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Dorothy Jane Roberts (1929 – 1984), scrittrice, poetessa e medium americana.

Le comunicazioni di SethModifica

IncipitModifica

Questo libro è stato scritto da una personalità chiamata Seth, che si autodefinisce una "essenza energetica di personalità" non più incentrata in una forma fisica. Attraverso di me essa ha parlato ormai da più di sette anni, durante sedute tenute due volte alla settimana.

CitazioniModifica

  • Prima di tutto, io sono un insegnante, ma non sono stato un uomo di lettere. Sono esclusivamente una personalità con un messaggio da dare: siete voi a creare il mondo che conoscete. Vi è stato dato quello che forse è il dono più terrificante di tutti: la capacità di proiettare i vostri pensieri all'esterno in forma fisica. (pp. 26-27)
  • La maggior parte dei miei lettori ha familiarità con il termine "muscoli intorpiditi". Come razza, invece, siete cresciuti con l'"Io intorpidito", siete stati tenuti in una rigidità spirituale, con le porzioni intuitive del sé negate o distorte fino a divenire irriconoscibili. (p. 27)
  • Non pensereste mai di identificarvi solo con una parte del vostro corpo ignorando le altre parti, eppure state facendo proprio questo [N.d.A. sorride] quando immaginate che sia solo il sé ad avere l'esclusiva della vostra identità. (p. 28)
  • Non siete un ramo dimenticato della materia fisica, né la vostra coscienza dovrà svanire come una nube di fumo. Invece, siete voi a formare il corpo fisico che conoscete, a livello inconscio profondo, con grande discernimento, miracolosa precisione e intima conoscenza inconsapevole di ogni minuscola cellula che lo compone. E non sto parlando in senso simbolico. (p. 28)
  • C'è comunque una porzione di voi, l'identità più profonda, che forma sia l'Io interiore che l'Io esterno e che ha deciso che siate un essere fisico in questo spazio e in questo tempo. Questo è il nucleo della vostra identità, il seme psichico dal quale siete nati, la personalità multidimensionale di cui siete parte. (p. 29)
  • Non esiste niente – rocce, minerali, piante animali o aria – che non sia compenetrato da in suo specifico tipo di coscienza. Perciò vi trovate in una continua agitazione vitale, un campo di energia cosciente, e siete voi stessi composti fisicamente di cellule coscienti che portano in se stesse la realizzazione della propria identità, che cooperano volentieri per formare la struttura corporea che è il vostro corpo fisico. (p. 30)
  • Lo spazio, così come lo percepite, semplicemente non esiste. L'illusione dello spazio è prodotta non solo dai vostri meccanismi percettivi fisici, ma anche dagli schemi mentali che avete accettato. (p. 51)
  • I vostri scienziati stanno finalmente imparando una cosa che i filosofi sapevano da secoli, cioè che la mente può influenzare la materia. Ma ancora devono scoprire il fatto che la mente crea e forma la materia. (p. 55)
  • Se ci sono punti nei quali la vostra coscienza sembra eludervi o sfuggirvi, o dove pare finire, allora questi sono i punti dove avete eretto le barriere psicologiche e fisiche e sono proprio quelle aree che dovreste esplorare. Altrimenti avrete la sensazione che la vostra coscienza sia chiusa nel cranio, immobile e costretta, ed ogni perduto pensiero o ricordo sembra, almeno simbolicamente, come una piccola morte. E non dev'essere così. (p. 58)
  • Non appena leggerete le parole su questa pagina vi renderete conto che l'informazione che state ricevendo non è una proprietà delle lettere delle parole stesse. Il segno stampato non contiene informazione: esso trasmette informazione. Dov'è l'informazione che viene trasmessa, allora, se non si trova sulla pagina? [...] Allora, analogamente, vi dico che anche gli oggetti sono simboli di una realtà il cui significato gli oggetti trasmettono, come accade con le lettere. La vera informazione non si trova negli oggetti più di quanto l'idea si trovi nelle lettere o nelle parole. Le parole sono sistemi di espressione. Altrettanto sono gli oggetti fisici in un diverso tipo di ambiente. (p. 71)
  • La coscienza non può mai essere un sistema chiuso, e tutte le barriere di tal natura sono illusioni. L'anima stessa, perciò, non è un sistema chiuso. Quando la considerate, tuttavia, la pensate in genere in tali termini, una immutabile, psichica o spirituale fortezza. Ma le fortezze non tengono soltanto fuori gli invasori: impediscono anche l'espansione e lo sviluppo. (p. 84)
  • L'anima percepisce direttamente ogni esperienza. La maggior parte delle esperienze delle quali siete consapevoli giunge chiusa in una confezione fisica e voi scambiate la confezione per l'esperienza stessa e non pensate a guardarci dentro. (p. 87)
  • Per molti aspetti mentre siete svegli siete ben più addormentati che nel cosiddetto stato inconscio notturno. Allora realizzate meglio qual è la vostra realtà e siete liberi di usare doti che di giorno ignorate o negate. (pp. 97-98)
  • L'efficacia del sonno si attenua e si inverte dopo un periodo di 6-8 ore di inattività fisica. (p. 104)
  • La coscienza non si ristora con il sonno: è invece soltanto rivolta in un'altra direzione. La coscienza dunque non dorme, in quei termini, e benché possa essere spenta non si comporta come la luce.
    Spegnerla non la estingue nello stesso modo della luce, che scompare quando si spegne l'interruttore. Proseguendo in questa analogia, se la coscienza fosse come una luce che vi raggiunge, anche quando la spegneste ci sarebbe una sorta di penombra, e non di buio completo. (p. 111)
  • Il simbolo è realtà. (p. 123)
  • [Gli individui troppo legati alla realtà fisica e non spirituale] Sono simili a un cane che vuole l'osso. (p. 129)
  • Dopo la morte non si impiega tempo per attraversare lo spazio. Lo spazio non esiste in termini di distanza. Questa è un'illusione. Ci sono delle barriere, però sono delle barriere mentali o psichiche. (p. 130)
  • Come avete memoria della vostra vita di veglia e mantenete un'estesa quota di questa memoria per gli avvenimenti fisici quotidiani, e come questa fonte di ricordi vi fornisce un senso di continuità quotidiana, altrettanto il vostro sé addormentato ha un corpo di ricordi ugualmente ampio. Come c'è continuità per la vostra vita quotidiana così ce n'è per la vostra vita di sogno. (p. 133)
  • Negativa è una teologia sistematizzata degli opposti. Se credete ad esempio che il bene deve venir bilanciato dal male, vi legate allora ad un sistema di realtà estremamente limitante, che contiene in se stesso i semi di un tormento.
    In un simile sistema anche il bene diventa sospetto, perché si considera che venga seguito da altrettanto male. Dio/diavolo, angeli/demoni, il baratro che separa essere animali e angeli, tutte queste distorsioni sono ostacoli. Nel vostro sistema di realtà voi avete stabilito dei grandi contrasti e fattori di contrapposizione. Essi operano come assunti fondamentali entro la vostra realtà.
    Sono estremamente superficiali, e in gran parte il risultato di doti intellettuali male adoperate. Il solo intelletto non può comprendere ciò che le intuizioni conoscono con maggior sicurezza. (p. 155)
  • Può oltraggiare il vostro intelletto e l'evidenza dei vostri sensi fisici può anche strepirare che è falso, ma credere nel bene senza credere nel male è in verità molto più realistico, perché nella vita fisica ciò può mantenere meglio in salute il vostro corpo, tenervi psicologicamente liberi da molte paure e difficoltà mentali e condurvi ad uno stato d'animo di serenità e spontaneità nel quale si può meglio realizzare lo sviluppo delle vostre doti. (p. 156)
  • Chi odia un male semplicemente ne crea un altro. (p. 164)
  • Se nella vostra mente vi formate una colpa, allora questa è per voi reale e dovete impegnarvi a risolverla. Ma molti di voi creano colpe senza un reale motivo e vi gravate di questi pesi senza ragione. (p. 164)
  • Qualcuno assai ben noto che ha fondato una Chiesa – o se volete una civiltà – ha detto una volta: "Se vi offendono offrire l'altra guancia".[1] Andrebbe però compreso il significato originario di questa affermazione. Dovreste offrire l'altra guancia perché vi rendete conto che in sostanza l'attaccante si sta rivolgendo contro se stesso. (p. 164)
  • Se guardate attorno a voi, ai vostri congiunti, amici, conoscenti e colleghi di lavoro vedete anche che tipo di persone siete, perché siete attirati da loro tanto quanto essi lo sono da voi, per somiglianze fondamentali interiori. (pp. 164-165)
  • Una generazione che odia la guerra non può attuare la pace. Lo potrà una generazione che ama la pace. (p. 166)
  • In ogni vita dovete esplorare l'ambiente esteriore per imparare qual è la vostra condizione interiore. L'esterno è un riflesso dell'interno. (p. 170)
  • Il vero inconscio non è inconscio. È invece tanto profondamente e indicibilmente cosciente da traboccare. La vita che conoscete è solo una delle tante aree nelle quali è conscio. In ogni aspetto della sua coscienza, si deve mantenere una tremenda forza ed equilibrio per conservare questa particolare esperienza di coscienza sopra tutte le altre. (p. 180)
  • La storia a voi nota rappresenta soltanto una singola luce sulla quale vi focalizzate. Interpretate soltanto gli eventi che vedete in essa e proiettate sulla sua luminosità la vostra interpretazione degli eventi che possono accadere. La vostra concentrazione è tanto fissa che vi meravigliate della natura della realtà e automaticamente confinate il vostro interesse a quel piccolo barlume che chiamate realtà fisica. Quando riflettere sugli aspetti di Dio, senza accorgervene parlate del creatore di quell'unica luce. (p. 187)
  • Ci sono stati tre diversi individui le cui storie si sono fuse, divenuti noti collettivamente come Cristo, e di qui nascono le discrepanze nei vostri documenti. (p. 190)
  • Come Cristo era circondato dai Discepoli, così il sé interiore è circondato da queste caratteristiche rivolte in senso fisico, ciascuna tesa alla realtà quotidiana, da un lato, eppure orbitante attorno al sé interiore, dall'altro. (p. 191)
  • L'ambiente invisibile entro la vostra mente non è solitario quanto potete pensare e il vostro apparente isolamento interiore è prodotto dalla persistente diffidenza dell'io. Esso non vede motivi, ad esempio, perché dovreste essere informati di cose che esso non considera pertinenti alla attività quotidiana normale. (p. 210)
  • In un certo qual modo un atomo può essere paragonato ad un microsecondo. (p. 214)
  • Nessun'anima è ignorante per sempre. (p. 218)
  • La maggior parte dei sogni è simile a belle cartoline riportate da un viaggio dal quale si è tornati, e poi dimenticate. La vostra coscienza si è già orientata nella realtà fisica; il sogno è un tentativo di tradurre l'esperienza più profonda in forme riconoscibili. Anche le immagini nel sogno sono altamente codificate e sono segnali per eventi sotterranei che in sostanza non sono decifrabili. (p. 226)
  • Nella vostra personalità convergono tutti gli aspetti della vostra coscienza, che ne siate consapevoli o meno. (p. 231)
  • Tutti i simboli sostituiscono realtà interiori e quando manipolate i simboli in verità manipolate delle realtà interiori. (p. 235)
  • Più preciso è un simbolo, meno significato può contenere. (p. 238)
  • Andare in trance è semplicemente focalizzarsi intensamente in un'area di realtà molto specifica. (p. 255)
  • Nessun evento è predeterminato. (p. 268)
  • Le vostre idee di sviluppo e crescita implicano un avanzamento lineare verso la perfezione, così che sarebbe difficile per voi immaginare il tipo di ordine che pervade tutto. In ultimo, un Dio completo o finito, Tutto Ciò Che È, finirebbe con lo spegnere la sua creazione. La perfezione presuppone infatti un punto oltre il quale sia impossibile qualunque sviluppo e creatività.
    Ci sarebbe un ordine nel quale avrebbe posto solo la predestinazione, con ogni parte che si adatta ad un ordine specifico, senza la libertà di cambiare lo schema dato. L'ordine c'è, ma in quest'ordine c'è libertà, la libertà della creatività che caratterizza Tutto Ciò Che È e garantisce il Suo infinito divenire.
    Ora, in questo infinito divenire vi sono stati che direste perfetti, ma se in essi la creatività si arrestasse, qualunque esperienza sarebbe destinata a sottostare ad un arresto. Eppure questa grande complessità non è incontrollabile; in effetti, è una cosa semplice, come un seme. (p. 270)
  • Malattie e sofferenze sono il risultato di un uso sbagliato di energia creativa. Tuttavia sono parte della forza creativa. Non derivano da una fonte diversa da quella di, diciamo, salute e vitalità. La sofferenza non è una cosa buona per l'anima a meno che non vi insegni come riuscire a non soffrire. Questo è il suo scopo. (p. 271)
  • I pensieri, che hanno una loro realtà elettromagnetica, hanno una loro forma, indipendentemente dal fatto che la percepiate o meno. Con ogni pensiero, allora, emettete da voi forma e immagini che possono essere vere e proprie realtà per quanti si trovano nel sistema di realtà nel quale esse vengono inviate. (p. 276)
  • Senza la coscienza la materia non sarebbe nell'universo, a fluttuare in attesa che un altro componente le dia realtà, coscienza, esistenza o vivacità. (p. 277)
  • Dato che non percepite il futuro e non comprendete che la vita procede in tutte le direzioni, allora sembra logico solo supporre che le forme attuali si basino su quelle precedenti. Ma così chiudete gli occhi alle prove che confutano questa teoria. (p. 278)
  • Ciò che separa gli eventi non è il tempo, ma la vostra percezione. Voi percepite gli eventi «uno alla volta». Il tempo, per come vi appare, è un'organizzazione psichica dell'esperienza. Gli apparenti inizio e fine di un evento, nascita e morte, sono semplicemente altre dimensioni di esperienza, come lo sono ad esempio il peso, l'altezza, la larghezza. (p. 280)
  • Ogni uomo sa bene, dentro di sé, che la sua vita cosciente dipende da una dimensione di realtà molto più ampia. (p. 289)
  • Dietro la trama di bene e di male c'è un valore spirituale molto più profondo. Tutte le religioni, mentre cercano di raggiungere la "verità" in qualche misura la temono e la fuggono. (p. 292)
  • Nostradamus vide la dissoluzione della Chiesa Cattolica Romana come la fine del mondo. Non riusciva ad immaginare una civiltà senza di essa, e da qui nacquero le sue ultime predizioni, che andrebbero lette ricordando tutto questo. (p. 293)
  • Non ci sarà mai una chiesa che si troverà, in un certo momento, nella posizione di poter realmente favorire l'esperienza interiore dei suoi membri: sarà solo un'apparenza. (p. 300)
  • Il primordiale dio ebreo divenne un simbolo dell'io umano liberato. Dio si comportava esattamente come potrebbe fare un bambino arrabbiato, se ne avesse il potere: scagliava tuoni, fulmini e saette contro i suoi nemici per distruggerli. L'io emergente dell'uomo, perciò, poneva gravi problemi e sfide emotive e psicologiche. Il senso di separazione della natura cresceva. La natura divenne uno strumento da usare contro gli altri. (p. 301)
  • Il vostro concetto di bene e di male deriva in larga parte dal tipo di coscienza che avete attualmente adottato. Non percepite gli interi, ma le parti. La mente cosciente si focalizza con una luce rapida, limitata ma intensa, e di un dato campo di realtà percepisce solo certi «stimoli». Poi li raccoglie insieme e crea il rapporto di similarità. Tutto ciò che non accetta come porzione della realtà, non lo percepisce. (p. 304)
  • Anche la reincarnazione in sé, è una sorta di parabola. (p. 319)
  • È ridicolo insistere su ciò che resta di voi dopo la morte. È come se un bambino dicesse: "Sto crescendo, ma non voglio cambiare le idee che ho adesso." (p. 321)
  • Mentre ve ne state tranquilli a leggere questo libro le porte interiori si aprono. Dovete soltanto esperire il momento con la maggior pienezza possibile, in quanto esiste fisicamente entro la stanza o fuori, nella strada nella quale abitate. Immaginate l'esperienza presente di un momento sull'intero globo, e poi cercate di apprezzare la vostra esperienza soggettiva, che esiste in quello stesso momento e pure vi sfugge: e poi moltiplicate tutto questo per ogni essere vivente.
    Già questo esercizio vi aprirà le porte della percezione, aumenterà la vostra consapevolezza ed espanderà automaticamente il vostro modo di cogliere la vostra natura. (p. 322)
  • Cristo fu un grande sensitivo. (p. 324)

NoteModifica

  1. Riferimento al Discorso della Montagna.

BibliografiaModifica

  • Jane Roberts, Le comunicazioni di Seth, Edizioni Mediterranee, Roma, 1987.

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