Differenze tra le versioni di "Nikita Sergeevič Chruščёv"

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==''Kruscev ricorda''==
===Incipit===
Adesso vivo come un eremita nei sobborghi di Mosca. In pratica non posso comunicare con altre persone, se non con quelli che mi tengono lontano gli altri e tengono gli altri lontano da me. Debbo supporre che quelli che mi circondano impieghino la maggior parte del loro tempo a tener lontano gli altri da me.<br>Riandando indietro negli anni, ho dato rilievo ai casi più notevoli in cui il regime di Stalin ha danneggiato l'edificazione della nostra società sovietica. Non aveva molto senso insistere sugli aspetti positivi del regime di Stalin, dal momento che ciò è già stato ampiamente trattato in riunioni di governo, dalla stampa, dalla nostra letteratura. Si può perfino dire che l'immagine di Stalin è stata ripulita ed abbellita. In effetti se tutto quanto di positivo è stato detto su Stalin venisse diminuito dell'ottanta per cento, ne avanzerebbe abbastanza di che lodare un migliaio di grandi uomini. D'altra parte la vera storia del nostro Stato sovietico e la vittoria del partito comunista sono testimonianze sufficienti delle nostre virtù e delle nostre conquiste. Se si considera il cammino percorso in questi cinquant'anni, si può vedere da dove siamo partiti e quanto lontano siamo giunti. Abbiamo stupito persino i nostri nemici.
 
===Citazioni===
*Naturalmente fra i comunisti vi sono ancora persone di principio, ma vi sono anche molti individui privi di principi, funzionari leccapiedi e meschini attivisti. Al giorno d'oggi la tessera del partito non rappresenta per il suo possessore nient'altro che la speranza di assicurarsi una comoda nicchia nella nostra società socialista. Gente astuta di questi tempi riesce ad ottenere da questa nostra società socialista molto di più di quanto non dia. (p. 37)
*In pratica la [[Nuova politica economica|Nuova Politica Economica]] significava la restaurazione della proprietà privata e la rinascita della classe media, inclusi i kulaki. L'elemento commerciale venne rimesso saldamente in piedi nella nostra società. Naturalmente tutto questo rappresentava, in una certa misura, una ritirata sul fronte ideologico, ma ci aiutò a riprenderci dagli effetti della guerra civile. Non appena la NEP fu lanciata, presero a diminuire il disordine e la carestia, le città tornarono alla vita, i produttori riapparvero sui banchi dei mercati e i prezzi calarono. (p. 40)
*La classe dirigente degli Stati Uniti pone il cosiddetto modo americano di vita come modello per un «mondo libero». Ma che specie di libertà è quella? È la libertà di sfruttare, di derubare, di morir di fame da una parte quando dall'altra ci sono sprechi, è la libertà di rimanere disoccupati mentre le risorse economiche non vengono sfruttate per intero. La libertà degli Stati Uniti è la libertà del capitale monopolistico di opprimere il proletariato, di ingannare il popolo col sistema bipartitico, di imporre agli altri la propria volontà con i blocchi militari. Questa è la società che fornisce i pretesti per far scoppiare la guerra tra i popoli perché la tendenza alla reazione all'interno del proprio paese e all'aggressione e all'espansione all'esterno, è la caratteristica del capitalismo e dell'imperialismo. (p. 540)
*Non potete dare al popolo il [[paradiso]] e poi imprigionarvelo dentro. (p. 542)
 
===Explicit===
Se dovessimo aprire i confini è mai possibile che la nostra fiducia negli individui sarebbe tradita? Forse sì. Su duecentoquaranta milioni di persone quasi sicuramente si possono trovare elementi impuri. E gli impuri verranno alla superficie. Perciò lasciamo che i rifiuti, la feccia venga a galla e lasciamo che le onde li portino lontano dalle nostre spiagge. Quello che dico coincide con la politica di Lenin nei primi anni della rivoluzione, quando mandavamo i nemici dell'Unione Sovietica all'estero in esilio. Tutti quelli che desiderano lasciarci non devono trovare ostacoli. «Vuoi andartene?» dicevamo. «Bene fai le valigie e vattene!» Ed essi partivano. Ora, dopo cinquant'anni, cerchiamo in ogni persona il potenziale disertore. Abbiamo dovuto inventare la politica dei confini per tenerci i rifiuti e la feccia. Dobbiamo cominciare a pensare alle persone che non meritano di essere chiamate feccia, persone che potrebbero avere temporanei vacillamenti nelle loro convinzioni o che potrebbero voler provare l'inferno capitalista, alcuni aspetti del quale possono attirare i nostri elementi meno decisi. Non dobbiamo trattenere queste persone. Dobbiamo dar loro la possibilità di scoprire da soli che cos'è il mondo.<br>Se non cambieremo a tale proposito la nostra politica, temo che screditeremo gli ideali del marxismo-leninismo sui quali è fondato il nostro modo di vita.
 
==Citazioni su Nikita Chruščёv==
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