Letteratura statunitense

letteratura degli Stati Uniti

Citazioni sulla letteratura statunitense.

  • [Nel periodo coloniale] Essa non poteva considerarsi semplice intrattenimento, fonte di piacere fine a se stesso, ma doveva servire a propagandare le verità religiose, a illustrarle, ad abbellirle, uniformandosi ai princìpi del Puritanesimo. Inconcepibile risultava, quindi, la figura dello scrittore o del letterato di professione: all'uomo di lettere spettava la sua parte di attività pratica per il progresso e il consolidamento della colonia. L'attività propriamente creativa veniva dopo e non doveva discostarsi dalle aspirazioni, dal fondamento ideologico della colonia, perché altrimenti si sarebbe risolta in inutile o dannosa frivolezza, in colpevole perdita di tempo, sostanzialmente mondana, e dunque peccaminosa. Un simile atteggiamento non va mai dimenticato quando si prende in considerazione la letteratura americana nel suo insieme, in quanto perdura e in parte si spinge fino ai nostri giorni, fatto proprio dall'America moderna uscita dall'età industriale, in cui la nozione che la cultura deve essere «utile» e contribuire al progresso del Paese persiste largamente. (Claudio Gorlier)
  • La letteratura americana non può non riflettere un'espansione territoriale che è tipica della storia americana: localizzata dapprima soprattutto a Est, nella Nuova Inghilterra puritana, essa si estende gradualmente a Ovest e a Sud, rispecchiando condizioni e situazioni locali assai diverse pur in una sostanziale unità. Infine, a partire dalla metà dell'Ottocento, la massiccia immigrazione dall'Europa reca una linfa nuova anche sul piano della cultura, perché larghi gruppi di «nuovi» americani provengono da aree di lingua e di civiltà non anglosassoni. Ecco allora delineati due punti chiave: l'unità nella diversità; la considerevole spinta dinamica che, in campo letterario, riproduce caratteristiche tipiche della società americana. (Claudio Gorlier)

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