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Posillipo visto da Nisida

Citazioni su Posillipo.

  • Chi puoi proteggere, madonna adorata, | dalla cieca miseria? | Il tacchino che si spidocchia sotto le sacre immagini | o la donna gravida nell'armadio a specchiera? | Ci vorrebbe il mare! | O che discendesse da Posillipo un'onda azzurra di cielo! | Essa dovrebbe salire le scalinate rischiarandosi, | carica di torce azzurre e di dolcezza; | e illuminare i poveri, penetrare nelle nostre contrade, | al fine di renderci diversi e di affermarci! || Ahimè! chi potrebbe esaudirci! | Potenti divinità si sono nascoste laggiù | sotto le colonne spezzate vicino al mare. || Il santo barocco s'è contorto impotente. | Le parole del poeta sono inutili. (André Frénaud)
  • [Napoli-Posillipo] È mezzogiorno, | balena il mare; | sui colli e al piano | un uniforme | tedio. Alla vampa | canicolare | Napoli dorme || È mezzanotte, | sovra il sereno | golfo, alle rive | tra pianta e pianta | l'argento piove. | La luna è in pieno; | Napoli canta. (Vittoria Aganoor)
  • Il leggiadrissimo Posilipo, tanto celebre appresso tutte le nationi per la bontà de vini grechi, cerasoli, bianchi, che si riserbano per le mense dei Sommi Pontefici, e di gran Signori (et forse avverrà ch'un giorno per buona fortuna di così felice Patria si riserbino per la mensa della Maestà Sua) et per la suavità dei frutti, ch'ivi più saporosi nascono, ch'in qualsivoglia regione, et per gli spassi maritimi, ove veramente tutte le Sirene par che allettino i cittadini et i forastieri con tanta dolcezza, che lasciandosi ogn'altra delitia a quelle di Posilipo solamente si attende, con tanti vezzi et con tante spese, che non ponno considerarsi, eccetto che da quei che si dispongono di goderli. (Giulio Cesare Capaccio)
  • Perché ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro | che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro | come quello di Berlino che ci spacca in due metà: | uno è figlio 'e bucchino l'altro è figlio 'e papà. (Federico Salvatore)
  • «Posillipo»: «che calma il dolore». Questo luogo d'incanto deve il nome a una villa di Pollione, il Romano che gettava gli schiavi alle murene. Un nome così di buon augurio non era che un'antifrasi. (Roger Peyrefitte)
  • Questa felicità non ha ancora del tutto abbandonato Napoli. Le abbaglianti strade bianche conducono a Posillipo, e la veduta che si apre sulle forme vulcaniche del capo Miseno e dei Campi Flegrei si fondono col sapore della polvere sottile e dell'umidità amaro-salata del vento del mare. (Pavel Muratov)

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