Repubblica Democratica Tedesca

Paese europeo esistito tra il 1949 e il 1990

Citazioni sulla Repubblica Democratica Tedesca.

Bandiera della Rdt

Citazioni sulla Rdt

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  • Era un paese pesantemente autoritario, simile all'Unione Sovietica di trenta anni prima. La tragedia è che molte persone credevano sinceramente negli ideali del comunismo. Mi chiedevo all'epoca: se si avviano dei cambiamenti in Unione Sovietica cosa sarà della vita di queste persone? Avevano ragione gli allarmisti. Non era facile immaginare che dei cambiamenti così rapidi potessero avvenire nella Germania Est. Nessuno poteva nemmeno minimamente immaginarlo. E non sapevamo come sarebbe finita. Naturalmente avevamo cominciato a sospettare che il regime non sarebbe durato a lungo. Nel nostro paese era già cominciata la perestrojka e molti argomenti riservati venivano ora discussi apertamente. Ma nella Germania orientale questo genere di discorsi era del tutto tabù, tentavano di preservare totalmente la loro società. Le famiglie erano state divise, qualcuno viveva da una parte del muro qualcuno dall'altra. Tutti erano spiati. Naturalmente non era normale, ma era naturale. (Vladimir Putin)
  • La Ddr? Ma che cosa vuole questa Ddr? Non è nemmeno un vero stato. Si regge solo sulle truppe sovietiche. (Lavrentij Pavlovič Berija)
  • Gli uomini del Governo di Pankow, per giustificare se stessi e la propria opera presso le gerarchie di Mosca, cercano in ogni modo di convincere gli agenti del Cremlino della genuinità della fede comunista nelle masse tedesche. Esse ragionano così: la Germania dell'est è la patria naturale dello spirito militarista germanico. Essa è formata di «terre dure»: Prussia, Pomerania. alta Sassonia, Turingia. (Giovanni Artieri)
  • Com'era bella la nostra DDR. Molti cominciano a capirlo ora.
  • La differenza tra Germania Democratica e Cina? Sa qual è? Nessuna. Hanno ambedue la grande muraglia!
  • Nel 1977 il nostro paese ha smesso di conteggiare i suicidi. A che serve sapere quante persone giungono a perdere ogni barlume di speranza in un presente più accettabile, in un domani più accettabile e decidono di farla finita, di darsi la morte, di commettere suicidio? Questa è la formula ufficiale: "commettere suicidio". Quando nove anni fa abbiamo smesso di aggiornare il conteggio in Europa, c'era un solo paese che avesse più suicidi della DDR: l'Ungheria. Subito dopo venivamo noi, seguiti da vicino dalla culla del socialismo reale, l'Unione Sovietica.
  • In Unione Sovietica e in altri Paesi socialisti la glasnost può essere controllata e misurata dall'alto perché il regime vigila attentamente sulle proprie frontiere conservando intatta la sua presa sul Paese e la sua capacità di razionare i rapporti esterni. Ma chi può prevedere con esattezza gli effetti della glasnost su una società che già subisce, grazie alla televisione e ai contatti familiari, l'impatto quotidiano dei «fratelli separati»? Se la Repubblica democratica tedesca dovette costruire un muro per regolare col contagocce il movimento delle persone attraverso la frontiera, che cosa accadrà il giorno in cui la glasnost darà libero spazio ai movimenti di opinione e permetterà ai tedeschi dell'Est di pretendere legalmente, a poche decine di metri dall'Occidente, i diritti a cui oggi aspirano segretamente?
  • La Germania orientale teme le riforme sovietiche [...] perché teme che esse finiscano per diluire la sua «originalità» socialista e la sua identità statale. Negli ultimi dieci anni essa ha pazientemente composto con ingredienti diversi - Lutero, il protestantesimo, l'eredità prussiana, le grandi tradizioni del socialismo tedesco, gli innegabili successi della sua economia - l'immagine di una Germania diversa la cui esistenza non dipende soltanto dagli eventi militari della seconda guerra mondiale e dalle vicissitudini della guerra fredda. La perestrojka rischia di trasformarla nuovamente in filiale tedesca dell'azienda moscovita, con la caduta di immagine, prestigio e originalità che non mancherebbe di derivarne.
  • La Repubblica democratica tedesca non vede ragione per modificare un sistema economico che ha dato risultati positivi. Se l'Urss - si ragiona nella Germania comunista - vuole cambiare, faccia pure. Ma non pretenda di imporre le sue riforme a chi non ne ha bisogno e ha dimostrato di saper governare con notevole efficienza l'economia socialista e programmata.

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