Parabole di Gesù

Citazioni sulle parabole di Gesù.

Ritorno del figliol prodigo (Guercino, 1651)

CitazioniModifica

  • Il linguaggio mirabile e unico delle parabole fondeva come per magia l'aneddoto, il precetto, la luce e la grazia in un'immagine che risultava al tempo stesso chiara alle anime semplici e indecifrabile agli spiriti contorti. (Frédéric Manns)
  • Il Signore parla in parabole. Egli si serve delle cose di tutti i giorni, che chiunque può capire e, in tal modo, mostra che tra il quotidiano e l'insegnamento cristiano non c'è un abisso, che la vita che passa è in un rapporto vivo con la vita eterna e che, quindi, la condotta dell'uomo aiuta a promuovere lo scambio tra ambedue le vite e fa riflettere su di esso. (Adrienne von Speyr)
  • Le parabole del Regno dei cieli e dei suoi misteri divini da una parte vanno comprese nello Spirito, dall'altra nella loro concretezza che l'uomo è capace di cogliere. Comprendere e non comprendere sono spesso confinanti. Qualcosa si può cogliere in un certo strato, mentre al di sotto di esso giace il non ancora compreso. (Adrienne von Speyr)
  • Non vi sono racconti, non vi sono parabole, somiglianti ai racconti e alle parabole di Cristo, cosi luminose, succose, toccanti. (Gerard Manley Hopkins)
  • Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: Aprirò la mia bocca in parabole, | proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.[1] (Vangelo secondo Matteo)

Carlo Maria MartiniModifica

  • I ritmi della conoscenza che proviene dalla fede sono lenti. Per questo la rivelazione va anche nascosta, velata. La libertà dell’uomo non è in grado di reggere tutto il peso della rivelazione di Dio. Così le parabole sgorgano dal cuore di Gesù sotto la spinta incalzante dell'urgenza dell'evangelo; esse sono spontanee, non artificiali, nascono dalla vita stessa. Le parabole sono, in questa prospettiva, uno dei frutti più belli del mistero dell'incarnazione, la frontiera cui il linguaggio viene spinto dal Figlio di Dio, affinché risulti adatto a comunicare il mistero del Regno nel rispetto della concreta situazione dell'uomo.
  • La parabola di Gesù mantiene tutta la sua carica di enigmaticità, lascia all'ascoltatore il compito di comprenderla, lo interpella e lo costringe a interrogarsi, lo coinvolge in prima persona e lo impegna alla ricerca del senso.
  • Le parabole sono un atto di cortesia, di rispetto della libertà degli uomini, di condiscendenza, quasi di tenerezza.

NoteModifica

  1. Cfr. Salmi: «Aprirò la mia bocca in parabole, | rievocherò gli arcani dei tempi antichi».

Voci correlateModifica

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