Pietro Andrea Mattioli

umanista e medico italiano
Pietro Andrea Mattioli ritratto da Alessandro Bonvicino detto il Moretto.

Pietro Andrea Mattioli (1501 – 1578), umanista e medico italiano.

Citato in Piero Camporesi, La miniera del mondo Artieri inventori impostoriModifica

  • Però che molte cose sono chiare nel cospetto nostro, delle quali non si può rendere veruna ragione; e molte stanno ascose nell'intime parti della natura, le quali non possono essere comprese da intelletto umano, né da veruna ragione, perocché la natura ha voluto più presto che gli uomini si maraviglino di queste cose, che permettere che siano mai intese da veruno. Il perché coloro che vogliono investigare le ragioni di tutte le cose difficoltose, rimuovono da tutti i miracoli della natura, derogando non poco dall'immensa potestà loro. (da Lettera alla Serenissima... Arciduchessa d'Austria; La miniera del mondo, p. 365.)
  • [...] non d'altronde fu conosciuto che il dittamo valesse nelle ferite, per cavar fuori i ferri dei dardi e degli strali, se non da quello che ne dimostrano i cervi e le capre salvatiche nell'isola di Candia. La virtù del sefeli fu dimostrata dalle cerve di prato, la cunilla dalle testuggini, la ruta dalle donnole, il jeracio dagli sparvieri, il peristerco dalle colombe, la celidonia dalle rondini, l'origano dalle cicogne e altre pur assai piante da altri animali come per tutto si legge nelle antiche istorie. (p. 375)
  • il pane, in cui ne sia notabile quantità di loglio, fa diventar gli uomini, che se lo mangiano, stupidi e come ubbriachi, presi da gravissimo sonno, e per[ci]ò caviamo noi in Toscana con grandissima diligenza dalle biade il loglio, per fuggire il nocumento che fa egli alla testa imbriacando e facendo dormire. (p. 394)

Citazioni su Pietro Andrea MattioliModifica

  • Mattioli d'altra parte crede possibile che i soldati francesi entrati in Italia non avessero avuto ripugnanza di mischiarsi con donne lebbrose, dalle quali vennero insozzati in modo, che ne venne prodotta la novella forma di male contagioso. (Salvatore De Renzi)
  • Nella nuova «cosmografia dell'uomo» tracciata da Leonardo Fioravanti, il professionista delle tecniche empiriche e sperimentali della salute e del corpo, il conoscitore dei segreti dell'arte chimica e distillatoria (lo spagirico) e soprattutto delle proprietà delle erbe, diventa il protagonista emergente della nuova medicina. Per questo, accanto al divino Paracelso e all'incomparabile principe della botanica rinascimentale, Pietro Andrea Mattioli, maestro «unico e raro al mondo» che «nella medicina ha passato di gran lunga tutti gli altri» e «in materia dell'erbe – riconosceva Fioravanti nella Fisica – ha dato vita la vera luce del mondo» e «ha mostrato al mondo la vera arte di medicare e di destillare», trovano onorevole posto le umili, misconosciute, anonime figure di «semplici empirici», di villani, di pastori, di donnicciole. (Piero Camporesi)

BibliografiaModifica

  • Piero Camporesi, La miniera del mondo, Artieri inventori impostori, Il Saggiatore, Milano, 1990. ISBN 88-04-32741-3

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