Differenze tra le versioni di "Publio Terenzio Afro"

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==Citazioni di Publio Terenzio Afro==
*È Ida litigisaggi traprovare glitutte innamoratile completanovie l'amoreprima di arrivare alle armi. (da ''AndriaEunuchus'', 555789)
:''Omnia prius ecperiri quam armis sapientem decet''.
*I litigi tra gli innamorati completano l'amore. (da ''Andria'', 555)
:''Amantium irae amoris integratio est.''
*L''Homoossequio sum:ti nihilgenera humaniamici, mihila alienumverità puto''odio. (da ''Heautontimoroumenos'',La v. 77; ''Il punitoredonna di se stessoAndro'', I, 1, 2568)
: Sono uomo: nulla di ciò che è umano mi è estraneo.
: Sono un uomo: nulla che capiti ad un uomo lo considero a me estraneo.
: Io sono un uomo e non considero nulla che sia umano estraneo a me.
: Io sono un uomo, e non ritengo nulla di umano estraneo a me.
* Tanti uomini tanti modi di pensare. (da ''Phormio'', 454)
:''Quot homines tot sententiae''
*L'ossequio ti genera amici, la verità odio. (da ''La donna di Andro'')
:''Obsequium amicos, veritas odium parit.''
*La vera saggezza consiste non solo nel vedere ciò che ci sta davanti al naso, ma anche nel prevedere ciò che potrebbe accaderci. (da ''Adelphoe'', Atto III, Scena 3)
*Nulla è tanto difficile che, a forza di cercare, non se ne possa venire a capo. (da ''Heautontimoroumenos''; ''Il punitore di se stesso'')
:''Nil tam difficile est quin quaerendo investigari possiet.''
*O dei immortali, non vi è di peggio che un ignorante, <br>che non riconosce nulla giusto se non quello che piace a lui. (da ''Adelphoe'', atto I, sc. 2, 98-99)
*''Nullast tam facilis res quin difficilis siet, quam invitus facias.'' (da ''Heautontimorumenos'', vv. 818)
:Non c'è niente di così facile che non diventi difficile quando si fa controvoglia.
:Non vi è cosa tanto facile che non sia difficile se la si fa contro voglia.
*Quando la mente è presa dal dubbio viene spinta qua e là da un impulso leggerissimo. (da ''La donna d'Andro'', Atto I, Scena 5)
* Tanti uomini tanti modi di pensare. (da ''Phormio'', 454)
*La vera saggezza consiste non solo nel vedere ciò che ci sta davanti al naso, ma anche nel prevedere ciò che potrebbe accaderci. (da ''Adelphoe'', Atto III, Scena 3)
:''Quot homines tot sententiae''
 
===Senza fonte===
*A parer mio, uno dei principi regolatori dell'esistenza consiste nel non dedicarsi a nulla in modo esclusivo.
*Buttare via un po' di soldi al momento opportuno produce talvolta grandi guadagni.
*È da saggi provare tutte le vie prima di arrivare alle armi.
*Il tempo libera l'uomo dagli affanni.
*Impara a sopportare serenamente qualsiasi cosa la sorte ti recherà.
*La carità comincia a casa.
*Massimamente quando tutte le cose ci sono favorevoli, allora con cura dobbiamo meditare in cuor nostro, per tenerci pronti a sopportare le calamità.
*Si crede facilmente a ciò in cui si spera veramente.
*Tanti gli uomini, tante le opinioni: ognuno una legge a se stesso.
*Una [[bugie|bugia]] caccia l'altra.
 
==''Heautontimoroumenos'' (Il punitore di se stesso)==
*''Homo sum: nihil humani mihi alienum puto''. (I, 1, 25)
: Io sono un uomo e non considero nulla che sia umano estraneo a me.
: Io sono un uomo, e non ritengo nulla di umano estraneo a me.
:Sono un uomo: di ciò che è umano nulla reputo a me estraneo.
:Sono un uomo: niente di ciò che è umano considero estraneo a me.
: Sono un uomo: nulla che capiti ad un uomo lo considero a me estraneo.
:Sono un uomo; nulla, che sia umano, mi è estraneo.
: Sono uomo: nulla di ciò che è umano mi è estraneo.
*Il tempo libera l'uomo dagli affanni. (422)
:''Diem adimere aegritudinem hominibus''.
*Nulla è tanto difficile che, a forza di cercare, non se ne possa venire a capo. (da ''Heautontimoroumenos''; ''Il punitore di se stesso''675)
:''Nil tam difficile est quin quaerendo investigari possiet.''
*''Nullast tam facilis res quin difficilis siet, quam invitus facias.'' (da ''Heautontimorumenos'', vv. 818)
:Non c'è niente di così facile che non diventi difficile quando si fa controvoglia.
:Non vi è cosa tanto facile che non sia difficile se la si fa contro voglia.
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
{{NDR|Terenzio, ''L'Andria'', traduzione di Luisa Bergalli, appresso Cristoforo Zane, Venezia, 1735}}
 
===''Adelphoe'' (I fratelli'')===
Storace! Questa notte Eschino non è tornata da pranzo, e così nessuno degli schiavetti che gli sono andati incontro. È proprio vero quel che dicono: se ti assenti, è meglio che si avverino gli accidenti che tua moglie ti manda.
:''Storax! — non rediit hac nocte a cena Aeschinus | neque servolorum quisquam, qui advorsum iverant. | Profecto hoc vere dicunt: si abis uspiam | aut ibi si cesses, evenire ea satius est | quae in te uxor dicit''.
 
==Note==
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