Il fiore delle Mille e una notte

film del 1974 diretto da Pier Paolo Pasolini

Il fiore delle Mille e una notte

Immagine Fioremilleeunanotte-freccia.png.
Titolo originale

Il fiore delle Mille e una notte

Lingua originale italiano
Paese Francia, Italia
Anno 1974
Genere Fantastico
Regia Pier Paolo Pasolini
Sceneggiatura Dacia Maraini
Produttore Alberto Grimaldi
Interpreti e personaggi
Note

Il fiore delle Mille e una notte, film italo-francese del 1974 con Ninetto Davoli, regia di Pier Paolo Pasolini.

IncipitModifica

  • La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni. Da "Le Mille e Una Notte" (Testo in sovrimpressione)

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • E come dice il poeta: La massaggiatrice è al di sopra di tutti i saggi e sotto la sua mano sono le feste dei Re. (Venditore di schiavi)
  • Dio mio ho paura che qualcosa ci separi, Nur ed-Din. Non so perché. Mi sento sudare, mi sento come un'ombra nel cuore. (Zumurrùd)
  • Quello che Dio vuole, accade e quello che Dio non vuole, non accade. (Berhame)
  • Sono lo specchio dell'altro. Due lune piene nello stesso cielo. (Harùn)
  • Lascialo mangiare. Basta guardarlo per vedere che la sua faccia è già quella di un morto e poi non c'è niente da fare contro la volontà di Dio. (Commensale di Re Sair)
  • Taci Almolup, figlio del Re Sul e Man, quand'ebbe raggiunto l'età dell'adolescenza, era diventato tanto bello che, come usciva per qualche sua faccenda, tutti ne restavano incantati al punto che vennero composte delle poesie in sua lode e per amor suo perdevano il pudore anche le persone più pure tale era la sua splendente bellezza. Così come disse il poeta: L'ho abbracciato e mi sono inebriato del suo profumo. Tenero ramo nutrito di vento. Sono ubriaco senza aver bevuto vino, ma rimasto inebriato dal liquore della sua saliva. (Lettrice)
  • Chi è innamorato è come un pazzo: non ha voglia di mangiare e di dormire! (Aziz)
  • Che Dio ti faccia piangere sulla tua giovinezza come tu hai fatto piangere sulla sua. (Budùr)
  • La fedeltà è un bene, ma è il bene anche la leggerezza. (Mamma di Aziz)
  • La colpa della sua morte sei tu, attento a non doverla pagare. (Budùr)
  • Voi due avete fatto l'amore con gli occhi! [decapita la principessa] (il demone)
  • Eh, i sogni a volte insegnano male, Dùnya, perché la verità intera non è mai in un solo sogno, la verità intera è in molti sogni. (Tagi)

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Nur ed-Din: Cristiano, perché mi insegui come un cane?
    Barsum: Vorrei solamente qualcosa da mangiare perché ho lo stomaco vuoto.
    Nur ed-Din: Non c'è niente in casa. Vattene con Dio.
    Barsum: Chi non dà da mangiare a un ospite è ingrato a Dio.
  • Harùn: Sei sposato?
    Berhame: Oh, no. Non sono sposato e penso di non sposarmi mai.
    Harùn: Come? Le donne ti hanno fatto qualcosa di male, per caso?
    Berhame: No, ma ho letto nei libri che sono perfide.
    Harùn: Il Paradiso terrestre si trova nel loro seno e la luna in cielo sovrasta la loro collina. Anche questo, ragazzo, è scritto nei libri.
  • Zeudi: A decidere chi sia il più bello tra i due sarà l'amore. Ora li sveglieremo e chi dei due s'innamorerà dell'altro, vuol dire che è il meno bello... perché sempre il meno bello che s'innamora del più bello.
    Harùn: Va bene, lascialo decidere all'amore.
  • Aziz: Ascolta: dite o innamorati, in nome di Dio, come deve fare un ragazzo quando l'amore diventa padrone di lui?
    Budùr: Si destreggia con il suo amore, nasconde il suo segreto, e pazienta in tutte le cose con rassegnazione.

ExplicitModifica

Lo sai? Anch'io la so una poesia: Che notte! Dio non ne ha creato di uguali! II suo inizio fu amaro, ma come fu dolce la sua fine! (Berhame)

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