Max Born

fisico e matematico tedesco
Medaglia del Premio Nobel
Per la fisica (1954)
Max Born nel 1954

Max Born (1882 – 1970), fisico e matematico tedesco naturalizzato statunitense, premio Nobel per la fisica.

Citazioni di Max BornModifica

  • Abbiamo due possibilità. O usiamo le onde in spazi più che tridimensionali... o rimaniamo nello spazio tridimensionale, ma rinunciamo alla semplice immagine dell'ampiezza d'onda come un'ordinaria grandezza fisica, e la rimpiazziamo con un concetto matematico completamente astratto... al quale possiamo avere accesso.[1]
  • Einstein sarebbe uno dei massimi fisici teorici di tutti i tempi anche se non avesse scritto una sola riga sulla relatività.[2]
  • [Rivolgendosi a Schrödinger nel maggio del 1927] Fin dal principio Heisenberg non ha mai condiviso la mia opinione che la sua meccanica ondulatoria sia fisicamente più significativa della nostra meccanica quantistica.[3]
  • Io prevedo che la teoria attuale verrà profondamente modificata: essa è piena di difficoltà [...]. Ma non prevedo che queste difficoltà possano essere risolte con un ritorno a concetti classici [...]; in particolare, non è possibile produrre dei parametri occulti grazie ai quali la descrizione indeterministica potrebbe divenire deterministica. [...] Non credo nella possibilità di una simile svolta. Mi rendo conto delle manchevolezze della meccanica quantistica, ma ritengo che i suoi fondamenti indeterministici saranno permanenti.[4]
  • La fisica è la natura dell'indeterminatezza e del caso, e quindi è un problema di statistica.[5]
  • [Parlando di Erwin Schrödinger subito dopo la sua morte] La sua vita privata sembrava strana alla gente borghese come noi. Tutto questo però non aveva alcuna importanza. Era un uomo adorabile, spiritoso, dal carattere forte e indipendente, gentile e generoso, e aveva una mente perfetta ed efficiente.[6]
  • L'origine ultima delle difficoltà risiede nel fatto (o nel principio filosofico) che siamo costretti a usare parole del linguaggio comune quando vogliamo descrivere un fenomeno, e non con l'analisi logica o matematica, ma con un'immagine che stuzzichi la fantasia. Il linguaggio comune è cresciuto con l'esperienza quotidiana e non potrà mai oltrepassare questi limiti. La fisica classica si è adattata all'uso di concetti di questo tipo. Analizzando i movimenti visibili ha sviluppato due modi di rappresentarli attraverso processi elementari: particelle in movimento e onde. Non esiste altro modo di fornire una descrizione per immagini del movimento, e noi dobbiamo applicarla anche alla sfera dei processi subatomici, dove la fisica classica ci viene meno.[7]
  • [Riferendosi allo spin delle particelle] [...] non bisognerebbe immaginare che nella natura della materia vi sia qualcosa che effettivamente ruoti.[8]
  • [...] se noi non possiamo mai determinare più d'una delle due proprietà (possesso di una determinata posizione e di una determinata velocità), e se quando ne determiniamo una non possiamo fare alcuna affermazione sull'altra nello stesso istante, finché dura l'esperimento, allora non siamo giustificati nel concludere che la «cosa» sotto esame possa essere effetivamente descritta come una particella nel senso comune del termine.[9]
  • W. Pauli è ora mio assistente; è straordinariamente intelligente e capace.[10]

Citazioni su Max BornModifica

  • Dio sa che non sono amico della teoria della probabilità, l'ho odiata dal primo momento in cui il nostro caro amico Max Born l'ha concepita. (Erwin Schrödinger)

NoteModifica

  1. Da Atomic Physics, Hafner, New York, 1957, p. 96; citato in Gary Zukav, La danza dei maestri Wu Li, traduzione di M. Patti, Corbaccio, Milano, 2015, p. 136. ISBN 978-88-6380-989-3
  2. Citato in Banesh Hoffmann, Albert Einstein: Creator and Rebel, Viking, New York, 1972, p. 7; citato in Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso (The Quotable Einstein), a cura di Alice Calaprice, prefazione di Freeman Dyson, traduzione di Sylvie Coyaud, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, p. 172. ISBN 88-04-47479-3
  3. Citato in Kumar, p. 208.
  4. Da Filosofia naturale della causalità e del caso, p. 138; citato in Marco De Paoli, La simmetria nascosta, Mimesis, p. 92. ISBN 978-88-5750-731-6
  5. Da Atomic Physics, Hafner, New York, 1957, p. 102; citato in Gary Zukav, La danza dei maestri Wu Li, traduzione di M. Patti, Corbaccio, Milano, 2015, p. 136. ISBN 978-88-6380-989-3
  6. Citato in Kumar, p. 199.
  7. Da Atomic Physics, Hafner, New York, 1957, p. 97; citato in Gary Zukav, La danza dei maestri Wu Li, traduzione di M. Patti, Corbaccio, Milano, 2015, p. 309. ISBN 978-88-6380-989-3
  8. Da The Restless Universe, Dover, New York, 1951, p. 206; citato in Gary Zukav, La danza dei maestri Wu Li, traduzione di M. Patti, Corbaccio, Milano, 2015, p. 250. ISBN 978-88-6380-989-3
  9. Da Atomic Physics, Hafner, New York, 1957, p. 97; citato in Gary Zukav, La danza dei maestri Wu Li, traduzione di M. Patti, Corbaccio, Milano, 2015, p. 144. ISBN 978-88-6380-989-3
  10. Da una lettera ad Albert Einstein; citato in Kumar, p. 162.

BibliografiaModifica

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