Differenze tra le versioni di "Ludovica Koch"

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*Come lo sarà il Drago, Grendel è un protagonista e una manifestazione della notte. Una notte «cupa» (''wan'') che lo occulta come le fitte nebbie della sua palude.<ref name="beowulf"/>
*Anche per via di tanta tenebra, Grendel si vede assai poco, e sempre per lampi e per dettagli: gli occhi fiammeggianti, la bocca e i denti insanguinati, il bizzarro guanto di pelli di drago. Soltanto una sua parte, da cui è difficile ricostruire il resto del corpo, può venire esaminata con agio; e anche quella viene sottratta prima del tempo. È il braccio che gli ha strappato Bēowulf : una zampa smisurata, da cui sbucano raccapriccianti artigli di ferro. Grendel è dunque un Demone massiccio e solido, un Orco, non uno spettro (''gāst''). Un Diverso, e tuttavia un Simile. Di una sua infelice, parodica, criminale umanità parlano infatti gli appellativi (''secg'', ''rinc'', ''sceaða''). Altre definizioni puntano invece verso una parziale coinfluenza con le rappresentazioni altomedievali del Demonio Grendel è forse il personaggio dotato di maggiore ''pathos'' e di più forte presenza nel poema. Ha progetti, voglie, aspettative, benché tutti insani e frustrati. Ha paure, e una voce (inarticolata?) che urla una lugubre «canzone» di pena. La sua morte, come poi la morte di Bēowulf, è trattata come un’«amputazione» violenta della vita dal corpo, di cui la mutilazione fisica è soltanto la figura visibile.<ref name="beowulf"/>
*Come già Grendel, il [[Il dragoDrago (Beowulf)|Drago]] della vecchiaia di Bēowulf si manifesta dapprima come un principio ancora indistinto di ostilità e di turbamento: come «Qualcuno» che manda risolutamente all'aria i provvisori bilanciamenti della storia, la pace sociale e politica sempre malamente rabberciata. Ma a differenza di Grendel, che non si lascia vedere perché rischia il grottesco degli irraffigurabili orchi e troll delle fiabe, il Drago è rappresentato secondo i nobili modelli del mito classico e delle leggende medievali.<ref name="beowulf"/>
*Il poeta del ''Beowulf'' tratta i draghi, ha scritto qualcuno, al modo in cui Platone tratta i poeti. Come avanzi di un’epoca sparita, suggestivi ma pericolosi, e di cui sarebbe bene sbarazzarsi una volta per tutte.<ref name="beowulf"/>
*Il Drago ha le stesse ore di Grendel: è un «Volatile dell’Alba», o meglio, del tempo ancora buio che precede l’alba. È più intelligente: ha una qualità aggiunta di ''inwit'', di «malignità» vendicativa e di frode, assai superiore all'astuzia istintiva e irriflessa dell’Orco. E anche un nemico più potente e più pericoloso. Abita un tumulo «scosceso» come una montagna, ed è abituato a «dominare piaceri dell’aria». Appartiene quindi a un piano di esistenza superiore a quello umano, mentre Grendel emerge dal basso, da abissi informi e ciechi. Ha una natura d’aria, di terra e di fuoco, mentre l’altro è soltanto acquatico.<ref name="beowulf"/>
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