Jeanne Calment

supercentenaria francese, decana dell'umanità

Jeanne Louise Calment (1875 – 1997), ultracentenaria francese.

Jeanne Calment sul sagrato della Cattedrale di Arles quando aveva circa vent'anni.

Citazioni su Jeanne CalmentModifica

Aldo CazzulloModifica

  • Ancora oggi, alla voce Jeanne Calment, Wikipedia parla della «donna più vecchia del mondo», senza fare cenno all'inchiesta dei russi e ai dubbi che ha sollevato in tutto il mondo. Forse perché in gioco non c'è soltanto l'orgoglio sciovinista francese, ma il sogno dell'umanità di vivere in eterno, o comunque senza un limite prestabilito. Insomma: non sporchiamo questa bella storia con la verità.
  • Fatta questa constatazione, i russi guastafeste e dissacratori si sono messi a indagare. Jeanne Calment aveva perso solo due centimetri di statura: impossibile. Le immagini televisive la mostrano mentre si alza da sola dalla sedia: impossibile (qualche volta, del resto, fatichiamo ad alzarci pure noi cinquantenni). La pelle del suo volto era grinzosa, ma non quanto avrebbe dovuto se l'età dichiarata fosse stata autentica. Altri dettagli non tornavano. L'archivio di Jeanne, con i suoi documenti, è stato distrutto. E il certificato di morte della figlia Yvonne, ufficialmente uccisa dalla pleurite nel 1934, non si trova. Da qui l'ipotesi: di pleurite sarebbe morta in realtà la vera Jeanne Calment; e la figlia avrebbe preso il suo posto, per non pagare le esose tasse di successione. Yvonne Calment sarebbe quindi morta a 99 anni: un'età ragguardevole; ma non certo un record.
  • Nata nel 1875, era già moglie ai tempi del caso Dreyfus, mamma quando il generale De Gaulle andava alle elementari, nonna prima della crisi del 1929. Lei palesemente ci aveva preso gusto, si era calata nella parte: raccontava di essere stata ai funerali di Victor Hugo, di aver conosciuto Van Gogh – «sporco e malaticcio» –, di aver ballato con Joséphine Baker. Le furono tributati funerali solenni. Il presidente della Repubblica, che era allora Jacques Chirac, ebbe parole affrante per la «nonna della patria».

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