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===''Introduzione: Terrori mortali''===
*Non so come vedete ''voi'' la mia missione di [[scrittore]], ma per me non significa essere tenuto a riconfermare i vostri miti consolidati e i vostri pregiudizi provinciali. Il mio lavoro non è cullarvi con una falsa sensazione di bontà dell'universo. Questa meravigliosa e terribile occupazione che consiste nel ricreare il mondo in un altro modo, ogni volta nuovo e straniero, è un atto di guerriglia rivoluzionaria. Smuovo le acque. Vi do fastidio. Vi faccio colare il naso e lacrimare gli occhi. Consumo la mia vita e chilometri di materiale viscerale in una gloriosa e dolorosa serie di raid notturni contro l'autocompiacimento. Il mio destino è svegliarmi con rabbia ogni mattina, e andare a dormire alla sera ancor più arrabbiato. Tutto questo per cercare l'unica verità che sta al centro di ogni pagina di narrativa mai scritta: siamo tutti nella stessa pelle... ma per il tempo che ci vuole a leggere questi racconti ho solo la bocca. (pp. 10-11)
*Così cerco di codificare in modo nobile l'ossessione per l'Arte e l'incapacità da parte di uno scrittore di smettere di scrivere, di rapportarsi con gli altri, di vedere senza rancore il mondo come una gemma, al tempo stesso pura e perfetta. Ma queste sono scemenze. Scrivo perché scrivo. Non so fare altro.<br/>È l'amore della conversazione.<br/>Io sono l'anti-entropia. Il mio lavoro è totalmente dedicato al caos. Consumo personalmente la mia vita, e professionalmente il mio lavoro, per far bollire quella minestra. (p. 11)
*È questo il mio lavoro. Smuovere le acque, mordervi la coscia, farvi arrabbiare in modo che la conversazione prosegua. Non invitatemi a una festa per fare una piacevole chiacchierata. Voglio ascoltare il suono della vostra anima. Così poi lo posso tradurre nei terrori mortali che tutti condividiamo e spararvelo addosso trasformato magicamente, rimodellato sotto forma di favola divertente o spaventosa. (p. 12)