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Pierre Pascal (poeta)

poeta, scrittore e iranista francese

Citazioni di Pierre PascalModifica

  • A un certo grado di affinità, gli animi non sanno più che farsi del linguaggo e della scrittura. Si pensano.[1]
  • [...] in tutto l'Oriente, prossimo ed estremo, scrivere bene è pensare bene.[2]
  • Un quarto di secolo dopo il martirio del Giappone, l'Occidente democratico putrefatto dal contagio di Marx, di Freud, della rinata Sinagoga e della Chiesa di Giuda, viene preso da un'infatuazione ignorante e sordida meno per il Buddhismo di "esportazione" che per uno dei suoi aspetti più sublimi, cioè lo Zen. È impossibile dire quali aberrazioni siano derivate da questa parola. [...] È stato giustamente detto che il Buddhismo era destinato a morire in India, se fosse stato abbandonato alle proprie risorse e non fosse penetrato in Cina, dove rifiorì in modo tanto sorprendente quanto ammirevole. Il Buddhismo mâhâyana a contatto col pensiero cinese si divise: da una parte, secondo le dottrine dello Zen (ed anche del Kegon e del Tendai), che fecero appello ai lati pratici e intellettuali della forma mentis cinese, e dall'altra, secondo i nuovi principi del Jôdo, o dottrina della "Pura Terra", che favorirono i bisogni spirituali della mentalità cinese. Queste dottrine e principi, fin dall'XI secolo, trovarono la sostanza ad essi più adatta nell'animo giapponese. Questa forma di Buddhismo è incontestabilmente uno dei più alti metodi dello spirito umano ed una delle più perfette discipline che l'uomo abbia creato per uscire da sé stesso, dimenticando il labirinto delle sue contraddizioni. È stato scritto, non a torto, che tutti gli altri "sentieri" – religiosi o filosofici – girarono intorno alla "montagna", ma lo Zen, simile ad una strada romana, ride di vani ostacoli e va in linea retta dai piedi alla cima della montagna.[3]

In morte di un samuraiModifica

La via della morteModifica

  • Farfalla del crepuscolo, | fior che vola e vede, | alle sbarre della mia cella, | cosa ti attira in me? | È la mia anima che brucia? (p. 142)
  • Sul Vessillo del Nulla | la Morte può sputare | un astro di più! Il Tempo | non può strapparti | un raggio, Sol levante! (p. 142)

La voce dell'ideaModifica

  • [Haiku] Meglio vale, per l'onore, | spezzare a mille uomini il cuore | che a Dio un fiore! (p. 146)
  • [Haiku] Pazienta ancora: | i figli cornuti del Vitello d'Oro | han paura della Morte. (p. 146)

La via del non essereModifica

  • [Haiku] Sul filo del tuo gladio, | ponte della Morte e del Sogno, | ogni via è breve. (p. 149)

La via dell'amoreModifica

  • Se, nella neve, un mattino, | tu vedi, nel giardino, | affiancare i tuoi passi incerti | altri passi umani, | non dirmi nulla! Tendi la mano. (p. 149)
  • [Haiku] Dalle cime del polo, | tutto il mio cielo sulle tue spalle, | come un tenero salice. (p. 150)

Quarantuno haiku e cinque tankaModifica

Le tombeau de Yukio MishimaModifica

  • [Haiku] Dal bagno del mio sangue | mi inebria un profumo d'incensi: | i miei morti! son tutti presenti.
Du bain de mon sang | m'enivre un parfum d'encens: | mes morts! tous présents.
  • [Haiku] Ero solo! Ora sono | tutte le voci della notte | e la Paura mi segue.
J'étais seul! Je suis | toutes les voix de la nuit | et la Peur me suit.
  • L'odore del mio sangue va a risvegliare il Drago! | Nell'orrore del Tempo, | l'oblio può fugare il mio nome, | ma non lo Spirito ruggente!
L'odeur de mon sang | va réveiller le Dragon! | Dans l'horreur du Temps, | l'oubli peut fouir mon nom, | non point l'Esprit rugissant!
  • [Haiku] Oh fiore scarlatto, | muori dunque, affinché l'effluvio | del frutto maturo esploda!
O fleur écarlate, | meurs donc, pour que l'aromat | du fruit mûr éclate!

Nettare del dragoModifica

  • [Haiku] Chi, di grazia, è Dio? | – L'ombra di un uccello, che passa | su un lago di ghiaccio.
Qui est Dieu, de grâce? | – L'ombre d'un oiseau, qui passe | sur un lac de glace.
  • [Haiku] Come un fiore selvatico, | in questo libro, tra due pagine, | ho messo il tuo volto.
Comme fleur sauvage, | dans ce livre, entre deux pages, | j'ai mis ton visage.
  • [Haiku] L'alba è ritornata | – Abbassa gli occhi! L'ignoto | La luce – è svelata!
L'aube est revenue | – Baisse les yeux! L'inconnue | La lumière – est nue!
  • [Haiku] Più forte della Morte, | l'Amore! Ma che c'è di più forte | dell'Amore? – La Morte!
Plus fort que la Mort, | l'Amour! Mais quoi de plus fort | de l'Amour? – La Mort!
  • [Haiku] Sotto il ponte, senza rumore, | l'acqua che viene, l'acqua che fugge, | ed io, lì dove sono.
Sous le pont, sans bruit, | l'eau qui vient, l'eau qui s'enfuit, | et moi, où je suis.

NoteModifica

  1. Da L'inimitabile esempio di Yukio Mishima, in Yukio Mishima, Sole e acciaio, Milano, Edizioni del Borghese, 1972, p. 11.
  2. Da L'inimitabile esempio di Yukio Mishima, in Yukio Mishima, Sole e acciaio, Milano, Edizioni del Borghese, 1972, p. 10.
  3. Da Note, in Shinshō Hanayama, La via dell'Eternità, traduzione di Pierre Pascal, Circolo Gabriele D'Annunzio, Grosseto, 1975, p. 202.

BibliografiaModifica

  • Pierre Pascal, In morte di un samurai, Diamante, Roma, 1950.
  • Pierre Pascal, Quarantuno haiku e cinque tanka, Labrys, II, 1980, pp. 100-105.

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