Sergio Endrigo

cantautore italiano

Sergio Endrigo (1933 – 2005), cantautore italiano.

Sergio Endrigo nel luglio 1965

Citazioni di Sergio EndrigoModifica

  • È stato per caso che ho iniziato a scrivere canzoni in generale. Non sono nato in una sala d’incisione. Ho fatto sette anni di night club dal ‘52 al ‘59, tra Italia, Beirut, Lussemburgo e Amsterdam. Poi mi sono stufato perché non vedevo nessun avvenire e ho firmato un contratto discografico come cantante con la Ricordi di Milano. Solo che allora c’erano già lì paoli, Tenco, Gaber, Jannacci, Bindi. Un giorno il direttore artistico Nanni Ricordi, mi disse "Ma lei non scrive canzoni?". Io risposi di no. Sono tornato a casa, ho cominciato e ne ho scritte 260 circa fino ad oggi. Lo stesso per le canzoni per bambini: è stato un caso anche questo. Ho sempre pensato che per scrivere canzoni per bambini bisogna essere dei poeti o dei gran furbastri. Ed io purtroppo non sono mai stato nessuna delle due cose.[1]
  • Io ho musicato molte poesie ma quasi sempre per caso. Il direttore della RCA era innamorato di Via Broletto, la mia ballata del ’62, e voleva che Pasolini scrivesse per me delle ballate e che io le musicassi. Incontrai quindi Pasolini che però in quel momento stava per partire per l’Africa. Mi disse di guardare nel suo libro di poesie La meglio gioventù, in friulano, la storia di una famiglia, Colussi, dal periodo napoleonico alla Resistenza. Io presi il primo pezzo, Il Soldato di Napoleone, c’era già la traduzione sotto in italiano e la musica.[1]
  • Mi ricordo che quando avevo 14 anni ero in vacanza, anzi più che in vacanza ero ospite di un mio zio benestante a Grado. La mia famiglia era invece poverissima, noi venivamo da Pola dopo l’esodo, quando quelle terre vennero assegnate alla Jugoslavia. A 14 anni divoravo Le novelle di Maupassant, il Teatro di Ibsen, I promessi sposi... Quand’ero militare, alla Scuola Truppe Corazzate di Caserta, dove facevo il corso da sottufficiale, mentre il capitano spiegava logistica io sotto il banco avevo le Fleurs du Mal di Baudelaire...[1]

Citazioni tratte da canzoniModifica

Canzone per teModifica

Etichetta: Cetra, 1968.

  • La festa appena cominciata è già finita. | Il cielo non è più con noi. (da Canzone per te, Lato A)[2]
  • La solitudine che tu mi hai regalato | io la coltivo come un fiore. (da Canzone per te, Lato A)[2]

La Prima CompagniaModifica

Etichetta: Cetra, 1971.

  • Le parole dell'addio | sono il sale sulla ferita. | Invenzioni di paura | in notti solitarie. | Sanno di voci perdute, | di strade tante volte percorse | che ti portano indietro. (da Le parole dell'addio, Lato B)

NoteModifica

  1. a b c Citato in Francesco Marchetti, Quell'intervista a Sergio Endrigo..., stampalternativa.it, 18 dicembre 2007.
  2. a b Testo di Sergio Bardotti e Sergio Endrigo.

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