Pashtun

gruppo etnico-linguistico indoeuropeo

Citazioni sui pashtun.

Bambini pashtun nella provincia di Paktia in Afghanistan

Citazioni

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  • Noi pashtun siamo una razza abituata alle faide. I figli maschi stanno a significare che un uomo dispone di un esercito. Le lotte e i conflitti, solitamente verbali, erano frequenti. Se i padri combattevano contro i propri fratelli, anche i figli di costoro combattevano e gareggiavano. Se gli zii erano in guerra, i cugini andavano loro dietro. (Ziauddin Yousafzai)
  • Per le popolazioni di qui la frontiera – anche quella stabilita a tavolino oltre cento anni fa da un funzionario inglese – non esiste. Dall'una e dall'altra parte di quella innaturale divisione politica fra identiche montagne vive una identica gente: i pashtun (detti anche pathan) che in Afghanistan sono la maggioranza, in Pakistan una minoranza. I pashtun, prima che afghani o pakistani, si sentono pashtun ed il sogno di un Pashtunstan, uno Stato che aggreghi tutti i pashtun, non è mai completamente tramontato. (Tiziano Terzani)
  • Perché proprio i Pashtun, e non un'altra tribù, si sono fatti portatori del wahabismo in quell'area? Perché è l'unica tribù che rivendica una genealogia araba: Wazir, uno dei loro antenati che dà il nome alla provincia del Waziristan, era originario dalla penisola arabica. Il wahabismo, nato in contesto arabo, ha funzionato da collante per gran parte di quella tribù. (Khaled Fouad Allam)
  • Secondo un detto pashtun, la ragazza più onorevole del villaggio - in altre parole la «migliore» - tiene sempre lo sguardo fisso a terra, persino quando il suo villaggio è in fiamme. (Ziauddin Yousafzai)
  • I pashtun vivono sparsi fra Pakistan e Afghanistan e non riconoscono fino in fondo il confine di stato tracciato dagli inglesi.
  • La vergogna è una cosa terribile per un pashtun. Abbiamo un detto: «Senza l'onore, il mondo vale zero».
  • Nella nostra cultura ci si aspetta che una persona si vendichi dei torti subiti, ma in questo modo dove si va a finire? Se un uomo appartenente a una cera famiglia viene ferito o ucciso da un altro uomo, bisogna che ci sia vendetta per restaurare il nang, l'onore. Vale a dire che la famiglia dell'ucciso deve uccidere un qualsiasi altro membro maschio della famiglia dell'uccisore. Che a sua volta poi si dovrà vendicare. E così via.
    Non c'è limite. Abbiamo un detto: «Il pashtun si vendicò dopo vent'anni e un altro disse che era troppo presto».
  • Nella nostra tradizione di solito i discorsi vengono scritti dal padre, da uno zio o da un insegnante. E generalmente sono in inglese o in urdu, mai nella nostra lingua, il pashtu.
  • Noi pashtun non possiamo evitare i parenti o gli amici, per quanto possano crearci fastidio: devono essere sempre accolti bene. Da noi non si rispetta la privacy, e non esiste niente di simile a un appuntamento. Le persone possono presentarsi a casa d'altri quando hanno voglia e verranno ospitate fintanto che vorranno trattenersi. Un vero incubo per chi nel frattempo è impegnato ad avviare un'impresa!
  • Per molti pashtun, quello in cui nasce una femmina è un giorno triste.

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