Michele Federico Sciacca

filosofo italiano (1908-1975)

Michele Federico Sciacca (1908 – 1975), filosofo italiano.

Lapide commemorativa di Michele Federico Sciacca, Giarre (CT)

Citazioni di Michele Federico Sciacca

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  • Civiltà è avanzamento dell'uomo nel mondo. (da L'ora di Cristo, L'Epos, Palermo, 1993)
  • Cultura è sviluppo dell'uomo nello spirito, elevazione integrale in senso integrale e comprensivo di tutti i valori umani, anche perfezionamento vitale morale religioso. (da L'ora di Cristo)
  • Quello che chiamiamo civiltà occidentale risulta essenzialmente dalla sintesi del pensiero filosofico greco, dall'esperienza giuridica romana e dalla verità ebraico-cristiana: tutti e tre ne costituiscono l'essenza. (da L'ora di Cristo)
  • I musulmani, prima di entrare nella moschea, lasciano i calzari fuori del tempio. Rispetto, forse anche simbolo: non macchiare il sacro pavimento con cose che hanno battuto la terra: Ma cosa conta che tu lasci le scarpe fuori, se il mondo lo porti nel tuo cuore allacciato e calzato? (da In Spirito e Verità, L'Epos, Palermo, 1993)
  • I valori economici possono essere il veicolo di quelli spirituali. (da In Spirito e Verità)
  • O Cristo vive in noi, sempre, o è morto venti secoli fa; in quest'ultimo caso, siamo morti a lui, a noi stessi, agli altri. (da In Spirito e Verità)
  • La creazione è il bacio di Dio sul Nulla: l'Essere rivela così il suo amore, infinito nel dono dell'esistenza, infinito come dono di sé nel sacrificio supremo per il riscatto e la salvezza dell'uomo. (da Atto ed essere, L'Epos, Palermo, 1991)
  • Babeuf è stato un precursore della pianificazione organizzata dai "cervelli" per l'eguaglianza delle "menti": i semi del suo cervello sono ormai diventati la foresta che soffoca l'intelligenza e la vera cultura; con esse, la libertà. (da Il magnifico oggi, L'Epos, Palermo, 1993)
  • Non posso sentirmi libero se non riconosco la libertà dell'altro. (da Atto ed essere)
  • Chi reclama libertà non deve dimenticare che essa comporta maturità intellettuale e spirituale. (da Il magnifico oggi)
  • Il buon uso della libertà è proporzionale al grado di maturità di chi la esercita. (da Il magnifico oggi)
  • Sentirsi responsabili di questa o quella libertà – non basta per niente il solo averla – è il miglior modo di difendere la libertà stessa. (da Il magnifico oggi)
  • Con la creazione ha inizio il mondo, ma non il male: è contraddittorio che l'Essere creante, il Bene, che ama l'essere anche nel suo modo finito, possa creare il male, il negativo puro dell'essere. (da Ontologia triadica e trinitaria, L'Epos, Palermo, 1990)
  • La confusione nell'uso delle parole è caratteristica delle epoche o delle società che hanno perduto o vanno perdendo l'esercizio del pensare. (da Il magnifico oggi)
  • Una dottrina non è vera perché attuale, ma è attuale perché vera: cioè perché suscettibile di ulteriori approfondimenti e di soluzioni più comprensive, aperte ad altri approfondimenti. (da Interpretazioni rosminiane, Marzorati, Milano, 1958)
  • È dovere di ogni uomo amare se stesso e gli altri per il fatto che sono uomini come lui. Se non rispetto il mio simile e offendo la dignità della sua persona, vengo meno ad un mio dovere e ledo un suo diritto. (da Interpretazioni rosminiane)
  • Amare è promuovere l'altro perfezionando noi stessi. (da Atto ed essere)
  • La filosofia non asciuga lacrime né dispensa sorrisi, ma dice la sua parola sulla "verità" delle lacrime e dei sorrisi. (da Atto ed essere)
  • Vi sono pensatori che vivono di rendita o si ripetono, altri che crescono su se stessi; per comprenderli è necessario conoscerli in tutto il loro itinerario critico di approfondimento. Probabilmente io appartengo a questi ultimi. (da Ontologia triadica e trinitaria, L'Epos, Palermo 1990)
  • [...] il nihilismo ed il problematicismo contemporanei hanno il merito di aver dimostrato, attraverso la critica della filosofia moderna, che è impossibile fondare una verità assoluta sul pensiero umano e ad esso immanente. Questo mito, proprio del razionalismo immanentista dal Cartesio allo Hegel, è stato dissolto. (da L'interiorità oggettiva, edizioni L'Epos, Palermo, 1989, p. 24)
  • Indipendentemente dal Carlini, ma a contatto con tutte le voci della filosofia contemporanea e con i grandi maestri del pensiero da Platone allo Hegel, ha elaborato il suo spiritualismo (o «idealismo» come ama chiamarlo), Augusto Guzzo, educato alla critica d'arte (musica e pittura), e al gusto dello scrivere (il G. è veramente «letterato»), scrittore di vasta e approfondita cultura e dotato di forte acume filosofico. Piace aggiungere che la serietà e anche l'umiltà con cui G. discute i più impegnativi problemi della filosofia e in special modo della vita morale attestano, oltre che la nobiltà del pensatore, anche quella dell'uomo. (da Il secolo XX, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1947, vol. II, cap. X, p. 630)
  • Per il G. [Guzzo], il pensiero è invalicabile (dunque, idealismo), ma questo pensiero invalicabile è il pensiero qualificato: il pensiero d'un mondo: il pensiero che contiene e attesta un mondo, e dunque, un idealismo che è l'opposto di quello che fa «porre» il mondo dal pensiero. È questa la posizione del Guzzo fin da Verità e realtà, e pertanto, fin dal principio, solo fraintendendolo, si è potuto considerarlo tra i neo-hegeliani. (da Il secolo XX, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1947, vol. II, cap. X, p. 630)

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