Differenze tra le versioni di "Enver Hoxha"

m
wlink
m (wlink)
*Sin dall’inizio egli creò intorno a noi un’atmosfera così amichevole che ben presto ci sentimmo liberati da quel senso di naturale emozione che provammo entrando nel suo studio, una grande sala con un tavolo da riunioni, vicino al quale c’era un altro tavolo da lavoro. Appena qualche minuto dopo lo scambio delle prime parole, eravamo così distesi che ci sembrava di conversare non con il grande Stalin, ma con un vecchio amico con il quale ci eravamo già intrattenuti parecchie volte. (p. 58)
*Il rispetto di Stalin e il suo grande amore per il nostro popolo, l’interesse che manifestava per la storia e le usanze del popolo albanese, non si cancelleranno mai dalla mia memoria. (p. 82)
*{{NDR|Sull'origine degli albanesi}} Esistono numerose teorie a tale proposito, ma la verità è che noi siamo di origine [[Illiria|illirica]]. Il nostro popolo discende quindi dagli Illiri. Esiste pure una tesi secondo cui il popolo albanese è il popolo più antico dei Balcani e che l’origine preomerica degli albanesi risale ai Pelasgi. (p. 83)
*[...] sta di fatto [...] che molti albanesi sono stati costretti nel corso dei secoli, a causa della feroce occupazione ottomana, degli attacchi e delle feroci crociate dei sultani e dei pascià ottomani, ad abbandonare la loro patria per insediarsi in terra straniera, dove hanno costituito interi villaggi. E’ quel che è successo con le migliaia di albanesi che hanno stabilito la loro dimora nell’Italia meridionale sin dal sec. XV, in seguito alla morte del nostro Eroe nazionale, Skanderbeg; attualmente zone intere di questo paese sono abitate dagli arbëresh d’Italia, i quali, pur vivendo da quattro a cinque secoli in terra straniera, continuano a conservare la loro lingua e gli antichi costumi dei loro avi. Allo stesso modo molti arbëresh si sono stabiliti in Grecia, dove zone intere sono popolate da albanesi; altri sono andati a stabilirsi in Turchia, in Romania, in Bulgaria, in America e altrove. (pp. 84-85)
*Gli albanesi che vivono in Jugoslavia [...] si sono distinti in tutti i tempi per il loro ardente patriottismo, per vigorosi legami con la madrepatria e i loro compatriotti. Si sono sempre opposti con forza ai febbrili tentativi espansionistici e di assimilazione dei reazionari granserbi e granslavi ed hanno conservato con ardore la loro identità albanese sotto ogni punto di vista. (p. 113)