Differenze tra le versioni di "Zenone di Elea"

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*Il ragionamento di Zenone, assumendo che tutto ciò che è lungo uno spazio uguale a sé o si muove o è in quiete, e che nulla si muove nell'istante, e che sempre il mosso è lungo uno spazio uguale a sé in ogni istante, pare che proceda così: la freccia che si muove, che è in ogni istante lungo uno spazio uguale a sé, non si muove dal momento che nulla si muove nell'istante; ma ciò che non si muove è in quiete, dal momento che tutto o si muove o è in quiete; allora la freccia che si muove finché si muove è in quiete per tutto il tempo della traslazione. Ma che c'è di più paradossale di una cosa simile? ([[Simplicio]])
 
*Zenone non era un matematico, ma piuttosto, come dice Cantor<ref>[[Georg Cantor]] (1845–1918), matematico tedesco, padre della moderna teoria degli insiemi.</ref>, l'antitesi del matematico; tuttavia col suo scetticismo non rifuggente da alcun paradosso, inaugurò una lotta che si è trascinata sino ai nostri giorni, senza arrivare a una conclusione definitiva. Egli toccò per primo con tutta chiarezza la grande contraddizione dello spirito umano, l'antinomia tra continuità e infinita divisibilità, tra quiete e moto. ([[Egmont Colerus]])
 
===[[Aristotele]]===
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