Louis Antoine de Saint-Just

rivoluzionario e politico francese (1767-1794)

Antoine Louis Léon de Richebourg de Saint-Just (1767 – 1794), rivoluzionario e politico francese.

Louis de Saint-Just

Citazioni di Louis Antoine de Saint-Just

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  • Chi fa le rivoluzioni a metà si scava la tomba.[1]
  • È facile essere rigoristi in fatto di principi quando si distrugge un governo corrotto; ma è raro che, quando assumiamo il governo noi stessi, non si ripudino ben presto quegli stessi principi per sostituirvi la nostra volontà.[2]
  • Il governo provvisorio della Francia è rivoluzionario fino alla pace.[3]
  • I popoli d'Europa sono ingannati su ciò che accade da noi. Vengono alterate le nostre dichiarazioni, ma non verranno tanto facilmente alterate le nostre energiche leggi, che penetreranno, repentine come un lampo inestinguibile, nei paesi esteri.[4]
  • La forza delle circostanze può condurci a conclusioni che prima non avevamo neppur sognato.[5]
  • Le fazioni sono il veleno più terribile dell'ordine sociale... mettono in discussione la menzogna e la verità, il vizio e la virtù, il giusto e l'ingiusto; è la forza che fa la legge.[6]
  • Le lunghe leggi sono pubbliche calamità.[7]
  • Nessuno può governare senza colpe.[8]
  • Non dovete punire soltanto i traditori, dovete punire anche gli indifferenti. Dovete punire chiunque rimane passivo davanti alla Rivoluzione e non fa nulla per essa.[9]
  • Per consolidare la Rivoluzione bisogna volgerla a beneficio di coloro che la sostengono e a danno di coloro che la combattono.[10]
  • Quel che fonda una repubblica è la totale distruzione di tutto quel che ad essa si oppose.[11]
  • Solo coloro che fanno le battaglie le vincono e soltanto coloro che sono potenti ne traggono vantaggi.[12]

Citazioni su Louis Antoine de Saint-Just

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  • Come è stato detto, c'è effettivamente qualcosa di indomabile nello spirito umano, ma non è vero, come sosteneva Henry Miller, che il cuore umano non si spezza, perché anch'esso ha il suo punto di rottura. Il cuore umano si spezza perché anch'esso ha il suo punto di rottura. Davanti allo scherno si spezzò anche il cuore di Gesù. Solo il cuore di Saint-Just solo il cuore di questo intrepido ragazzo non si è spezzato. Davanti alla morte Saint-Just dimostrò un'assolita disumana indifferenza, Gesù sul Golgota ebbe uno spasimo di paura, e si sentì il suo grido d'angoscia salire al cielo. Saint-Just, davanti alla morte, non ebbe un momento di debolezza. Passò la notte precedente l'esecuzione assistendo Robespierre, che al momento dell'arresto s'era sparato al viso, poi quando venne il momento salì le scale del patibolo come se andasse a una festa. Da dove gli veniva tanta forza? (Beppe Grillo)
  • Ei non aveva né sguardi, né orecchi, né cuore per tutto quello che gli sembrava fare ostacolo alla fondazione della repubblica universale: re, troni, sangue, donne, fanciulli, popolo, tutto quello che si trovava fra questo scopo e lui, spariva o doveva sparire. La sua passione gli aveva per così dire, pietrificate le viscere; e la sua logica aveva contratta l'impassibilità di una geometria e la brutalità di una forza materiale. (Alphonse de Lamartine)
  • Questo giovane, mutolo come un oracolo e sentenzioso come un assioma, pareva aver dispogliata ogni sensibilità umana per personificare in lui la fredda intelligenza e l'inesorabile impulso della Rivoluzione. (Alphonse de Lamartine)
  • Saint-Just, il compagno più vicino a Robespierre nel Comitato di salute pubblica, di cui era l'elemento più giovane, univa in sé, e in misura notevole, la capacità d'azione e una mente logica e fredda: sostenitore convinto del Terrore, era di una rettittudine morale pari a quella dell'Incorruttibile; ma il suo impatto sugli eventi fu di breve durata e come leader mancava di quelle qualità tattiche che Robespierre aveva e in maniera cospicua. (George Rudé)
  • Se Robespierre ha studiato a fondo Rousseau, Saint-Just ha studiato a fondo Robespierre. (Friedrich Sieburg)
  • Vi sono rivoluzionari dal basso in alto, quelli che scendono a sommuovere le passioni luride delle piazze, e di costoro io non sono. Vi sono poi i rivoluzionari dall'alto in basso, quelli che vogliono far servire l'autorità alla creazione della nazione per imporre la libertà, e di questo tipo io mi sono rivoluzionario. Io non sono con Mazzini, sono con Saint-Just. (Ferdinando Petruccelli della Gattina)
  1. Citato in Franco Fortini, Un dialogo interrotto, Bollati Boringhieri, 2003.
  2. Da Frammenti sulle Istituzioni repubblicane, traduzione di Giuliano Procacci, Einaudi, Torino, 1975, p. 198.
  3. Citato in Rudé.
  4. Citato in Friedrich Sieburg, Robespierre, traduzione dall'originale tedesco di Vittoria de Gavardo, Longanesi, Milano, 1968, p. 161.
  5. Febbraio 1794; citato in Rudé.
  6. Da Discorsi e rapporti, Editori Riuniti, Roma, 1966, p. 219; citato in Thomas R. Nevin, Simone Weil, Bollati Boringhieri, Torino, 1997, p. 364. ISBN 88-339-1056-3
  7. Da Frammenti delle Istituzioni repubblicane, Frammenti sulle Istituzioni repubblicane, traduzione di Giuliano Procacci, Einaudi, Torino, 1975, p. 193.
  8. Citato in Arthur Koestler, Buio a mezzogiorno (Darkness at noon), traduzione di Giorgio Monicelli, Oscar Mondadori, 1966.
  9. Citato in Friedrich Sieburg, Robespierre, traduzione dall'originale tedesco di Vittoria de Gavardo, Longanesi, Milano, 1968, p. 160.
  10. Citato in Friedrich Sieburg, Robespierre, traduzione dall'originale tedesco di Vittoria de Gavardo, Longanesi, Milano, 1968, p. 161.
  11. 13 marzo 1794; citato in Rudé.
  12. Frase scritta da Saint-Just nell'antivigilia della sua morte; citato in Simone Weil, Riflessioni sulla guerra (Réflexions sur la guerre, 1933), in Incontri libertari, traduzione di Maurizio Zani, Elèuthera, Milano, 2001, p. 38. ISBN 88-85060-52-8

Bibliografia

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  • George Rudé, Robespierre, traduzione di Maria Lucioni, Editori Riuniti, 1981.

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