Differenze tra le versioni di "Regno dei Cieli"

Isacco di Ninive
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(Isacco di Ninive)
*La destinazione dell'[[arte]] del nostro tempo è [...] di instaurare in luogo della violenza attuale quel regno di Dio, cioè quell'amore che si presenta a noi tutti come fine supremo della vita dell'umanità. ([[Lev Tolstoj]])
*Perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli, se continua a piacerci la prigionia della terra? ([[Tascio Cecilio Cipriano]])
*Se abbiamo capito qual è l'ebbrezza dei santi, e come è promessa a loro per la loro gioia, vediamo ora come il nostro Salvatore non beve più vino fino a che non berrà con i santi vino nuovo nel regno di Dio. [...] "Io, dice, berrò di questo vino con voi nel regno del Padre mio". Finché noi non agiamo in maniera da salire al regno, egli non può bere da solo questo vino, egli, che ha promesso di berlo con noi. [...] Attende dunque che noi ci convertiamo, che imitiamo il suo esempio, che seguiamo le sue tracce, per godere allora con noi e "bere con noi il vino nel regno del Padre". ([[Origene di Alessandria]])
*Se voi vi preoccupate di questo {{NDR|il Regno dei Cieli}}, il mondo, come un servo, vi preparerà ogni cosa e obbedirà alle vostre parole senza esitare, senza resistere in nulla alla vostra volontà, come si obbedisce ad un padrone. ([[Isacco di Ninive]])
*Venga il tuo Regno, e sia più bello di tutti i sogni, più intenso di tutte le lacrime di chi pianse e morì nella notte per costruirlo. ([[Giovanni Vannucci]])
 
*Se i lavoratori dei campi e delle città si daranno la mano; se avranno fede nella giustizia; se comprenderanno che gli uomini sono uguali e che per conseguenza nessuno ha diritto di dirsi padrone di un altro e di vivere a spese altrui [...]; allora, [...] le ingiustizie sociali scompariranno come si dileguano le tenebre dinanzi al sole che nasce. E sorgerà così il mondo buono e lieto della solidarietà umana agognato da Cristo, il "regno di Dio".
 
==[[Ermes Maria Ronchi]]==
*Il Regno che deve venire è il mondo come Dio lo sogna.
*Il Regno è dentro di me quando io scendo nei miei propri inferi, nelle zone non evangelizzate di me stesso, in quel mio profondo dove tumultuano le passioni e le ansie e lì porto orientamento, direzione, senso, e armonia. Quando scendo nelle mie zone di durezza, di indifferenza e lascio lievitare il richiamo della dolcezza. Quando oppongo alla logica profanante della violenza l'utopia della [[mitezza]]. E poi scendere agli inferi della storia dove sono i poveri, gli emarginati, gli sbandati, i perduti a portare solidarietà e portare creazione, che vuol dire vittoria sul deserto sanguinante che è la storia.