Robert Gallo

medico e virologo statunitense

Robert Charles Gallo (1937 – vivente), medico, biologo e accademico statunitense.

Robert Charles Gallo

Citazioni di Roberto GalloModifica

  • [Sull'Aids] Non c'è nessun motivo per attuare una quarantena sul malato perché, fra l'altro, l'infezione dura tutta la vita. E il virus non si trasmette con contatti casuali, esterni. Posso però dire che esiste un grande problema: una prostituta malata, che trasmette il contagio, commette un atto criminale. Potenzialmente si tratta di un omicidio.[1]
  • L'Italia ha capito molto bene il problema, tanto è vero che il contagio avviene soprattutto per via endovenosa, colpisce cioè i drogati. Il problema degli Stati Uniti è invece quello di educare le persone e di evitare la promiscuità. In Italia le famiglie sono unite e sensibili, mentre negli Stati Uniti la famiglia è disintegrata.[1]
  • Tutti mi chiedono "quando?". Mi sento come Michelangelo, il Papa lo incalzava per sapere quando avrebbe finito di dipingere il Giudizio Universale. "Quando" sarà pronto il vaccino, onestamente, non lo può sapere nessuno. Ma la buona notizia è che mentre fino a cinque anni fa ero perplesso sull'argomento, oggi sono davvero più ottimista.[2]
  • Ripeto, sono ottimista. Per almeno tre buone ragioni. La prima è che la ricerca a tutt'oggi dispone di più fondi e che alcuni paesi - l'Italia è tra i primi nella spesa pro capite per la lotta all'Aids - dimostrano molta attenzione al problema. La seconda riguarda le nazioni più povere che ora sembrano determinate a sconfiggere il flaggello e si mostrano più collaborative con gli scienziati, promuovendo nuove ricerche. La terza è la sensazione che la scienza stia veramente facendo grandi passi avanti, soprattutto nella conoscenza della replicazione del virus.[2]
  • Quello che hanno in comune il coronavirus e l'Hiv sono tutti gli aspetti e gli insegnamenti di una pandemia. C'è sempre un lato positivo nella tragedia. Con l'Hiv ci sono stati molti lati positivi a livello scientifico, ma anche sociale: il maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti con l'Africa in fatto di salute pubblica per prima cosa, poi la maggiore compressione e tolleranza verso le diversità nella sfera sessuale delle persone. Spero che questa pandemia porti negli Stati Uniti maggiore unità, spero anche che la pandemia conduca a maggiore interazione a livello scientifico e medico tra le nazioni. Finora non l'ho visto ed è l'aspetto più deludente, specie nei nostri rapporti con la Cina.[3]
  • È molto difficile per qualsiasi uomo di scienza spiegare ai no vax perché devono vaccinarsi. Questo è un problema che c’è in tutto il mondo, anche da noi negli Stati Uniti. Ma è un problema che riguarda tutti e noi dobbiamo spiegare perché ci si deve vaccinare. Non riesco a capire perché hanno tutta questa paura. Tra l’altro per muoversi, per viaggiare, per lavorare bisogna essere vaccinati. Proprio in questo periodo si sta diffondendo un nuovo ceppo del virus che provoca anche problemi neurologici ed episodi di epilessia: tutti devono vaccinarsi e contestualmente si deve aumentare la produzione di vaccini. C’è molta confusione perché anche chi è vaccinato può contrarre infezione, ma non sviluppa la malattia e infetta molto di meno e questo è fondamentale.[4]

Da «Così sconfiggeremo l'Aids»

Intervista di Rossana Ombres, La Stampa, 21 settembre 1985

  • Il virus può rimanere nel corpo dell'individuo per tutta la vita. Ci può essere un lungo periodo in cui la cellula è esposta al virus, e poi improvvisamente e rapidamente c'è la degenerazione e la perdita dell'immunità. Per l'Aids, comunque, non si può parlare come alcuni hanno fatto di peste: la peste era veloce e facile a diffondersi, e non avviene così con l'Aids.
  • Il ruolo della scimmia verde è scientificamente provato. Ci sono anche coincidenze tra un retrovirus delle scimmie e uno umano per quanto riguarda la leucemia.
  • Lo sbaglio è stato di dichiarare morte le grandi malattie. Mi viene in mente un inglese che dieci anni fa disse che l'influenza era l'ultima delle malattie epidemiche.

Da Robert Gallo, l'AIDS e un Nobel negato

Intervista di Pietro Greco, Scienzainrete.it, 10 maggio 2009

  • Consideriamo l'influenza. Ogni anno abbiamo un vaccino diverso contro il virus dell'influenza. Un vaccino che funziona oggi contro un virus specifico o contro un ceppo virale non è detto che funzionerà il prossimo anno. Il motivo è semplice: si chiama estrema variabilità. Quando un virus della comune influenza si replica, riproducendo se stesso, va spesso incontro ad alcune mutazioni a variazioni della sua struttura genetica. In altri termini cambia e ci obbliga spesso a trovare un nuovo vaccino. Ma la variabilità di un virus dell'influenza è nulla rispetto alla capacità di variare del virus Hiv. Il virus dell'Hiv cambia in maniera straordinaria e quasi imprevedibile. E questo costituisce un ostacolo allo sviluppo di un vaccino.
  • Io penso che la variabilità di Hiv sia un ostacolo allo sviluppo del vaccino, ma non il principale ostacolo. A mio avviso, l'ostacolo principale è rappresentato dal fatto che Hiv è un retrovirus. I suoi geni si installano nell'organismo con estrema velocità, immediatamente dopo l'infezione. In due giorni al massimo dopo il contagio, Hiv si è già diffuso in tutto l'organismo. Questo crea un enorme problema di blocco.
  • Se ben utilizzato il profilattico certamente è un mezzo efficace di prevenzione del contagio e diminuire sensibilmente l'infezione per via sessuale. Ci sono, tuttavia, alcuni studi che dimostrano come forzando troppo l'uso del profilattico fa sì che le persone diventino sessualmente più attive e tendano ad assumere atteggiamenti poco corretti, dimenticando, per esempio, di usare in maniera appropriata il profilattico. Ma ripeto, non c'è dubbio alcuno che usando in maniera appropriata il profilattico si fa una prevenzione efficace e si diminuisce la diffusione dell'infezione.
  • La teoria dell'evoluzione ci può aiutare a capire cosa faranno certi agenti infettivi, ma non sempre ci potranno dire come contrastarli.
  • L'agente infettivo della tubercolosi sta ritornando a colpire soprattutto a causa del virus dell'Hiv. Senza l'Hiv il ritorno della tubercolosi sarebbe stato certamente meno importante. Certo ci sono anche altri problemi.

Da Gallo: "L’Hiv insegna che dalle pandemie si esce solo insieme"

Intervista di Elena Dusi, Repubblica.it, 17 luglio 2020

  • Le epidemie possono essere vinte solo se c'è il contesto sociale giusto. Non c'è spazio per i nazionalismi quando un virus infuria ovunque. Dobbiamo immaginare che una forza aliena invisibile abbia invaso la Terra per distruggere l'umanità, e che solo unita la nostra specie possa farvi fronte.
  • Il governatore di New York Andrew Cuomo ha detto che il coronavirus verrà ricordato per sempre. Non è vero. Passato qualche anno, messo a punto un farmaco o un vaccino, dimenticheremo anche stavolta.
  • Con l'Hiv siamo diventati bravi a progettare antivirali, che hanno permesso ai malati di tornare a una vita normale. Oggi il governo interviene troppo nella ricerca.
  • Non potei andare in Sudafrica per via di Thabo Mbeki, il presidente, che negava l'esistenza del virus. Eravamo accusati di averlo creato noi

Da L'intervista. «Inutile cercare i vaccini perfetti»

Intervista di Paolo Viana, Avvenire.it, 22 marzo 2021

  • Non ci sono favoriti in questa partita: i principali vaccini funzionano, e io prenderei ognuno di loro. Smettiamola di rimandare e di cercare la perfezione. Non esiste la perfezione.
  • Senza il vaccino si può essere certi che il problema non sarà risolto. Certo, con il vaccino le cose potrebbero non essere perfette, ma tutto andrà molto meglio. Se poi arriveranno delle varianti del virus, sarà possibile creare dei nuovi vaccini per quelle varianti. Insomma, i vaccini funzionano.
  • Non dimentichiamo mai che in una pandemia dobbiamo essere tutti collegati: la parola "pan" significa "tutti" e dobbiamo essere tutti in questo insieme.

NoteModifica

  1. a b Citato in Isolato nuovo virus. «È simile all'Aids», La Stampa, 8 novembre 1986.
  2. a b Da Gallo: «Siamo vicino al vaccino. Insieme sconfiggeremo l'Aids», intervista di Daniela Daniele, La Stampa, 4 giugno 2002
  3. Citato in Vaccino coronavirus, Robert Gallo: "Temo immunità non sia duratura", Adnkronos.com, 27 maggio 2020.
  4. Citato in Robert Gallo: "Occorre vaccinarsi, nuovo ceppo Covid causa epilessia e danni neurologici", Adnkronos.com, 29 agosto 2021

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