Pasquale Stanislao Mancini

giurista e politico italiano (1817-1888)

Pasquale Stanislao Mancini (1817 – 1888), giurista e politico italiano.

  • La responsabilità dei ministri senza norme concrete, con maggioranze instabili negli elementi onde si compongono, ma quasi sempre compiacenti e sovente più ministeriali dei ministri stessi con rilassate abitudini e senza essersi finora in Italia inaugurata la pratica dell'alternativa dei partiti al potere, è piuttosto una pomposa parola e un passaporto a violare le leggi che una seria malleveria, benché col sussidio di opportuni provvedimenti potrebbe divenirlo.[1]
  • Le chiavi del Mediterraneo sono nel Mar Rosso[2]
  • [su Giovanni Passannante] Ora, o signori, quest'attentato è una rivelazione. Mettiamoci una mano sulla coscienza: quanti siamo qui dentro credevamo impossibile un fatto di questa natura. Perché è desso avvenuto? È un fatto isolato? Chi armò la mano di quel miserabile assassino? Io non lo so. Appartiene all'autorità giudiziaria con le sue indagini spargere qualche raggio di luce su questo doloroso mistero. Ma il paese, o signori, è stato gettato in una angosciosa inquietudine da questo fatto, e da quelli che hanno dimostrato di avere con esso una eloquente corrispondenza, intrapresi a danno di pacifici cittadini, con brutalità indegna di uomini che vivono in mezzo ad un popolo così civile ed abituato all'esercizio delle libertà, quale si è mostrato da quattro lustri il popolo italiano.[3]
Pasquale Stanislao Mancini
  1. Citato da Francesco Pais Serra nella 2a Tornata del 23 giugno 1884 della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).
  2. La frase originale è: "Voi temete ancora che la nostra azione nel Mar Rosso ci distolga da quello che chiamate il vero e importante obiettivo della politica italiana, che deve essere il Mediterraneo. Ma perché invece non volete riconoscere che nel Mar Rosso, il più vicino al Mediterraneo, possiamo trovare la chiave di quest'ultimo, la via che ci conduca ad una efficace tutela contro ogni turbamento del suo equilibrio?" (Camera dei Deputati, 27 gennaio 1885). Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 326.
  3. Citato in Giuseppe Galzerano, Giovanni Passannante, Galzerano, 2004, p. 186-187.

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