Differenze tra le versioni di "William Somerset Maugham"

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*La [[perfezione]] ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa. (da ''The Summing Up'')
*Nella vita le cose capitano a casaccio, e così devono capitare in un romanzo; esse non conducono ad alcuna crisi risolutiva – che è un oltraggio alla legge delle probabilità – continuano ad accadere e basta. (dalla prefazione dell'autore a ''Ashenden l'inglese'', traduzione di Fenisia Giannini, Garzanti, 1966)
*Una cosa strana della vita è che se non si accetta che il meglio, molto spesso lo si ottiene. (citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', sttembresettembre 1997)
 
==Senza fonte==
*Filippo si chiese disperatamente perché bisognava vivere. Tutto sembrava vacuo e vano. Per esempio, anche la [[vita]] di Cronshaw non era servita a nulla: morto e dimenticato, il suo [[libro]] si trovava sulle bancarelle dei libri usati. Era vissuto soltanto per dare a un giornalista ambizioso l'occasione di scrivere un articolo su una rivista.<br>E Filippo tornò a chiedersi:<br>– A che scopo tutto questo?<br>Lo sforzo era sproporzionato al risultato. Le brillanti [[speranza|speranze]] della giovinezza si risolvevano nella più amara delusione. [[Sofferenza|Sofferenze]], [[malattia|malattie]] e [[infelicità]] pesavano con gravezza nel piatto della bilancia. Qual era il significato di tutto ciò? Ripensò alla propria vita, alle proprie speranze, alle limitazioni impostegli dalla sua deformità, alla mancanza di [[affetto|affetti]] nella sua giovinezza. Gli sembrava di aver sempre agito per il meglio, senza nessun risultato. Altri uomini che valevano quanto lui erano riusciti. Ed altri, molto migliori, avevano naufragato. Forse si trattava di [[fortuna]]. La [[pioggia]] cadeva nello stesso modo sul giusto e sul malvagio; e per nessuno non esisteva un perché.
*Filippo ricordò quel re orientale, il quale, volendo conoscere la [[storia]] dell'uomo, si vide portare da un saggio cinquecento volumi: troppo occupato dagli affari di Stato, lo pregò di fargliene un riassunto. Dopo vent'anni il saggio tornò e la sua storia era condensata in cinquanta volumi; ma il re, troppo vecchio ormai per leggere tante pagine, lo pregò ancora una volta di riassumerle. Passarono altri vent'anni e il saggio, decrepito e canuto, raccolse in un solo volume le cognizioni che il re aveva cercate, ma il re era sul letto di [[morte]] e non aveva più il tempo di leggere neanche quello. E allora il saggio gli riassunse la storia dell'uomo in una riga: è nato, ha sofferto ed è morto.
*La vita non aveva alcun significato, l'uomo non aveva alcuna importanza. Filippo esultò come aveva esultato nella sua giovinezza quando si era liberato dal fardello della [[religione]]; gli sembrava ora di essere alleviato dall'ultima responsabilitresponsabilità e di sentirsi per la prima volta veramente libero. La sua nullità si trasformava in forza, ed improvvisamente egli si sentiva uguale al [[destino]] spietato che si era accanito contro di lui; se la vita non aveva significato, il mondo non aveva più crudeltà. L'insuccesso non aveva alcuna importanza e il [[successo]] non significava nulla. Così piccolo nella massa formicolante di esseri umani che per breve tempo occupavano la superficie della terra, si sentiva onnipotente perché aveva strappato al [[caos]] il segreto della sua inesistenza. I [[pensiero|pensieri]] si soverchiavano tumultuosamrnte l'un l'altro nel suo cervello; ed egli respirò a lungo con gioconda soddisfazione. Aveva voglia di cantare e di saltare; da molti mesi non si sentiva così felice.<br>– Oh, vita! – gridò dentro di sé. – Oh, vita, dov'è il tuo aculeo?
*La gente ha sempre bisogno di mangiare, di bere e di divertirsi. Perciò si va a colpo sicuro quando si impiega il proprio [[denaro]] in ciò che il pubblico ritiene indispensabile.
*La gente ti chiede una [[critica]], ma in realtà vuole solo una [[lode]].
== ''Vacanze di Natale''==
===[[Incipit]]===
Come Charley Mason aveva da viagiareviaggiare tutto il giorno, sua madre insisteva perché facesse una buona colazione: ma egli era troppo eccitato e non poteva mangiare. Era la vigilia di Natale, e stava per andare a Parigi.<br>Suo padre non aveva bisogno di recarsi in ufficio e lo accompagnò in macchina alla stazione Victoria. Fermati per alcuni minuti ai Grosvenor Gardens da un ingorgo del traffico, Charley impallidì per il timore di perdere il treno. Suo padre diede in una risata repressa.<br>«C'è ancora tempo.»<br>Ma fu un sollievo arrivare.<br>«Bene, arrivederci, giovanotto» suo padre gli disse.<br>«Divertiti e non cacciarti in pasticci inutili.»<br>Il battello entrò nel porto e lo spettacolo delle alte, grigie case sporche di Calais lo riempì di esultanza. Era una giornata grigia e il vento soffiava gelato. Andò attraverso il molo come se camminasse per l'aria. La "Freccia d'Oro", possente, imponente, lussuosa, che stava lì ad aspettarlo, non era un treno come tutti gli altri ma un simbolo romantico.
 
===Citazioni===
*Charley sapeva che cosa significhi essere innamorati. Sapeva che chi è innamorato si sente pieno di [[amicizia]] verso tutti gli uomini, che farebbe qualunque cosa al mondo per la ragazza amata, che non può sopportare l'[[idea]] di procurarle un dispiacere, né può fare a meno di domendarsidomandarsi che cosa lei veda in lui, poiché, naturalmente, lei è meravigliosa, grande, e lui è appena degno di tenerle la candela. Charley pensava che anche Robert Berger doveva essersi sentito così. Non vi era dubbio che egli amasse Lydia con passione… Ma se l'[[amore]] lo colmava d'un senso di santità, era strano che potesse commettere dei sordidi [[delitto|delitti]].<br>Dovevano esserci due uomini in lui.<br>Charley era perplesso e non era strano, poiché, dopo tutto, egli aveva soltanto ventitré anni e molti uomini tanto più vecchi ed esperti di lui non sono riusciti a capire come un mascalzone possa amare di amore puro e disinteressato al pari di un santo.<br>E Lydia, si chiese ancora Charley, avrebbe mai potuto amare suo marito nel modo in cui lo amava s'egli fosse stato un uomo del tutto indegno?<br>''La [[natura]] umana richiede comprensione'' disse a se stesso, sottovoce.
*Chi può ottenere il dominio sugli altri se non ottiene il dominio su se stesso?
*La generale idiozia dell'[[umanità]] è tale che si possono muovere gli uomini a furia di [[parola|parole]].
===Citazioni===
*Una donna può perdonare ad un uomo il male che le fa [...]; ma non potrà mai perdonargli i sacrifici che egli compie per lei.
 
 
==''Il filo del rasoio''==
==''La giostra''==
===[[Incipit]]===
Per tutta la vita la signorina Elizabeth Dwarris aveva messo a dura prova il suo prossimo. Donna facoltosa, tiranneggiava un ampio stuolo di cugini indigeni, utlizzandoutilizzando il suo bilancio patrimoniale come gli scorpioni di Roboamo per castigarli severamente; e, come molte altre pie creature, rendeva a ciascuniciascuno la vita eccessivamente misera per il bene della sua anima. Nutrita durante la giovinezza dai precetti evangelici, insisteva sul fatto che i parenti dovessero cercare la salvezza secondo il suo modo di vedere le cose, e con lingua affilata e amare beffe faceva proprio il compito costante di persuaderli della loro estrema dignità. Organizzava le vite come le pareva, e si premurava non solo di ordinare gli usi e i costumi, ma anche i pensieri reconditi di quelli che le stavano intorno; il Giudizio Universale non poteva più far paura a chiunque avesse affrontato il suo esame minuzioso.
 
===Citazioni===
*Il [[pianto]] riesce a rendere spaventosa anche una bella donna. Se poi è brutta, diventerà addirittura repellente. (p. 11)
*Una vecchia zitella può essere scusata soltanto se ha sofferto trent'anni per un uomo adesso sepolto sotto la neve o sposato ad un'altra donna. (p. 21)
*Questo è uno dei vantaggi delle donne: dopo i venticinque anni sorvolonosorvolano sui loro compleanni come su cose sconvenienti. Gli uomini invece sono così persuasi dell'intelligenza dimostrata venendo al mondo, che il loro compleanno li interessa sempre; e sono così sciocchi da pensare che interessi anche agli altri. (p. 33)
*La [[bellezza]] [...] forma i tre quarti dell'equipaggiamento necessario per la battaglia della vita. Non potete immaginare la miserabile esistenza di una ragazza veramente insignificante. (p. 45)
*La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo. (p. 61)
 
===''Il mago''===
Arthur Burdon e il dottor Porhoët passeggiavano in silenzio. Avevano pranzato in un ristorante sul Boulevard Saint Michel, e ora facevano quattro passi per i giardini del Luxembourg. Il dottor Porhoët camminava con le spalle curve, le mani dietro la schiena. Osservava la scena con gli occhi dei tanti pittori che hanno cercato di esprimere il loro senso della bellezza attraverso il giardino più affascinante di Parigi. L'erba era disseminata di foglie secche, ma il loro languido disfarsi ben poco contribuiva a conferire un tocco di naturalezza all'artificiosità dello sfondo. Gli alberi erano circondati da cespugli ben ordinati, e i cespugli, a loro volta, da aiuole ben curate. Ma gli alberi crescevano senza alcuna spontaneità, quasi fossero consapevoli dello schema decorativo che contribuivano a formare. Era autunno, e alcuni erano già spogli. Molti fiori erano appassiti. Il giardino, in quella sua formalità, faceva pensare a una donna un po' vana, non più giovane, che con la sua eleganza datata, con cipria e belletto, cercasse di celare dietro un volto intrepido la sua disperazione. Aveva gli stessi sorrisi falsi, stentati. di imposta gaiezza, e quella penosa grazia che si sforza dimanteneredi mantenere il fascino che il trasorreretrascorrere veloce degli anni ha reso inconsistente.
 
==Bibliografia==
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