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Jacopo Fo

Jacopo Fo (1955 – vivente), scrittore, attore, regista, fumettista, blogger e attivista italiano.

JacopoFo.com
  • Per le popolazioni matriarcali lo stupro è concettualmente incomprensibile proprio perché un maschio normale non ha nessun interesse penetrare una VAGINA MORTA. E questo concetto (una vagina viva ti dà piacere, una vagina morta no!) va a rafforzare la nostra campagna di informazione che mira a scardinare tutta la costruzione malata dello sciovinismo maschile denunciando la frigidità dello stupratore.[1]
  • Insisto tanto nella pratica del bocchino lento e morbido in cui il maschio sta fermo perché solo con il massimo del rilassamento perché è molto più guduriosa. Al contrario trovo avvilenti i bocchini mostrati nei film porno che avvengono a velocità spasmodica con il maschio che si agita brutalmente cercando di soffocare la donna (disgustoso!). Inoltre coltivando la lentezza, la morbidezza e la passività il maschio può ottenere il massimo del piacere e, in condizioni particolari di abbandono mentale, anche l'orgasmo multiplo maschile. Lo so che i sessuologi negano che sia possibile ma si sbagliano. È possibile. Rara esperienza ma assolutamente scioccante.[2]
  • L'idea cioè che quelle più brave a fare le cose orali siano le donne moralmente bacate. Prostitute maiale. Vorrei osservare che siamo di fronte a persone che non hanno capito un belino del mondo. Non hanno capito che il rapporto orale è qualche cosa di sacro, un modo di esprimere tenerezza, accoglienza, propensione a accudire... Il rapporto orale è una delle più grandi invenzioni dell'umanità, siamo gli unici animali (insieme ai bonobo, deliziosi scimpanzé) a praticarlo fino all'orgasmo. Negli animali infatti l'eccitazione sessuale spinge automaticamente alla penetrazione. Lo scopo dell'istinto è la procreazione. Noi abbiamo fatto del succhiare il pene e la passera un'arte nobile, una chiave per penetrare in un profondo livello emotivo, una via per l'ascesi mistica. Sì! Mistica. Non sto esagerando. Nell'età dell'oro dell'umanità, ai tempi del Matriarcato, prima dell'invenzione della guerra (tra il 12 mila e il 3500 avanti Cristo) il pompino era un atto sacro. Vi si dedicavano le sacerdotesse per iniziare alla contemplazione dell'Universo i giovani. Se qualcuno ha qualche dubbio si vada a rivedere le pitture egizie che rappresentano Iside intenta a resuscitare Osiride tramite una fellazio. Non so se ci capiamo: la dea fa pompini da far resuscitare i morti![3]
  • Il maschio nega il piacere come categoria fondante, esalta il dolore, il sacrificio e l'obbedienza. Ma la donna che succhia il membro virile lo fa impazzire perché è l'immagine stessa del piacere e della ribellione alle convenzioni. Quindi deve trasformarla in qualche cosa di schifoso. Qualche cosa da deridere e umiliare per esorcizzarne l'emozione insostenibile. L'insostenibile leggerezza dell'essere.[3]

NoteModifica

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