécate II.
    Spettatore 3: Li ha fatti fuori da quella distanza con un fucile difficile da impugnare.
  • Llen: Fuka, non è che potresti farti spuntare le ali? Potrei aggrapparmi a te e voleremo via da qui.
    Fukaziroh: È impossibile: devi sapere che ormai ho smesso di fare la fata, Llen.
  • Sarà meglio non dover mai litigare con lei nel mondo reale. (Fukaziroh, vedendo la rabbia di Llen che infierisce sull'ultimo dei nemici)

Episodio 10, La resurrezione del Re dei demoniModifica

  • Procediamo con un attacco a tenaglia, dobbiamo ammazzare tutti i PM4. Di Pito mi occuperò io, se ha subito danni è stata colpa sua, ha abbassato la guardia: questo è GGO! Farò fuori Pito, costi quel che costi, questo è il vero motivo per il quale sono qui! (Llen)
  • Era successo durante il terzo Bullet of Bullets, l'aveva usata un nuovo giocatore di cui non avevo mai sentito il nome: è un'arma da guerra potentissima per il combattimento ravvicinato, nel mondo reale non esiste niente di simile. Una spada in un mondo di pistole, è una Photon Sword. (David, vedendo la furia di Pitohui mentre usa la spada laser)

Episodio 11, Llen scatenataModifica

  • M: Basta giocare, eliminiamola. [Fukaziroh]
    Pitohui: E perché mai? Per gentilezza? Benevolenza? Compassione?
    M: Benevolenza e compassione sono sinonimi, e comunque ti sbagli di grosso. Questa non è una vera battaglia, Llen non uscirà allo scoperto per salvarla.
  • M: Proviamo ad avvicinarci, Pito?
    Pitohui: Perché? Che bisogno c'è? La farò fuori col prossimo colpo.
    M: Be', è sott'acqua quindi i suoi HP stanno calando: se la lasciamo stare morirà. Io pensavo che ti sarebbe piaciuto guardare la tua preda negli occhi mentre la fai fuori.
    Pitohui: Oh, a quanto vedo stai imparando a conoscermi... ma comunque, sai, devo ammettere che Llen mi inquieta molto: mi farà fuori se mi distraggo mentre mi avvicino.
    M: Non mi dire che provi paura anche tu.
    Pitohui: Ma per chi mi hai preso, per un mostro? Certo che ho paura, è proprio perché ho paura di morire che mi diverto così tanto!
 
Una serie di love hotel presenti a Kabukichō, il quartiere a luci rosse di Tokyo
  • [Fukaziroh, alla guida di un mezzo corazzato, raggiunge Llen]
    Fukaziroh: Ehi, fanciulla, che fai lì? Non vieni a fare un giro sul mio bel bolide?
    Llen: Certo che sì!
    Fukaziroh: Stasera non ti riporto a casa, eh?
    Llen: Vai pure dove vuoi, ma in fretta!
    Fukaziroh: D'accordo. Ci saranno dei love hotel[8] in questo mondo?

Episodio 12, ApplausoModifica

  • Pitohui: Hai qualche obiezione, imputato?
    M: Nessuna.
    Pitohui: Quali sono le tue ultime parole?
    M: Ti amo, Pito.
    Pitohui: Questo lo so bene, ma l'amore e i videogiochi non vanno d'accordo. [uccide M con un colpo di pistola]
  • Pitohui: Quindi alla fine sarai tu a uccidermi... ce l'hai fatta, ce l'hai fatta!
    Llen: Non morirai davvero! Questo è soltanto un videogioco, siamo in GGO: se muori qui non devi assolutamente morire nel mondo reale, Pito. L'ho saputo da M, mi ha detto che avevi intenzione di ucciderti se fossi morta nella Squad Jam. [...] Me l'hai promesso, devi ricordartelo Pito. [...]
    Pitohui: Il giuramento.
    Llen: Devi rispettarlo, Pito. [morde Pito alla giugolare causandole un'emorragia mortale]
  • Miyu [osservando una foto sul cellulare di Gōshi]: Ma chi è questa palla di lardo, è tutto tranne che affascinante: non mi sposerei con un uomo del genere per niente al mondo.
    Karen: Aspetta, forse potrebbe trattarsi...
    Gōshi: Sì, sono io nel periodo in cui ho conosciuto Pito.
    Miyu: Stai scherzando? A guardarlo meglio ha comunque un gran bel viso, se perdesse peso diventerebbe figo. [poco prima aveva flirtato con Gōshi ritenendolo attraente].
  • Gōshi: Vi giuro che per me lei [Pitohui] era come una dea, prima di quel momento non mi era mai capitato di incontrare una ragazza di una bellezza così folgorante.
    Miyu: Perché non guardi nello specchietto retrovisore?
    Gōshi: Voi due siete molto carine ma non potete competere con la vera Pito, o almeno non dal mio punto di vista.
  • Gōshi [racconta di quando era lo stalker di Pitohui]: A un certo punto lei si è girata di scatto e mi ha detto di avvicinarmi: è stata lei a dirmi di seguirla, siamo andati nella sua stanza. Prima che me ne accorgessi mi aveva legato mani e piedi; [...] a quel punto mi ha aggredito verbalmente, mi ha insultato e poi picchiato: mi ha detto che ero un fottuto stalker e che l'aveva sempre saputo. Non era affatto una dea, piuttosto un terribile Re dei demoni che serbava nel cuore una violenza inaudita e impulsi distruttivi. Ha scattato delle foto compromettenti e ha detto che se l'avessi denunciata avrebbe detto alla polizia che ero uno stalker, così sono diventato il suo assistente o meglio il suo umile servitore.
  • Karen [applaudendo]: Volevo dirti che canti davvero splendidamente, era da tanto che volevo dedicarti un applauso. [...] Incredibile, davvero incredibile: sei un incredibile Re dei demoni.
    Elsa [dopo aver riso fino alle lacrime]: E come lo sai?
    Karen: Be', per due motivi: il primo è che Gōshi ci ha fatte arrivare appena in tempo per il concerto e se fossimo arrivate troppo presto sarebbe saltata la copertura; inoltre alla fine del concerto ci ha portate nel tuo camerino e per prima cosa ci ha presentato la signorina Rei. In questo modo Pito, cioè Elsa, ti sei goduta lo spettacolo.
    Elsa: Molto bene. Spiegami il secondo motivo?!
    Karen: Vedi, era già da un po' che ci stavo riflettendo: com'è possibile che Gōshi conoscesse il mio nome, il mio indirizzo e perfino il mio aspetto?
    Elsa: In effetti era venuto a parlarti di persona per farti partecipare alla seconda Squad Jam.
    Karen: Solo una persona era a conoscenza di come mi chiamo, di dove abito, del mio aspetto fisico e del fatto che usassi una ragazzina come avatar per giocare a GGO: questa persona eri tu Kanzaki Elsa. Forse non hai letto la lettera che ti ho scritto, ma lo ha fatto Gōshi.
  • Elsa: Potresti chinarti? Non riesco a vederti in viso.
    Karen: Va bene...
    Elsa: Lo sapevo, anche nella vita reale sei adorabile: mi piaci, sai? [bacia Karen sulla bocca] Dai, non mi sembra il caso di reagire così, inoltre ho visto le registrazioni di GGO: hai baciato quel tizio senza farti problemi pur di avere i suoi caricatori!
    Karen: Ma io ho solo fatto finta, comunque si trattava di una donna!
    Elsa [bacia Karen sulla guancia]: Anch'io sono una donna, che problema c'è? [...]
    Gōshi: Vedi Karen, è una donna tremenda che non fa alcuna distinzione fra maschi e femmine.
    Miyu: Sei tipo "super in ritardo" per dirlo, Gōshi: ormai la mia migliore amica non potrà più sposarsi.
    Elsa: Ti prego Karen, pensaci: la prossima volta potresti venire in camera mia. Puoi anche fermarti a dormire, se vuoi.
    Karen [visibilmente imbarazzata]: Assolutamente no!!

NoteModifica

  1. Il periodo che va dal 1603 al 1868; per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  2. Pitohui vuole che Llen la chiami con il nome abbreviato Pito.
  3. Una modalità di gioco nella quale più contendenti si affrontano simultaneamente con l'obbiettivo di eliminare tutti gli altri, il termine è preso dal titolo dell'omonimo romanzo di Koushun Takami del 1999. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  4. Llen si riferisce al fatto che nel gioco Sword Art Online i giocatori non avevano la possibilità di disconnettersi a piacimento e se avessero perso tutti i loro "punti vita" sarebbero morti anche nel mondo reale.
  5. Un genere degli anime e manga in cui la protagonista si ritrova circondata da tre o più maschi che mostrano sentimenti d'amore verso di lei; è l'opposto del più comune genere harem dove il protagonista è un maschio che si ritrova circondato da ragazze che lo amano. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  6. Per approfondire vedi la voce Pitohui dichrous su Wikipedia.
  7. Un tipo di fucile destinato a danneggiare equipaggiamenti militari, poco adatto per colpire altri combattenti. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  8. Un tipo di albergo diffuso negli stati asiatici che permette di soggiornare oltre che per una notte intera anche per alcune ore; come lascia intendere il nome è usato dalle coppie che vogliano trascorrere dei momenti di intimità nella privacy più completa. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.

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