Intelligencija

gruppo sociale di persone che svolgono un'attività intellettuale

Citazioni sull'intelligencija russa.

  • È triste ricordare lo stato di effervescenza che dall'inizio del 1915 si diffuse nell'animo del popolo come si diffonde un contagio. Tutto appariva sbagliato, tutto era criticato. È vero che la intellighentsia russa era stata educata nell'idea di dover combattere per qualcosa, specialmente, per il "popolo". Poco prima c'era stata la moda, per le ragazze, di mettersi occhiali scuri, tagliarsi i capelli e andare in campagna, tra i contadini, insinuando idee di rivolta nelle loro semplici menti. Anche tra le classi dirigenti correva uno spirito critico, non costruttivo, che accresceva soltanto lo sconforto generale. (Varvàra Dolgorouki)
  • Questo movimento [ il Nichilismo] senza equivalenti altrove, era caratteristico dello spirito dell'intelligencija russa: radicale, intollerante, non portata al dibattito, ma alla negazione di ogni idea che non fosse la propria. (Hélène Carrère d'Encausse)
  • Se riconosciamo di essere ignoranti anche noi capiremo che il nostro compito non è istruire chissà che popolo separato da noi, ma istruirci tutti, il più possibile, e maggiore è la compagnia, meglio sarà. Per prima cosa deve sparire questa divisione artificiale: popolo e non-popolo, intelligencija (questa distinzione nemmeno esiste: non so quanti contadini alfabetizzati conosco che sono decisamente più dotati per lo studio di un dottore di ricerca all'università) e si studierà non in una classetta con un maestrino, ma tutti insieme in una classona di milioni di persone con un grande maestro centenario che farà lezione non a qualche decina di studenti disposti in un'aula piccola ma a tutti i lettori, milioni. Proprio questo studio comune sarà la principale garanzia della sostanziosità, sarà la prova che farà scartare tutto ciò che è falso, artificioso, temporaneo. (Lev Tolstoj)
  • Un nugolo di ingegneri, architetti, pittori, artigiani, musicisti, maestri cantori e governanti si abbatté su un paese avido di apprendere e deciso a sopportare tutto per raggiungere lo scopo prefisso. Gli edifici di San Pietroburgo, dove, piccolo particolare significativo, si conserva, ancora intatta, la biblioteca di Voltaire e più ancora l'incredibile massa di corrispondenza e di pubblicazioni in lingua francese ammucchiate nei pubblici archivi, sono altrettante prove del grande cimento cui l'intelligencija russa si sottopose con entusiasmo in quel periodo. (Fernand Braudel)
Pyotr Boborykin, lo scrittore russo che definì l'intelligencija come il gruppo sociale composto dai manager delle aziende e dai creatori di alta cultura.

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