Nicola Barbato

politico e medico italiano

Nicola Barbato (1856 – 1923), politico e medico italiano di etnia arbëreshe.

Scienza e fedeModifica

  • Esiste Dio? È un problema che non si risolve più con la metafisica quando per Dio s'intende un essere dotato di coscienza e volontà attive, rivelantesi in seno ai fenomeni cosmici, ma ricercando e studiando le manifestazioni della presenza e dell'attività di Dio, là dove si afferma che esiste da tutti i credenti e da tutte le religioni, e cioè sul terreno della realtà sociologica, biologica, e inorganica. Il problema che per il passato apparteneva all'ontologia incondizionatamente, ora è passato per l'avvenuto progresso scientifico, un po' alle scienze fisiche e biologiche e in massima parte alla sociologia. (p. 7)
  • Mentre la nobile specie umana vincitrice nella fatale e feroce lotta per la vita, si serviva di tanti poveri animali per la sua nutrizione e per altri bisogni, Jeova affermava, per bocca dei suoi eletti, che gli animali e le piante li creò per servire l'uomo. Non vi sembra ciò un indizio sicuro che l'uomo plasmava l'idea di Dio con le manifestazioni dei suoi sentimenti, delle sue idee, delle sue abitudini, dei suoi bisogni e dei suoi desideri? (p. 9)
  • Se l'intelligenza umana non fosse stata tenuta per secoli oppressa dal peso dogmatico dell'idea di un Dio che interviene, con la sua volontà e azione; nel corso dei fenomeni cosmici, tanti dolori individuali e collettivi si sarebbero risparmiati e tanta luce di scoverte in ogni ramo dello scibile, avrebbe illuminato da un pezzo le vie del nostro cammino. (p. 26)
  • Ricordate Trezza?
    Egli con i suoi lavori, specialmente con la Critica Moderna rese un servigio imperituro alla educazione della gioventù italiana: non dimenticatelo, o lavoratori, egli era un credente nella virtù civile e redentrice della scienza; questa per lui era lampada diuturna di vita da non doversi trascurare un solo istante, e non diletto di accademici, che fuori il gabinetto di studio vestono il saio se la società per bene lo esige. L'Italia borghese dimenticò il ribelle e l'educatore civile e per mezzo dei suoi scienziati ufficiali dà il benvenuto ai frati espulsi dalla Francia, dichiarandosi lieta che il loro oro possa cadere nelle tasche vuote degli operai. (p. 33)
  • [...] la pietà dell'ultimo Budda è superiore a quella di Gesù Cristo, essa si estende senza limiti e in modo così intenso agli altri poveri fratelli nella scala zoologica da trascinare il redentore e offrire le sue carni ad una tigre affamata. (pp. 36-37)
  • L'errore del monoteismo ebreo-cristiano intorno al valore sociale del sentimento doveroso di fratellanza deriva da un idealismo aprioristico e si estende alla concezione degli altri doveri ed all'idea del dovere in sé. Esso in generale concepisce i doveri in modo astratto, a priori, e li impone all'umanità come verità morali incondizionate ed eterne. (p. 89)
  • La civiltà umana ha tra i suoi elementi costitutivi dei germi tenaci ed indistruttibili, da cui nascerà sempre la fungaia dei farabutti, dei retori e degli avventurieri, i quali non hanno mai la coscienza del loro vero essere e qualche volta sono utili come alcune specie di microbi. (p. 118)
  • La paura dell'inferno, il desiderio del paradiso, le speranze dell'aiuto celeste in tutte le vicende umane, lieti e tristi, il bisogno di essere protetti da una forza formidabile e infallibile nel fare il bene ed il male, l'istinto della conservazione, che si ribella all'idea dell'annientamento personale con la morte, e tanti altri sentimenti spingono gli uomini a rivolgersi agli dei delle loro regioni, senza domandarsi mai chi e che cosa sono gli dei. (p. 241)

BibliografiaModifica

  • Nicola Barbato, Scienza e fede, Tipografia sociale, Philadelphia, 1908.

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