Banesh Hoffmann (1906 – 1986), fisico e matematico britannico.

Citato in Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso, p. 176

(tit. or.: The Quotable Einstein), a cura di Alice Calaprice, prefazione di Freeman Dyson, traduzione di Sylvie Coyaud, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997. ISBN 88-04-47479-3


  • L'essenza della profondità di Einstein stava nella sua semplicità; e l'essenza della sua scienza stava nel suo senso artistico, nel suo fenomenale senso della bellezza.[1]
  • Einstein, per quel sentimento di umiltà, riverenza e meraviglia e per il suo senso di unità con l'universo, va annoverato tra i grandi mistici.[2]
  • Quando diventava chiaro che ci eravamo imbattuti in un problema, Einstein si alzava tranquillamente e diceva nel suo strano inglese «I vil a little t'ink» (Ci penzerò un po'). Ciò detto, camminava su e giù o in tondo per la stanza, attorcigliando attorno a un dito una ciocca dei lunghi capelli grigi.[3]
  1. Da Albert Einstein: Creator and Rebel, Viking, New York, 1972, p. 3.
  2. Da Albert Einstein: Creator and Rebel, Viking, New York, 1972, p. 94.
  3. Citato in G.J. Whitrow, Einstein: The Man and His Achievement, Dover, New York, 1967, p. 75.

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