Scrittore e lettore

Citazioni su scrittore e lettore.

  • Come regola generale, nessuno dovrebbe apporre la sua faccia al suo libro. Guardando il contegno dell'autore il lettore è raramente in grado di mantenere il proprio. (Edgar Allan Poe)
  • È il fatto di sfuggire alla sofferenza che fa i grandi scrittori: uno si sente così bene che fa sentire bene i lettori. (Charles Bukowski)
  • Esistono, secondo me, gli scrittori-scrittori e gli scrittori-lettori. Lo scrittore-scrittore lancia le sue parole nello spazio, e queste parole cadono in un luogo sconosciuto. Lo scrittore-lettore va a prendere quelle parole e le riporta a casa, come Vespero le capre, facendole riappartenere al mondo che conosciamo. (Cesare Garboli)
  • Gli autori si pongono molto raramente la domanda: che interesse può avere per un lettore la frase che ho appena scritto? (Paul Valéry)
  • Gli scrittori sanno che i lettori, se si esclude una nicchia di lettori esigenti che amano essere stupiti, sono generalmente affezionati a determinati topoi narrativi. Se tu scrittore glieli stravolgi, non sempre quest'operazione viene ben accettata. (Marilù Oliva)
  • Gli scrittori scrivono, perché i lettori leggano. (Scoprendo Forrester)
  • I romanzieri sono sempre dei grandi maestri di spionaggio perché, per tenere avvinta l'attenzione del lettore, non rivelano tutte le informazioni in loro possesso. Usano trucchi. Hanno segreti che non confessano se non quando gli conviene (sempre per questioni di strategia narrativa). Fanno disinformazione dando informazioni erronee ai lettori, sempre allo scopo di coinvolgerli maggiormente nella lettura. (Ian McEwan)
  • Il romanzo per me è una casa dove scrittore e lettore convivono, ed entrambi devono arredare la storia. Se il lettore si ritrova immerso nella storia fin dal principio credo che dipenda, appunto, dalle centinaia di pagine che ho scritto prima, che conosco solo io ma che, in qualche modo, mi sono servite a costruire un mondo. A volte, quando leggo i manoscritti di qualche esordiente [...] mi viene da dirgli «tu non conosci il gusto di gelato preferito del tuo personaggio!», anche se questo dettaglio, poi, alla fine nel romanzo non compare. Del tuo personaggio devi sapere tutto: cosa pensa, cosa mangia, che auto possiede o vorrebbe avere. Il lettore lo capisce se non sai tutto dei tuoi personaggi. Mi sembra più onesto: solo quando ti appassioni veramente riesci a trasmettere delle emozioni. (Fabio Genovesi)
  • Il ruolo dello scrittore non è quello di suggerire delle soluzioni perché la sua missione è ad un tempo più modesta e più alta: il romanziere deve forzare il lettore ad interrogare su se stesso e sul senso del suo destino. (Michele Prisco)
  • L'ho capito io questa sera: occorre che l'autore muoia perché il lettore si accorga della sua verità. (Umberto Eco)
  • L'inferno per uno scrittore è di sopravvivere ai suoi lettori. (Jacques Deval)
  • La descrizione comincia nella fantasia dell'autore, ma dovrebbe finire in quella del lettore. (Stephen King, On Writing: Autobiografia di un mestiere)
  • Le frasi sono pietruzze che lo scrittore getta nell'animo del lettore. Il diametro delle onde concentriche che esse formano dipende dalle dimensioni dello stagno. (Nicolás Gómez Dávila)
  • Perché un'opera rimanga viva lo scrittore deve sapere che da qualche parte esiste, nel presente o nel futuro, quell'essere particolare, quel fenomeno dialettico che è il lettore, alleato e insieme nemico. Che chiama e contemporaneamente respinge. C'è qualcosa di sensuale in questo fenomeno, qualcosa di allettante e di minaccioso. Il lettore è il compagno, come in amore la donna. (Sándor Márai)
  • Preferisco bere da solo. Uno scrittore non deve nulla a nessuno eccetto che alla propria scrittura. Non deve nulla ai lettori se non la disponibilità della pagina stampata. E peggio ancora alcuni di questi bussatori-di-porta non sono nemmeno tuoi lettori. Hanno solo sentito qualcosa in giro. Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli o quelle che mi premiano con la loro assenza. (Charles Bukowski)
  • Questo è il miglior regalo per uno scrittore: non solo essere letto, ma essere sottolineato, che il lettore diventi scrittore con le sue note a margine. Questa è la felicità. Lo scrittore non sa mai se questo accade o no, ma vive, si affanna per la possibilità di questa felicità. (Pablo d'Ors)
  • Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c'è modo di sfuggire a questa contraddizione. È come se annegassimo urlando: "Guarda, mamma, so nuotare!". Quelli che gridano più forte all'autenticità si gettano dal quindicesimo piano, facendo il tuffo d'angelo: "Vedete, sono soltanto io!". Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l'autore e il lettore. (Daniel Pennac)
  • Se gli scrittori non leggessero e i lettori non scrivessero, gli affari della letteratura andrebbero straordinariamente meglio. (Giovanni Papini)
  • Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, "creature di sangue caldo e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita. (Raymond Carver)
  • Se uno scrittore deve mettersi nei panni dell'orizzonte di attesa di un lettore, questo lettore deve essere lui stesso: che scriva dunque come e cosa gli piacerebbe leggere. (Aldo Busi)
  • Un libro e un film non sono la stessa cosa. I libri generalmente hanno più forza dei film perché sono fatti un po' dagli scrittori e un po' dai lettori: il lettore si immagina le cose che lo scrittore gli suggerisce. (Niccolò Ammaniti)
  • Uno scrittore come legge gli altri scrittori? È possibile pensare che lo faccia come un sarto esamina i vestiti indossati dagli altri, anche se nello scrittore permangono, come nel resto della gente, diversi soggetti e tra di essi il lettore strettamente ricettore che si concede all'operazione della lettura senza condizionarla a quella della scrittura. (Manuel Vázquez Montalbán)
  • Uno scrittore è un uomo che con una musica gentile si tira vicino un lettore poi gli appiccica una frustata in faccia e questa frustata è salutare perché o fracassa una menzogna convenzionale o schianta in due un pregiudizio... (Mario Mariani)
  • Violare le convenzioni stabilite significa, in fondo, adoperarle in modo nuovo, e questo vale sia per il lettore che per lo scrittore. (Dan Simmons)

Voci correlateModifica