Il tradimento

film del 1951 diretto da Riccardo Freda

Il tradimento

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Vittorio Gassman e Amedeo Nazzari in una scena del film

Titolo originale

Il tradimento

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1951
Genere drammatico, sentimentale
Regia Riccardo Freda
Soggetto Mario Monicelli
Sceneggiatura Riccardo Freda, Mario Monicelli, Ennio De Concini
Interpreti e personaggi

Il tradimento, o Passato che uccide, film italiano del 1951 con Amedeo Nazzari, regia di Riccardo Freda.

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Non ho mai detto di odiarlo. Ho parlato semplicemente di disistima. C'è una profonda differenza, sì, perché con l'odio si può forse arrivare al delitto, all'omicidio, ma con la disistima mai. (Vanzelli)
  • Queste mani non sono sporche di sangue. Sono le mani di un uomo che lavora, di un padre, di un marito che ha sempre lottato per la sua famiglia. Per questo, per la mia famiglia io tento ancora disperatamente di convincervi che sono innocente. Per mia moglie, che amo, e per la mia bambina che non si renderà conto della tragedia che spezzerà per sempre la sua vita; e che attende fiduciosa, con ansia, la carezza di queste stesse mani. Signori della corte, non mi appello alla vostra clemenza, mi appello soltanto alla vostra giustizia. (Vanzelli)
  • Perché non mi uccidi? Te lo dirò io perché. Vedi, ognuno di noi è nato con un destino, con un'etichetta addosso: uomo d'affari, aviatore, banchiere, ragioniere, poeta; o mascalzone, come me. Tu non sei nato assassino. Credi che sarei stato così stupido da venire qui stasera, altrimenti? Tu sai benissimo che anche uccidendomi non ti libereresti che del mio corpo, e io continuerei a pesare sulla tua vita, sulla tua coscienza. Non vivresti più! Non potresti più guardare in faccia a tua figlia, in ogni istante della tua vita ti sentiresti un assassino! Dunque rassegnati e fa' quello che hai sempre fatto: paga! (Salvi)

Citazioni su Il tradimentoModifica

  • Sulla via di Matarazzo, R. Freda, ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. A. Nazzari convince più di V. Gassman, che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (il Morandini)

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