Differenze tra le versioni di "Bernardo Valli"

m (sistemo)
*Nei primi giorni di gennaio del 1980 fui fortunato. Kabul era invisibile. I carri armati sovietici appena arrivati, nei giorni di Natale, dall'Uzbekistan e dal Tagikistan sembravano elefanti galleggianti su un oceano immacolato, con le proboscidi, i cannoni, puntati contro il nulla. Perché la capitale era deserta. Le principali tribù a confronto in quelle ore, perlomeno a Kabul, erano comuniste. Da un lato i comunisti Khalq (popolo) e dall'altro i comunisti Parsham (bandiera). Ma lo schieramento non era cosi netto. La tragedia delle ultime settimane si era svolta con una mischia in cui era difficile distinguere le fazioni. Breznev aveva deciso di far intervenire l'Armata Rossa proprio per far cessare quella rissa tra compagni. Il segretario generale del partito sovietico era stato colpito dall'assassinio di Nuhr Mohammad Taraqi, suo amico personale. Taraqi era stato strangolato dagli uomini di Hafizullah Amin. Il quale sarebbe stato a sua volta fucilato dai sovietici, sostenitori di Babrak Karmal. Erano al tempo stesso faide personali e convulsioni rivoluzionarie, sulle quali pesavano le interferenze di Mosca.
*I Khalq, i comunisti del popolo, erano in gran parte Pashtun, ma erano anche in larga parte gente della campagna; mentre i Parsham, i comunisti della bandiera, erano spesso Tagiki e gente di città. C'erano anche i comunisti maoisti, poco numerosi e nascosti: ed erano per lo più giovani musulmani sciiti (come l'ayatollah Khomeini, da poco al potere nel vicino Iran). Le adesioni politiche erano avvenute all'inizio secondo criteri universali, sul piano ideologico, con preferenze nazionali o prosovietiche o procinesi. Col tempo erano però emersi i clan regionali e comunitari.
*{{NDR|Su [[Nur Mohammad Taraki]]}} Lui e Amin erano entrambi Khalq. Ma Taraqi era più moderato e non tollerava l' estremismo di Amin. I sovietici avevano acconsentito. L'assassinio doveva avvenire all'aeroporto di Kabul, dove non mancavano gli agenti del Kgb, sovietici e afgani. Ma Amin aveva sventato il complotto. E dopo giorni di trattative, l'ambasciatore sovietico, Puzanov, era riuscito a convincere i due nemici a incontrarsi. Se non era possibile la pace, bisognava almeno tentare una tregua. C'era invece stata una sparatoria, prima ancora che i due si potessero rivolgere la parola.
*{{NDR|Su [[Babrak Karmal]]}} Molti Khalq e non pochi Parsham non gli perdonarono mai di essere l'uomo degli invasori.
*C'era un vero sentimento nazionale, patriottico, nei confronti dell'invasore? La rivolta nelle campagne contro il regime, dopo il colpo di Stato del '78, era una reazione all'invadenza del potere centrale, che interferiva più del solito nella vita dei villaggi e delle comunità. Poi, dopo l'invasione, si formò una resistenza di fronte a un nemico comune. Ma già dall'inizio di quella resistenza il Paese si frantumò in mille pezzi. Regioni, comunità, clan si organizzarono separatemene, e dove non c'era un capo carismatico, le divisioni si approfondivano e moltiplicavano. Si aveva spesso l'impressione che i russi fossero considerati più intrusi che invasori. Violavano i villaggi, turbavano gli equilibri regionali. E poi, via via, con la repressione sistematica, alimentarono la resistenza armata.
 
13 245

contributi