Omar Sívori

calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo italo-argentino (1935-2005)

Enrique Omar Sívori (1935 – 2005), calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo argentino naturalizzato italiano.

Omar Sívori (1956)

Citazioni di Omar Sívori

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  • Il gol di Maradona a Mexico 86 è il più bello, ma poteva segnarlo soltanto agli inglesi.[1]
  • Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai.[2]
  • Tutti i calciatori dovrebbero provare cosa significa giocare nel Napoli.[3]

Citazioni su Omar Sívori

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  • Dicono che ogni epoca ha i suoi assi. Un asso chiamato Sivori non è di un'epoca o di un'altra. Il tunnel che egli inventò sventrava le montagne dei cuori umani nel senso del divertimento massimo che trasmetteva con le sue imprese che volevano essere ridanciane ma forse erano disperate. (Vladimiro Caminiti)
  • Gli arbitri designati a dirigere la Juventus, la domenica, aggiungono alla preghiera "liberaci, o Signore, dalla luna di Sivori. Amen". (Emilio Violanti)
  • Io ho detto [...] che non vedrò giammai più, finché campo, un altro come Omar Sivori l'inventore del tunnel e il campione che picchiava i terzini per non farsi picchiare lui, con gli stinchi nudi, feroce come un autentico capo Apache sul sentiero di guerra. (Vladimiro Caminiti)
  • Non è vero che io e Sívori ci odiavamo. Eravamo solo molto diversi: io un po' tedesco, lui un argentino di una simpatia ed imprevedibilità unica. (Giampiero Boniperti)
  • Omar Sivori. Il pallone di Achille. (Marcello Marchesi)
  • Sivori, sì "Omar" 'e Napoli! (Operazione San Gennaro)
  • Stravedevo per la cattiveria e la scaltrezza di Sivori: non si faceva mai picchiare da nessuno. Anzi, al massimo succedeva il contrario. (Marcello Lippi)
  • Il geniale monello, l'uomo dal colpo decisivo e vincente, un irresistibile narciso. Quando seppe far coincidere i suoi personali interessi con quelli della squadra, Sivori si innalzò fra i più grandi di ogni tempo e paese, perché nulla gli mancava, sul piano della tecnica, e in più aveva grinta e presunzione sufficienti per non tollerare angherie. Un numero dieci ideale anticipatore di Maradona, ma ancor più di Diego vocato al gol.
  • Non gli basta il gol qualsiasi, lo vuole sempre memorabile. Piomba davanti al portiere e finge di allungarsi troppo il pallone, sino a farlo arrivare davanti alla mano protesa; poi, fulmineo, con la suola della scarpa lo richiama a sé e lo fa entrare, lentissimo, in porta. I suoi gol sono sberleffi irriverenti, che mandano in sollucchero gli ammiratori e imbestialiscono gli avversari.
  • Sivori è stato [...] il re dell'eccesso, il fuoriclasse sempre sopra le righe. Come goleador, pochi hanno avuto la sua fantasia, al limite del perverso, la sua freddezza e la sua precisione. Quando il gol è arte, una frase fatta e banale che con Sivori diventò concreta realtà.
  • Sivori gioca per vincere, ovviamente, ma non soltanto. Vuol divertire il pubblico, i cui applausi sono la sua droga, e vuole mortificare l'avversario. Per questo il suo numero preferito, il suo insuperabile pezzo di bravura, è il tunnel. Quei difensori truculenti e massicci che gli si piazzano davanti a gambe larghe, per intimorirlo, vengono umiliati dal pallone che lo svelto argentino fa loro filtrare fra i due piedi, per poi raccoglierlo alle loro spalle.
  • Un genio perverso del pallone, un Maradona ante litteram, con il piede sinistro toccato dalla grazia. Un campione beffardo, istrionico, malizioso, ma grandissimo. Un goleador straordinario.
  1. Citato in Il giorno dei numeri 10. Auguri ai super del calcio, Gazzetta.it, 10 ottobre 2010.
  2. Citato in Storiche citazioni di juventini veri, Tuttosport.com, 2 dicembre 2009.
  3. Citato da suo figlio Nestor in Tuttosport, 7 novembre 2009, p. 7.

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