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Paolo Brezzi

scrittore italiano

Paolo Brezzi (1910 – 1998), scrittore italiano.

Realtà e mito dell'EuropaModifica

IncipitModifica

Geograficamente l'Europa non è che «il capo dell'Asia», come la definì Paul Valéry, cioè l'appendice peninsulare del continente asiatico (la sua superficie non raggiunge neppure la quarta parte di questo) al quale è unita dala sterminata pianura russa. Una divisione quasi più netta si può stabilire nell'interno dell'Europa tra due parti press'a poco uguali, quella nord-orientale a carattere continentale, pianeggiante, e quella occidentale-meridionale ricca di penisole e di isole, montagnosa, con mari interni e sinuosità di coste; tra le due, la pianura germanica costituisce il ponte di passaggio.

CitazioniModifica

  • Uno dei maggiori uomini di cultura del Rinascimento, Erasmo da Rotterdam, fu portato dalla sua stessa humanitas a condannare la guerra come «assurdità cattiva, anticristiana, belluina, selvaggia», a disprezzare gli «stolti nomi» di inglesi, francesi, tedeschi e delle altre nazionalità perché il nome di Cristo ci ricongiunge tutti: «il mondo intero è una patria comune» egli scrisse, ma quel mondo non era altro che l'Europa del tempo ed ambiente di Erasmo, ancor sostanziata di sentimento cristiano, ma soprattutto affratellata da uno spirito umanistico di tolleranza e di comprensione. (p. 56)
  • È radicata convinzione di molti valenti studiosi che la consapevolezza europea debba considerarsi una elaborazione settecentesca, ossia che solo nel secolo XVIII si sia giunti all'idea d'Europa quale entità civile e morale. (p. 92)
  • All'idea d'Europa il Mazzini fu fedele per oltre quarant'anni nella sua attività politica con una coerenza ammirevole, e non soltanto ne parlò e scrisse con tono messianico, ma anche fece molti tentativi per realizzarla; per lui quell'idea non aveva soltanto un significato politico, ma umano, universale, filosofico perché si ricollegava all'idea di umanità, anzi si identificava con essa nella concreta realtà storica. (p. 115)
  • Tutt'altra aria si respira accostandosi ad un altro autorevole scrittore politico italiano, particolarmente sensibile al tema europeistico, Carlo Cattaneo, colui che pronunziò per primo la formula «Stati Uniti d'Europa». (p. 124)
  • [...] il maggior contributo alla dichiarazione del concetto di unità europea fu portato da Henri de Saint-Simon, che nel 1814 pubblicò con la collaborazione di Augustin Thierry un volume De la réorganisation de la Société européenne; egli elogiava anzitutto Carlo Magno come «il primo e vero organizzatore della società europea», dissolta poi da Lutero e dai trattati di Westfalia, ma ormai, senza tornare al Medio Evo, erano maturi i tempi per rassembler les peuples d'Europe en un seul corps politique en conservant à chacun son indépendance nationale. Dichiarando di scrivere per suscitare una nuova idea e un nuovo sentimento di patria, «il patriottismo europeo», sosteneva doversi sostituire al concetto di alleanza politica tra due o più Stati, la nozione di «Società degli stati europei»; proponeva l'adozione di un parlamento europeo, al quale assegnava compiti politico-economici; caldeggiava una società internazionale europea organizzata sul lavoro, dato che la suprématie du travail era la sua idea-madre che, se attuata, avrebbe condotto al miglioramento della classe più diseredata e numerosa; soltanto così si sarebbe riusciti a far sortir le patriotisme hors des bornes de la patrie ed a considérer les intérétts de l'Europe.

BibliografiaModifica

  • Paolo Brezzi, Realtà e mito dell'Europa, Editrice Studium, Roma 1954.