Differenze tra le versioni di "Marie-Louise von Franz"

*L'[[anima]] è la personificazione di tutte le tendenze psicologiche femminili della psiche dell'uomo, cioè sentimenti e atteggiamenti vaghi e imprecisi, presentimenti, la ricettività dell'irrazionale, l'amore di sé, il sentimento della natura, e l'atteggiamento nei confronti dell'inconscio. Non è per caso che nell'antichità spettava a sacerdotesse (come la sibilla dei Greci) l'incombenza di penetrare la volontà divina, e di istituire rapporti con gli dèi. (p. 163)
*L'animus non si manifesta così spesso in forma di fantasia erotica; più di frequente assume la forma di una intima convinzione «sacra» Quando una simile convinzione venga espressa con voce sicura, maschile, o venga imposta ad altri tramite violente scenate la mascolinità latente nella donna si rivela apertamente. Tuttavia, anche in una donna che presenti spiccati i caratteri della femminilità, l'animus può avere la forza di un potere inesorabile. Tutto a un tratto si individua, in una simile donna, un inaspettato elemento di fredda, inaccessibile ostinazione. (p. 171)
*Anche l'animus, come l'anima, passa attraverso un processo di sviluppo di quattro gradi. In principio, esso si manifesta come la personificazione di un puro potere psichico — per esempio, come un campione dell'atletica, un « uomo-muscolo ». Al secondo grado, esso rivela spirito di iniziativa, e la capacità di svolgere un'attività pianificata. Al terzo, l'animus diviene la « parola », manifestandosi spesso nelle vesti di un sacerdote, o di un professore. Infine, nella sua quarta realizazione, l'animus è l'incarnazione del « significante ». A questo altissimo livello esso, come già abbiamo visto per l'anima, assume la funzione di mediatore della esperienza religiosa, mentre la vita si apre alla pienezza di nuovi significati. La donna acquista fermezza spirituale. una sorta di invisibile sostegno interno, che la compensa della sua fragilità esteriore. L'animus, al livello superiore del suo sviluppo, collega spesso la mentalità della donna con l'evoluzione spirituale tipica dell'età di essa, e può così renderla ancor più ricettiva dell'uomo a nuove idee creative. E per questo motivo che, nell'antichità, le donne venivano impiegate presso molti popoli per espletare le funzioni di veggenti e indovine. La pienezza creativa del loro animus — nel suo aspetto positivo — si esprime talvolta tramite pensieri e idee che stimolano gli uomini a nuove imprese. (p. 175)
 
==Bibliografia==
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