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Le Marche

Citazioni sulle Marche e i marchigiani.

  • Così benedetta da Dio di bellezza, di varietà, di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che sorridono... (Giosuè Carducci)
  • Le Marche hanno la fortuna di sembrare inesistenti. Cioè di non sembrare. Non le conosce nessuno, a cominciare dai marchigiani. A Milano si crede che stiano ai confini dell'Africa, a Palermo le si immagina dalle parti della Svizzera. Non sono una regione, semmai quattro province. E non sono nemmeno quattro provincie: semmai duecentocinquantasei torri comunali. Hanno una capitale? Certo: Ancona. Ma andate a chiederlo agli ascolani, ai maceratesi, ai pesaresi. Risponderanno; "Ancona capitale? E dove sta scritto?". Ogni tanto i tecnici della programmazione si mettono in testa di dividere le Marche in zone omogenee. Allora prendono una cartina e tracciano una linea: Nord e Sud. Ma non basta, ce ne vuole un'altra: Est e Ovest. Inutile, è appena l'inizio. Occorrono nuove linee, in qua, in là, sopra, sotto. Dopo un po' la cartina somiglia alla tela di un ragno impazzito. Di veramente omogeneo, nelle Marche, non c'è quasi niente. Forse soltanto il nome, che però, essendo al plurale, già allude al molteplice.[1] (Giancarlo Liuti)
  • Sotto al mite chiaror dell'alte stelle | e presso al mar sonante, | sul clivio dolce che Appennin distende, | la Marchigiana terra mia riposa. (Guglielmina Ronconi)
  • Un viaggio nelle Marche, non frettoloso, porta a vedere meraviglie. (Guido Piovene)

NoteModifica

  1. Citato in Storia delle Marche, acura di Franco Bertini, Poligrafici editoriale, Bologna, 1995, p. 12.

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