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La collina dei conigli

film di animazione del 1978 diretto da Martin Rosen

La collina dei conigli

Immagine Downland, Kingsclere - geograph.org.uk - 910905.jpg.
Titolo originale

Watership Down

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 1978
Genere animazione, drammatico, avventura
Regia Martin Rosen
Soggetto Richard Adams
Sceneggiatura Richard Adams, Martin Rosen
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La collina dei conigli, film britannico del 1978 con John Hurt e Michael Graham Fox, regia di Michael Rosen.

IncipitModifica

Tanto, tanto tempo fa il grande Frits creò l'universo. Mise in cielo le stelle, e in mezzo al firmamento mise il mondo. Poi, il Grande Frits creò tutti gli animali della terra e gli uccelli dell'aria, e gli fece di principio tutti uguali. Fra gli animali allora c'era Elil-hrair-rah, il principe dei conigli. Egli aveva molti amici, e insieme pascolavano l'erbetta. Ma con l'andar del tempo, i conigli si misero a vagare e pascolare dappertutto, e si moltiplicavano via a via. Allora, il Grande Frits disse a Elil-hrair-rah:
«Principe Coniglio, se non sei buono tu a tenere buono i tuoi, dovrò cercare io la maniera di farli rigare dritto.»
Elil-hrair-rah non volle dargli retta, e ansi gli rispose: «Il mio popolo è il popolo più forte che ci sia al mondo.»
Tanta arroganza mandò in collera il Grande Frits, che decise di fargliela pagare. Allora promise un regalo a ciascun animale per rendere ogni uno di loro diverso dagli altri. Venne dunque a lui la volpe, vennero il cane e il gatto, venne il falco, venne la faina, e a ciascuno il Grande Frits donò un feroce desiderio di cacciare e divorare i figli di Elil-hrair-rah. Elil-hrair-rah si rese conto allora che il Grande Frits era troppo furbo, e ne ebbe paura. Non aveva mai visto finora il Coniglio Nero della Morte.
«Amico mio,» disse il Grande Frits,
«Non hai visto per caso Elil-hrair-rah il principe dei conigli? Vorrei fargli un regalo.»
«No, io non l'ho visto.»
Allora il Grande Frits disse:
«Vieni fuori che benedico te al posto suo.»
«Non posso, io ho da scavare. La volpe e la faina saranno qui a momenti. Se vuoi proprio benedirmi, benedicimi il sedere.»
«E va bene. Così sia!»
Detto fatto, la coda di Elil-hrair-rah divenne d'un bianco così lucente che sembrava una stella, e le zampe di dietro gli crebbero lunghe e potenti. Si che, egli si diede a scappare per i monti, più veloce di qualsiasi altro animale della terra.
«Tutto il mondo sarà il tuo nemico, o principe dai mille nemici, e come ti prenderanno ti uccideranno. Però prima dovranno prenderti, e tu hai buone zampe e buone orecchie e sopratutto rapidi riflessi. Perciò sia astuto, inventa trucchi e stratagemmi, e il tuo popolo mai sarà distrutto, mai sarà sterminato.» (Narratore)

FrasiModifica

  • Là, guarda quel prato! Sembra coperto di sangue. (Quintilio)
  • Quello che a noi occorre è la dignità, e sopra tutto saper accettare il proprio destino. (Primula Gialla)
  • Dove te ne vai, ruscello? Te che vai lontano lontano? | Portami via con te, ruscello, nel tuo misterioso viaggio. | O grande Frits, nostro Signore, portami via lontano nel cuore della luce e nel silenzio. | Ti do la mia vita in cambio del silenzio. (Primula Gialla)
  • Gattaccio dannato, me saltare addosso! Gatto de fattoria. (Keehar)
  • Lascia andare! Andare via! Ala non buona, ma io potere camminare. [Cade] Molto lontano? (Keehar)
  • Voi stupiti conigli! Non avere mogli! Dov'essere figli? Dov'essere madri? (Keehar)
  • Il Coniglio Nero della Morte compie la volontà del Grande Frits, ma lui non fa altro che il proprio dovere. (Mirtillo)
  • Ce la fai a scappare sì o no? Mi sa tanto di no. Scommetto che non sei buono a correre, eh? (Gatto)
  • Il corpo del Generale Vulneraria non fu mai ritrovato. Può anche darsi che egli viva ancora, selvatico e feroce da qualche altra parte. Da quel giorno in poi però, le mamme coniglie avrebbero detto ai loro cuccioli disobbedienti che se non facevano i bravi sarebbe venuto il Generale a portarli via. Questo fu il monumento a Vulneraria, e forse a lui non sarebbe dispiaciuto. (Narratore)

DialoghiModifica

  • Moscardo: È tutto tranquillo. Vieni, Quintilio.
    Quintilio: Eppure c'è un non so che di strano qui intorno.
    Moscardo: Senti un pericolo?
    Quintilio: No, non esattamente. È come, non saprei, qualcosa di opprimente come l'afa.
  • Parruccone: Da dov'è che vieni?
    Keehar: Da krande, krande aqva. Mio nido ficino a krande aqva, krande aqva. Krandi onde. Enormi onde! Io Keehar... Keehar.
  • Moscardo: Ce l'hai trovata qualche coniglia?
    Keehar: Da Efrafa.
    Moscardo: Puoi guidarci fin là?
    Keehar: Molte coniglie, ma anche molti conigli.
    Pungitopo: Ne buscheremo anche da una sola pattuglia.
    Parrucchone: Che intendi dire?
    Pungitopo: Li vedi questi segni? Ce gli hanno fatti loro. È un marchio di riconoscimento che stabilisce il turno del pascolo.
    Parruccone: Perché? In Efrafa non si può pascolare quando vuoi?
    Pungitopo: Anche lì c'è l'Ausla. Il loro capo si chiama Vulneraria, Generale Vulneraria. Neanche tu, Parruccone, gli terresti testa, credo. Sotto di lui ci sono i capitani. Ogni capitano comanda un pattuglione. Se uno esce a pascolare fuori dal turno assegnato lo portano davanti al gran consiglio per punirlo.
    Parruccone: Qualcuno riuscirà pure a scappare.
    Pungitopo: Ne presero uno che tentava di scappare mentre io ero la. Si chiamava Nerigno. Quando ebbero finito con lui, aveva le orecchie a brandelli, tutte e due, peggio di questa mia. Gli e andata bene che non ci e rimesso la pelle.
  • Garofano: Generale! Quel nuovo ufficiale è scappato.
    Generale Vulneraria: Parruccone?
    Garofano: Sì. Ha ferito Cerfoglio, poi è scappato con un gruppo di dissidenti.
    Generale Vulneraria: Perdonami Grande Frits, io gli cavo gli occhi. Lo voglio vivo o morto!
  • Generale Vulneraria: Parruccone! Brutto traditore. Garofano, riporta tutti questi miserabili alle loro tane. Quanto a te, ti faccio fuori con le mie zampe. Non ti riporto indietro vivo.
    Parruccone: Fatti sotto allora, dittatore dal cervello bacato!
  • Moscardo: Non dovremo combattere tra noi conigli, abbiamo già abbastanza nemici. Meglio metterci insieme, e d'accordo creiamo una unica conigliera libera e indipendente.
    Generale Vulneraria: Che sciocchezza! Non ho tempo da perdere.
    Garofano: Devo ucciderlo, capo?
    Generale Vulneraria: No. Andrà a riferire le mie condizioni. Dirai al tuo capo Parruccone che se lui e Kaisentlaia e tutte le altre non saranno d'aspettarmi quando verrò a prenderle, vi sgozzerò tutti dal primo all'ultimo.
  • Moscardo: O Grande Frits, lo so che hai fatto tanto per noi, e mi dispiace dover chiederti altro, ma il mio popolo corre grave pericolo questo momento. Quindi vorrei fare un patto con te; la mia vita in cambio della loro.
    Grande Frits: Non passa giorno ne passa notte senza che la coniglia non tolga la sua vita in cambio di quella dei suoi cuccioli, o che un eroico capitano dell'Ausla non si mori per il suo capo. Ma patti no, patti non se ne fanno. Quello che dev'essere sarà.
  • Garofano [Vede il cane nella distanza]: Un cane! Scappiamo. Si salvi chi può.
    Generale Vulneraria [Spuntando dopo che il cane ha ucciso numerosi Efrafani]: Dove andate? Tornate indietro, sciocchi! Vigliacchi! Tornate qui a combattere! Avete paura di un cane?! [Il cane lo nota e si scontrano]
  • Coniglio Nero della Morte: Mi conosci, vero?
    Moscardo: Io? No... [Si rende conto dell'identità dell'apparizione] Sì, mio signore. Ti conosco.
    Coniglio Nero della Morte: Vengo a chiederti se vuoi entrare a far parte della mia Ausla. Noi saremmo felici di averti, e so che piacerebbe anche a te. Da un po ti senti molto stanco, vero? Se sei pronto possiamo anche andare subito. No, non preoccuparti per loro. Se la caveranno, sai? Loro e tanti migliaia come loro. Se tu vieni con me, ti mostrerò quello che intendo dire.

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