Differenze tra le versioni di "Marcello Mastroianni"

→‎Mi ricordo, sì, io mi ricordo: Citazioni, per la corrispondenza e la successione cfr ''MARCELLO MASTROIANNI e l'umanità dell'amata Napoli'' disponibile su youtube.
m (minuzie)
(→‎Mi ricordo, sì, io mi ricordo: Citazioni, per la corrispondenza e la successione cfr ''MARCELLO MASTROIANNI e l'umanità dell'amata Napoli'' disponibile su youtube.)
*Il [[teatro]] è un tempio, un tempio dove non entra mai il sole. Si lavora sempre con poca luce, nel silenzio più assoluto; il testo va rispettato nelle sue virgole, va approfondito, perché tutto è nella parola. (p. 50)
*La [[Napoli|città]] meno americanizzata d'[[Italia]], anzi d'[[Europa]]. Eppure le truppe americane l'hanno avuta per tanto tempo. Ma una volta ripartiti questi soldati (a parte qualche moretto lasciato lì), tutto quanto era americano è stato cancellato.<br />La forza dei [[Napoli|napoletani]] sta in questo: nel loro carattere, nella loro tradizione, nelle loro radici. (p. 138)
*{{NDR|A Roma}} [...] in Via del Corso [...], sentii dietro di me uno che fece "ammazza le rughe! Hai visto come si è invecchiato?" Detto forte, perché io potessi sentire. Non so se lo dicesse a una ragazza o a chi: "ammazza le rughe!" La stessa cosa mi è accaduta a Napoli. "Marcelli', c simm fatt vecchiariell eh? 'O vulit nu cafè?" La vedete la differenza?<ref name=inlove>Citato in Gianmaria Tammaro
''Marcello Mastroianni e la Napoli amabile''; in ''LINKIESTA'' del 18 agosto 2013 - 06:47</ref>
*Io amerei vivere su un pianeta tutto napoletano perché so che ci starei bene.<ref name=inlove/>
*Napoli va presa come una città unica, molto intelligente. Napoli è troppo speciale quindi non la possono capire tutti.<ref name=inlove/>
*Il [[Federico Fellini|suo]] amore per gli attori, per i suoi attori, lo esprimeva anche in certi dettagli che non mi è capitato di ritrovare in altri registi, forse anche perché le sue storie erano diverse. (p. 141)
*Oggi è il mio compleanno. Compio settantadue anni. Be', è una bella età. Quando ne avevo venti, immaginando un uomo di settantadue anni, l'avrei visto come un vecchio bacucco. Ma io non mi sento così vecchio. Forse perché ho avuto la fortuna di lavorare, senza sosta. Credo di aver superato i centosettanta film: un bel record. Quindi l'ho ben riempita, la mia vita. Mi posso contentare. Insisto: ''sono fortunato''. (p. 149)