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Citazioni di Raffaele CantoneModifica

  • A quei magistrati, a quegli uomini delle forze dell'ordine, a quei giornalisti e a tutti quelli che, nei diversi settori, con l'impegno quotidiano e con i comportamenti coerenti cercano ogni giorno di arginare mafie e illegalità. (dedica de I Gattopardi)
  • Dietro l'attività di certe cooperative che si presentano per l'accoglienza e l'inserimento nel lavoro degli immigrati, si nascondono gli interessi della criminalità organizzata. Gli immigrati rappresentano un grande "affare" per mafia, camorra e 'ndrangheta.[1]
  • ‎La borghesia mafiosa può essere vinta certamente con la repressione, ma può essere vinta con comportamenti che abbiano soprattutto un carattere: quello della coerenza. Siamo tutti bravi, a dire parole; siamo un po' meno bravi tutti a coniugare a quelle parole, comportamenti coerenti sul piano dei fatti.[2]
  • Nel mio paese c'è un detto che ho sentito cento volte ripetere: La botte va risparmiata quando è piena. Ecco: il calcio va salvato prima che cada nel precipizio. Perché accanto al nero che avanza, c'è molto bianco che va preservato prima che si stinga in grigio. Perché oltre a quello degli scandali (e della mafia), c'è il calcio che ha portato la Nazionale di Cesare Prandelli in Calabria, a Rizziconi, a giocare una partita con il logo dell'antimafia, dimostrando che il pallone può e deve essere altro. C'è il calcio in cui si sono coronati sogni di riscatto che sembrano favole. In cui un ragazzino cresciuto tra vicoli malfamati o figlio di immigrati può ascendere ai fasti della Nazionale, o in cui un giovane troppo esile e figlio di un quartiere depresso di una città di provincia riesce a indossare la maglia della sua squadra del cuore: è successo a Lorenzo Insigne, che sta facendo sognare i tifosi napoletani regalando una speranza ai tantissimi ragazzi delle periferie abbandonate della mia regione. Oltre che essere un atto d'amore, questo libro racchiude in sé il desiderio di credere che i sogni, a volte, si avverino. E che il calcio sia uno dei mezzi che lo rende possibile (dall'introduzione a Football Clan, p. 10)
  • Non dobbiamo individuare eroi per sgravarci le coscienze, le battaglie devono essere di tutti, ognuno nel suo piccolo; nel momento in cui ci abbandoniamo all'idea che ci sia l'eroe che con la sua parola cambierà il mondo abbiamo creato un fatto di specie ma commesso un errore enorme.[3]
  • Perché a qualunque idea o volontà di costruire una soluzione si può opporre la circostanza che ci siano nodi più importanti. È la ben nota teoria del benaltrismo, quella che di fatto immobilizza ogni ricerca.[4]
  • Ricordo il mio ultimo turno da pubblico ministero a Napoli. Sono andato a fare un sopralluogo a Scampia per un omicidio e un ufficiale dei carabinieri mi ha raccontato le gesta delle vittima, che aveva militato in diversi clan e commesso reati gravi. Poi quando sono arrivato sul posto, ho scoperto che si trattava di un ragazzo di soli 19 anni.[5]
  • [...] un tempo erano gli imprenditori come Berlusconi, De Laurentiis, Moratti o Della Valle ad acquistare squadre di calcio per fare affari e conquistarsi il bene della gente, oggi anche la Camorra segue la stessa strategia con club medio piccoli o facendo passare l'immagine di essere in contatto con i grandi delle squadre di serie A.[6]

Da un'intervista a Cattolica & Dintorni, 18 dicembre 2009

Puntata n. 37, I parte. Video disponibile su YouTube.com.

  • Sul piano della repressione sono stati fatti grandissimi passi avanti, molto meno sul piano della prevenzione. Per esempio, io credo che lo Stato debba mettere in campo una serie di strutture di prevenzione dell'infiltrazione (mafiosa) nel mondo dell'economia, in questo momento in particolare, che per esempio è un momento di crisi, dove c'è il rischio che capitali mafiosi possano essere utilizzati per l'immissione in un circuito economico che ha bisogno tantissimo di denaro. In questo momento, le istituzioni di controllo, la Banca d'Italia, l'ufficio italiano cambi, la Consob, mi auguro che stiano facendo il controllo su quali soldi stanno girando nei mercati, perché questo è un momento di grande pericolosità. (min. 2:05)
  • [Voi giovani potete dare prima di tutto] un contributo di attenzione – io credo che tenere altissima l'attenzione rispetto a certi fenomeni è importante – e soprattutto anche un contributo di conoscenza. Bisogna smetterla col pensare che certi fenomeni tanto sono lontani, che sono fenomeni che riguardano il meridione. (min. 3:10)
  • Sono convintissimo che questa è una battaglia anche sul piano culturale. La conoscenza dei fenomeni è indispensabile per vincere. (min. 4:00)
  • L'atteggiamento di chi dice: «non cambierà nulla!» è un grandissimo regalo che si fa alle mafie. (min. 5:20)

Citazioni tratte da articoliModifica

 
Raffele Cantone nel 2011

  Citazioni in ordine temporale.

  • Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, ha stabilito, con un atto vincolante per tutte le parrocchie che rientrano nella sua giurisdizione, il divieto sia di celebrazione di funerali pubblici per mafiosi, camorristi e malavitosi di ogni risma, sia l'inibizione per questi ultimi dalla possibilità di fare da padrino (o madrina) in battesimi, cresime e matrimoni.[...] Ed infine la decisione di Sepe potrà rappresentare esempio per tutti gli altri corpi intermedi (partiti, sindacati, ordini professionali etc) ad assumere decisioni responsabili ed autonome di contrasto alle mafie, smettendo di pensare che questo debba essere delegato soltanto a magistrati e forze dell'ordine.[7]
  • E qui si aggancia l'altra considerazione. E cioè quella del rapporto dei campioni dello sport con i giovani, con la società civile, con le tifoserie. Personaggi visti, oggettivamente, come simboli. E a loro non può non competere la responsabilità, per questo, di essere simboli positivi: di riscatto sociale e di capacità personale premiata attraverso i successi sportivi, la fama, il denaro. Se sporcano la loro immagine con frequentazioni dubbie e censurabili, se aderiscono acriticamente alle richieste che arrivano dai loro agenti e accettano i tour nelle Vele di Scampia, inquinano il simbolo e il valore sociale proprio e dello sport.[8]
  • È questo il momento che politica batta un colpo, per arginare quella che oggi è ancora una piccola onda e che si speri non si trasformi in un cavallone o in altro; tutti gli schieramenti si occupino dell'etica e dell'onestà di coloro che rivestano cariche pubbliche ed adottino scelte chiare per il presente e soprattutto per il futuro; sono indispensabili regole deontologiche e normative rigorose che sanzionino comportamenti opachi e rapporti collusivi, senza attendere le indagini giudiziarie; si tratta di un'esigenza ancora più impellente in un momento in cui l'autorevolezza della classe dirigente è determinante per imporre ai cittadini scelte di rigore sul piano economico e per mandare segnali di credibilità ai mercati internazionali.[9]
  • La repressione, necessaria ed indispensabile, da sola, e non accompagnata da un'opera di bonifica e di miglioramento dei contesti sociali ed economici, dimostra in conclusione di non riuscire a distruggere fenomeni ancora così radicati; se non si prosciuga il brodo di coltura, queste arabe fenici risorgeranno sempre dalle loro apparenti ceneri.[10]
  • Si tratta di una di quelle tante illegalità [materiale pirotecnico irregolare e suo utilizzo] che rischiano di essere sottovalutate in un territorio caratterizzato purtroppo da ben più gravi forme di vera e propria criminalità; ma la tolleranza delle illegalità, anche minori (e quella di cui si sta parlando è tutt'altro che minore), non può né deve mai trovare alibi o giustificazioni, perché è la stessa tolleranza generalizzata che apre la strada all'assuefazione del cittadino a ritenere che le regole siano nient'altro che optional volontari.[11]
  • [Su Gomorra - La serie] Il problema è un altro, sottinteso al titolo. Contrariamente alla natura del libro, che si basa su vicende reali, quella trasmessa su Sky è una fiction. Ma questa differenza non viene percepita. Le persone che vedono Scarface non credono che quello sia il volto di Miami e della Florida, perché sanno che è un'opera inventata. Invece nel caso di Gomorra c'è un corto circuito tra i fatti raccontati nel libro attraverso la mediazione letteraria di Saviano e la creazione verosimile ma fantasiosa della serie tv. Gli autori hanno fatto una scelta legittima, quella di prendere spunto da un pezzo della realtà napoletana e impostare una visione intrisa di verosimiglianza. Ma non viene mai sottolineata la distanza tra le pagine di Saviano, che dieci anni fa hanno dato un contributo importante e originale nel far conoscere le dinamiche della camorra campana, e la narrazione televisiva che va in onda oggi. La stessa ambiguità va tenuta presente nel momento in cui si valuta il rischio di emulazione verso i personaggi dello schermo. Io non ritengo che la serie tv spinga verso l'emulazione. Certo, non ci sono figure positive nella saga dei Savastano ma è una caratteristica comune ad altre fiction: ne esistono di molto più violente, con personaggi decisamente spietati. So che i ragazzi che tendono a identificarsi con i modelli di Genny e Ciro non hanno bisogno certo di ispirarsi a camorristi della televisione, perché crescono a contatto con la presenza criminale: è uno degli aspetti più drammatici della condizione giovanile in alcune zone della Campania, dove spesso mancano gli stimoli a crescere nella legalità e le alternative al richiamo dei clan sono rare. Allo stesso tempo [...] c'è una fascia di pubblico in cui la visione di Gomorra innesca una riflessione e contribuisce a scuotere le coscienze.[12]

Incipit di Solo per giustiziaModifica

Sulla mia scrivania c'è uno scatolone. Devo riempirlo di tutte le mie cose che ancora si trovano in quest'ufficio. Al momento ci sto riponendo i calendari e i crest, gli scudetti decorativi che i vari comandi di carabinieri, polizia e finanza mi hanno donato nel corso degli anni. Sono come trofei, che servono a mostrare a chiunque capiti nell'ufficio di un pm come la collaborazione con le forze dell'ordine crei quei rapporti di stima e spesso anche di amicizia indispensabili per questo lavoro e capaci di renderlo meno disumano. Sono molto affezionato ad alcuni di questi crest, e a uno in particolare, che raffigura quasi sovrapposti i volti sorridenti di Falcone e Borsellino, regalo dei carabinieri di Mondragone.

Citazioni su Raffaele CantoneModifica

  • Qualche volta, quando non ne posso più della mia vita blin­data, sento Raf­faele Can­tone per­ché vive costan­te­mente sotto scorta non da due anni, ma da molti di più. Can­tone ha scritto un libro che rac­conta il suo peri­odo alla Dda di Napoli, inti­to­lato Solo per gius­tizia. Diviene mag­is­trato quasi per caso, dopo aver com­in­ci­ato a fare prat­ica come avvo­cato penal­ista. Diviene mag­is­trato per amore del diritto. Ed è pro­prio quel per­corso che lo porta a divenire un nemico giu­rato dei clan. Non lo muove nes­suna idea di red­imere il mondo, nes­suna vocazione mis­sion­aria a voler estir­pare il can­cro della crim­i­nal­ità orga­niz­zata. Lo guidano invece la conoscenza del diritto, la volontà di far bene il pro­prio lavoro, e anche il deside­rio di capire un fenom­eno vicino al quale era cresci­uto. A Giugliano. Un ter­ri­to­rio attra­ver­sato da guerre di camorra che ricorda sin da quando era ragazzo.[...] Raf­faele Can­tone oggi non lavora più alla Dda, è diven­tato giu­dice al mas­si­mario della Cas­sazione. Ma ha voluto dare un altro stru­mento per scon­fig­gere le mafie. Un libro in cui si rac­conta come si arriva a diventare uno dei prin­ci­pali nemici dei clan e come è fatta la vita di chi li com­batte: solo per giustizia. (Roberto Saviano)

NoteModifica

  1. Citato in Cantone, criminalità organizzata dietro certe coop che operano in accoglienza e sanità, RaiNews.it, 12 ottobre 2015.
  2. Da un intervento pubblico a Palazzo Valentini, Roma, 14 luglio 2011; citato in Controlemafie.wordpress.com.
  3. Da un'intervista di Massimiliano Forgione, Il Mattatoio, 28 dicembre 2009.
  4. Dall'intervista di Conchita Sannino, Il giudice Cantone "Sono cattolico, ma...", la Repubblica, 27 agosto 2012.
  5. Da intervista di Gianluca Di Feo, Cantone e la paranza dei bambini: “Mai più altri Sibillo”, Rep.repubblica.it, 11 maggio 2018.
  6. Citato in Alessandro Da Rold e Luca Rinaldi, La mafia nel calcio, per avere più potere e riciclare, Linkiesta.it, 1° marzo 2015.
  7. Da Un gesto che vale più di una scomunica, Il Mattino, 14 maggio 2011; riportato in Controlemafie.wordpress.com.
  8. Da Sport pulito e simboli da proteggere, Il Mattino, 6 giugno 2011; riportato in Controlemafie.wordpress.com.
  9. Da Questione morale, l'argine che manca, Il Mattino, 16 luglio 2011; riportato in Controlemafie.wordpress.com.
  10. Da Boss a 20 anni, la camorra senza regole, Il Mattino, 9 agosto 2011; riportato in Controlemafie.wordpress.com.
  11. Da Fuochi, più regole non solo a Capodanno, Il Mattino, 14 settembre 2011; riportato in Controlemafie.wordpress.com.
  12. Da Cantone: la mia Napoli non è solo Gomorra, in quella fiction manca la speranza, Repubblica.it, 2 giugno 2016.

BibliografiaModifica

  • Raffaele Cantone, Football Clan, Rizzoli, Bologna, 2012.
  • Raffaele Cantone, I Gattopardi, Mondadori, Milano, 2010.
  • Raffaele Cantone, Solo per giustizia, Mondadori, Milano, 2008.

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