La corazzata Potëmkin

film del 1925 diretto da Sergej Mikhajlovič Ėjzenštejn

La corazzata Potëmkin

Immagine Vintage Potemkin.jpg.
Titolo originale

Бронено́сец «Потёмкин»
Bronenosec Potëmkin

Lingua originale russo
Paese Unione Sovietica
Anno 1925
Genere drammatico, storico
Regia Sergej Michajlovič Ejzenštejn
Soggetto Nina Agadžanova-Šutko
Sceneggiatura Sergej Michajlovič Ejzenštejn
Produttore Yakov Bliokh
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La corazzata Potëmkin, film sovietico del 1925 di Sergej Michajlovič Ejzenštejn.

Rivoluzione significa guerra. Questa è l'unica legittima, ragionevole vera grande guerra di tutte le guerre che la storia ha conosciuto. In Russia questa guerra è stata appena dichiarata ed è appena cominciata. (Lenin, 1905)

«Революция есть война. Это единственная, законная, правомерная, справедливая, действительно великая войпа из всех войн, какие знает история... в России эта война объявлена и начата.» (Ленин, 1905 i.) (didascalia)

  Citazioni in ordine temporale.    se puoi, verifica le traduzioni dal russo

Atto I: Uomini e vermi

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  • Noi, i marinai della Corazzata Potëmkin, dobbiamo supportare gli operai, nostri fratelli, stando nelle prime file della rivoluzione! (Matyushenko, didascalia)
Мы, матросы «Потёмкина», должны поддержать рабочих, наших братьев, и стать в первые ряды революции!
  • Dacci oggi il nostro pane quotidiano. (scritta su un piatto) [lanciato a terra da un membro dell'equipaggio]
Хлеб наш насущный дай нам на сей день

Atto II: Dramma sul ponte

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  • Fratelli! A chi state sparando?! (Vakulinčuk, didascalia) [rivolto ai fucilieri]
братья! в кого стреляешь?!
  • [Al prete, che prova a bloccarlo] Togliti di torno, stregone! (Vakulinčuk, didascalia) [ultime parole]
  • E colui che fu il primo a levare il grido di rivolta fu il primo a cadere nelle mani del giustiziere. (didascalia)
и тот, кто первым поднял клич восстания-первым же от руки палауа.

Atto III: Il morto chiama

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  • Morto per un cucchiaio di boršč. (scritta lasciata sul cadavere di Vakulinčuk)
из-за ложки борща
  • Tutti per uno![1] (la folla di Odessa, didascalia) [in coro, davanti al corpo di Vakulinčuk]
все за одното
  • Abbasso i macellai! (uomo di Odessa, didascalia)
Долой палачей
  • Abbasso l'autorità! (donna di Odessa, didascalia)
Долой самодержавие
  • Madri e fratelli! Che non ci siano distinzioni o inimicizie tra noi!
матери и братья! пусть не будет различия и вражды между нами
  • Spalla a spalla! Questa terra è nostra! Il domani è nostro! (la folla di Odessa, didascalia) [in coro]
плечом к плечу! земля-нам! завтрашний день – нам!

Atto IV: La scalinata di Odessa

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«Ascoltate! Non sparate! Mio figlio è ferito gravemente!» (la madre)
  • Ascoltate! Non sparate! Mio figlio è ferito gravemente! (la madre, didascalia) [ultime parole prima che i soldati cosacchi dello zar la fucilino]
слышите! Не стреляйте! моему мальчику очень плохо!

Atto V: Una contro tutte

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  • Fratelli! (i marinai, didascalia)
братья!

Citazioni su La corazzata Potëmkin

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  • – Ed ora, come sempre, vi invito ad esprimere il vostro giudizio estetico.
    – È un grande!
    – Chiedo la parola!
    – Ma è un capolavoro!
    – L'occhio della madre! La carrozzella col bambino!
    – Lei, Filini?
    – Quando vedo quei dettagli con gli stivali io vado in estasi!
    – Dica!
    – Questa sera il montaggio analogico mi ha completamente sconvolto! (Il secondo tragico Fantozzi)
  • [Al produttore Harry Rapf] Guardalo nello stesso modo in cui un gruppo di artisti potrebbe osservare e studiare un Rubens o un Raffaello. (David O. Selznick)
  • La corazzata Potëmkin è proprio un brutto film, dove il conformismo con cui sono visti i personaggi rivoluzionari è quello della più faziosa propaganda, ma senza il gusto formale dell'«affiche» (in questo, allora, era veramente grande Dziga Vertov). I marinai della Potëmkin sono persone senza anima, senza corpo, senza sesso, che si muovono come burattini «positivi». Non basta aver ragione ed essere eroi per essere vivi. (Pier Paolo Pasolini)
  • La sequenza della scalinata è giustamente famosa per la maestria drammatica dell'organizzazione del visibile e della tensione emotiva, realizzata grazie a straordinarie tecniche di montaggio e di ripresa. [...] Coordina punti di ripresa diversi, dettagli di grande forza visiva, gesti di differente intensità drammatica e piani diversi delle immagini per costruire un'esplosione di pathos che non può lasciare indifferente le spettatore. La rappresentazione della repressione dei cosacchi è trasformata in un vettore di pathos crescente, orchestrato attraverso un insieme di conflitti grafici e spaziali, di accensioni violente, di immagini forti di sangue, di ferite, di dolore e di morte. Queste immagini sono montate in contrappunto visivo con le inquadrature degli stivali, dei fucili e dei repressori stessi, che Ėjzenštejn distribuisce, scandendo il ritmo ossessivo e minaccioso della violenza poliziesca. Le inquadrature sono poi caratterizzate dall'estrema brevità, dal crescendo progressivo del ritmo, dalla intensificazione dei contrasti sino a produrre una vera esplosione visivo-dinamica emozionale. (Paolo Bertetto)
  • [Domanda: Ma davvero "La corazzata Potëmkin" è un film tanto brutto?] Non è il film in sé, quanto il fatto che non si potesse dire niente contro il diktat culturale del partito. Quando dissi quella frase, attaccai proprio quel mondo. Per la prima volta da sinistra si levava una voce contro la santificazione di certi miti. [...] Quando andai a presentare Fantozzi in Unione Sovietica [...] Io mi alzai e ripetei la frase del film. E appena dissi che la "Corazzata" era una boiata, si scatenò un inferno. Esplose l'entusiasmo. La gente scattò in piedi, mi applaudì per decine di minuti. Fu uno dei momenti più belli della mia carriera. (Paolo Villaggio)
  • – Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!
    – Bravo! Bravo!
    – Novantadue minuti di applausi! (Il secondo tragico Fantozzi)
  • Quando cominciai ad andare alla New York University, il primo giorno ci mostrarono la sequenza delle gradinate di Odessa da La corazzata Potëmkin, e io pensai: «oh, questa è l'ultima volta che vengo a questa lezione». (John Waters)

Frasi promozionali

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  • Un film di Eisenstein è come un grido![2]
  1. Frase ripetuta anche dai marinai nel quinto atto.
  2. Dalla locandina in italiano. Cfr. Foto Locandina La corazzata Potëmkin, FilmTV.it

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