La leggenda del re pescatore

film del 1991 diretto da Terry Gilliam

La leggenda del re pescatore

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Titolo originale

The Fisher King

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1991
Genere drammatico
Regia Terry Gilliam
Sceneggiatura Richard LaGravenese
Produttore Debra Hill, Lynda Obst
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

La leggenda del re pescatore, film statunitense del 1991 di Terry Gilliam con Robin Williams.

  • Pensare è molto importante. Ci distingue dalle lenticchie e da quelli che leggono libri come La Canzone dell'Amore. (Jack Lucas)
  • Se vuoi farmi male fammelo subito, sempre meglio di un dolore prolungato, che mi ruba mesi di vita, solo perché tu non hai palle. (Anne)
  • "Amor vincit omnia". È latino, significa "l'amore vince tutto". Ma non parlo di noi, non ti preoccupare, vale per tutti gli altri. (Anne)
  • Due persone possono stare a una festa insieme sedute accanto e non incontrarsi mai, mentre altre due persone possono trovarsi ai due capi del mondo e niente potrebbe tenerle separate. (Anne)
  • Be', paga così non deve guardare. (Barbone a Jack parlando di un passante che gli ha tirato una moneta senza guardarlo)
  • Non dica così, non c'è spazzatura nel sentimento! Il sentimento è immaginazione, è passione, è bellezza. E poi... si trovano cose bellissime nella spazzatura. (Parry a Lydia)
  • [A Parry, in coma dopo l'aggressione da parte dei teppisti] Come va? Ti trovo bene. Ti sveglieresti un po' per me? Non ti dai per vinto, eh? Tu speri sempre di farmi fare quella follia, vero? Scordatelo, tanto non ce la fai. Io non mi sento responsabile con te o chiunque altro. Capita a tutti di avere guai più o meno grossi. Io... mica sono Dio. Non decido io chi deve sopravvivere. E di' qualcosa! Sta andando tutto bene, davvero. Avrò un mio talk show, con un contratto incredibile, aggiungerei. Ho una ragazza incredibilmente bella e arrapante e sto facendo una vita incredibilmente piacevole. È inutile che te ne stai lì a crogiolarti nel tuo coma, a credere che io voglia lasciare tutto perché mi sento responsabile verso di te. Io non sono responsabile! Io non mi sento in colpa. Tu hai la vita facile. Io combatto ogni giorno, ogni fottuto giorno per riuscire a capire che cavolo sto facendo. Be', in qualsiasi cosa io faccia sento che non ho niente... per cui non ti compatisco. È facile essere matto! Prova a essere me. E quindi non lo farò. Non ci credo in queste stronzate. E non mi raccontare quella storia che sono... l'eletto. Non c'è niente, niente di speciale in me. Lo controllo io il mio destino, non un... un branco di folletti rubicondi e grassottelli! Lo decido io cosa voglio fare e non intendo rischiare la mia vita per cercare un fottuto calice per un fottuto vegetale come te. Figlio di puttana! Ma che cazzo posso fare... che cazzo dovrei fare... che cazzo dovrei fare? Il calice... ok, d'accordo, ammesso e non concesso che io decida di prenderlo... ok? Se lo faccio... devi sapere che non lo faccio perché sento di doverlo fare o perché mi sento maledetto o colpevole o responsabile... se io lo faccio... cazzo! [piangendo] Se io lo faccio, e comunque se, è perché-perché mi va di farlo... per te. Tutto qui. Per te. Non te ne andare. (Jack Lucas)

Dialoghi

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  • Parry: Jack, scusami se mi prendo la libertà, ma... tu non sembri per niente un cuorcontento. La conosci la storia del Re Pescatore?
    Jack Lucas: No.
    Parry: Comincia col re da ragazzo, che doveva passare la notte nella foresta per dimostrare il suo coraggio e diventare re, e mentre passa la notte da solo è visitato da una visione sacra: nel fuoco del bivacco gli appare il Santo Graal, simbolo della grazia divina, e una voce dice al ragazzo: "Tu custodirai il Graal onde possa guarire i cuori degli uomini!". Ma il ragazzo accecato dalla visione di una vita piena di potere, di gloria, di bellezza, in uno stato di completo stupore, si sentì per un attimo non un ragazzo, ma onnipotente come Dio, allungò la mano per prendere il Graal e il Graal svanì, lasciandogli la mano tremendamente ustionata dal fuoco. E mentre il ragazzo cresceva, la ferita si approfondiva, finché un giorno la vita per lui non ebbe più scopo, non aveva più fede in nessuno, neanche in sé stesso, non poteva amare né sentirsi amato, era ammalato di troppa esperienza, e cominciò a morire. Un giorno un giullare entrò al castello e trovò il re da solo, ed essendo un semplice di spirito egli non vide il re, vide soltanto un uomo solo e sofferente, e chiese al re: "Che ti addolora amico?" e il re gli rispose: "Ho sete e vorrei un po' d'acqua per rinfrescarmi la gola". Allora il giullare prese una tazza che era accanto al letto, la riempì d'acqua e la porse al re, ed il re cominciando a bere si rese conto che la piaga si era rimarginata. Si guardò le mani e vide che c'era il Santo Graal, quello che aveva cercato per tutta la vita. Si volse al giullare e chiese stupito: "Come hai potuto tu trovare ciò che i miei valorosi cavalieri mai hanno trovato?" e il giullare rispose: "Io non lo so, sapevo solo che avevi sete".
  • Anne: Credi che la tua compagnia sia stata una favola? I tuoi umori, le tue depressioni, i tuoi problemi.. Credi che per me sia stato un divertimento?
    Jack Lucas: Ma allora perché ci tieni a restare con me?
    Anne: Perché io ti amo, brutto stronzo che non sei altro!
  • Lydia: Non sei tenuto a dirlo.
    Parry: Non dico mai quello che sono tenuto a dire.
    Lydia: No, dicevo: non sei mica tenuto a dirmi cose carine. È un po' all'antica in vista di quello che stiamo per fare.
    Parry: E cos'è che stiamo per fare?
    Lydia: Tu mi accompagni a casa.
    Parry: Mmm.
    Lydia: Credo che tu mi trovi un po' attraente.
    Parry: Si.
    Lydia: E... magari vorrai salire a prendere un caffè.
    Parry: Io non prendo caffè.
    Lydia: E forse berremmo qualcosa, parleremo, arriveremo a conoscerci... un po' meglio. Ci metteremo comodi e poi tu... passerai la notte da me e domattina ti sveglierai e sarai distaccato e non vorrai nemmeno restare per la colazione. Forse soltanto per un caffè.
    Parry: Io non prendo mai il caffè.
    Lydia: E poi ci scambieremo i numeri di telefono e tu te ne andrai... e non telefonerai più. Io andrò al lavoro e mi sentirò molto bene per la prima ora e poi, lentamente, comincerò a sentirmi diventare una cacca. Io mica lo so perché mi espongo a tutto questo. È stato un piacere conoscerti... 'notte.
    Parry: 'notte. Hei, scusami ! Aspetta, sen... aspetta ! Scusa, senti, aspetta, dove, scusa. Ti prego aspetta aspetta.
    Lydia: No guarda, io non mi sento molto bene.
    Parry: E lo credo ! Ci siamo conosciuti, amati e lasciati ed è successo tutto nel giro di 30 secondi... e non ho avuto neanche il primo bacio! Che poi è la parte migliore.
    Lydia: Senti. È stata una bellissima cosa anche per me.
    Parry: Altrettanto.
    Lydia: È stata una cosa meravigliosa.
    Parry: Ma secondo me sarebbe ora che tu stessi zitta. Sta zitta. Ti prego.
    Lydia: Si.
    Parry: Io non voglio venire a casa tua. Non ne ho mai avuto intenzione.
    Lydia: Oh, lo sapevo. Non mi desideri.
    Parry: No, io ti desidero... il mio desiderio è così grande che sembra la Florida. Ma non voglio una cosa di una notte. Io ho una confessione da farti.
    Lydia: Ah, sei sposato?
    Parry: No.
    Lydia: Sei divorziato?
    Parry: No.
    Lydia: Hai... hai una malattia?
    Parry: No! Ti prego: basta. Io mi sono innamorato di te.
    Lydia: Oh!
    Parry: Ssshhhh! E non solo da questa sera. Io ti conosco da un sacco di tempo. Io so che esci da lavoro tutti i giorni a mezzogiorno e che entri in agitazione per uscire dalla porta girevole ma poi ti spingono dentro e 3 secondi dopo scappi fuori. E poi io ti seguo quando vai a pranzo e so che per te è una buona giornata se compri un giornaletto rosa da quel giornalaio. E so cosa ordini, e so che ogni mercoledì vai dal parrucchiere e che... che ti compri uno di quegli spaccagengive prima di andare al lavoro. E so che odi il tuo lavoro e che non hai molti amici. E che a volte ti senti un po' scombinata e non ti senti euforica come tutti gli altri perché... ti senti sola e... e io ti amo.
    Io ti amo e secondo me tu sei la più bella invenzione dopo il profiterole. E credo che mi verranno le convulsioni se non potessi avere quel primo bacio. E non sarò mai e poi mai distaccato e tornerò da te domattina e ti telefonerò se me lo permetterai.
    Ma continuo a non bere caffè.
    Lydia: Tu sei vero.
    Parry: Si.
    Lydia: Proprio vero.
    [Bacio]
    Lydia: Eh... ho sbagliato porta. Puoi telefonarmi.
    [Lei rientra a casa]
    Parry: Non mi ha dato il suo numero... ehehehe!
    Cavaliere Rosso: [Appare]
    Parry: No, ti prego. Questo lasciamelo. Devi lasciarmelo... [Urlo].

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