Proclo

filosofo bizantino

Proclo Licio Diadoco (412 – 485), filosofo e matematico bizantino.

Commentari di Proclo, ed. 1792

Citazioni di ProcloModifica

  • Ares separa l'uno dall'altro gli opposti nell'universo, Efesto rende senza posa conforme alle regole dell'arte l'organizzazione intera del sensibile. Questi dei hanno bisogno tutti e due di Afrodite, uno per mettere accordo e ordine negli opposti, l'altro per introdurre nelle opere sensibili la bellezza e tutto lo splendore che ha potuto fare di questo mondo la più bella delle cose visibili.[1]
  • Perché permangano sempre senza mai dissolversi le cose che partecipano di un'idea, è necessaria un'altra causa. Questa causa non è insita né mossa in esse, ma sta salda in se stessa e, immobile, precede ciò che è mosso. Essa è indotta per la stabilità che le è propria e per la sua ininterrotta partecipazione alle cose che sono mosse. Mentre tutti mirano a tale causa, alcuni – come per esempio i seguaci della Stoa – ritengono che essa consista nei ragionamenti seminali, che hanno immaginato imperituri.[2]

Citazioni su ProcloModifica

  • Il piacere necessario che si trae dai cibi e dalle bevande era per lui solo un mezzo per tener lontane le malattie e per non essere angustiato: infatti mangiava e beveva poco. In più osservava scrupolosamente l'astinenza dalle carni. (Marino di Neapoli)
  • Scrisse in tutte le facoltà volumi acutissimi, cioè nella grammatica, e nella filosofia. Commentò l'opere, e i giorni d'Hesiodo, e scrisse alcuni hinni misteriosi sopra il Sole, e Venere, per cagione de quali dal Giraldi vien connumerato fra i Poeti. Scrisse opere morali della buona educatione, della buona disciplina, e del modo del vivere. Scrisse ancora commentarii dottissimi sopra i Dialoghi di Platone. (Bernardino Baldi)

NoteModifica

  1. Da Sesta disserazione sulla Repubblica, 141, 6-21; citato in Suzanne Saïd, Introduzione alla mitologia greca, traduzione di Maria Teresa Ricci, Editori Riuniti, Roma, 1998, p. 95. ISBN 88-359-4549-6
  2. Da In Platonis Parmenidem commentarii, 887, 29; citato in L'anima degli animali, pp. 117-118.

BibliografiaModifica

  • Aristotele, frammenti stoici, Plutarco, Porfirio, L'anima degli animali, a cura di Pietro Li Causi e Roberto Pomelli, Einaudi, Torino, 2015. ISBN 978-88-06-21101-1

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