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Ibrahim Rugova

politico kosovaro
Ibrahim Rugova nel 2004

Ibrahim Rugova (1944 – 2006), politico e scrittore albanese.

Citazioni di Ibrahim RugovaModifica

  • I serbi hanno invaso la nostra patria, hanno ucciso decine dei nostri cittadini, hanno distrutto diverse case e incendiato molti villaggi. Ora propongono il dialogo solo per far credere al mondo che il capitolo sulle stragi è definitivamente chiuso. È del tutto naturale che lo rifiutiamo.[1]
  • Non rifiuto pregiudizialmente le trattative. Rifiuto che ci venga imposta una determinata situazione con la forza.[1]
  • Il Kosovo non è serbo e non c'è alcuna ragione per cui debba rimanere all'interno di ciò che è rimasto della Jugoslavia. La stragrande maggioranza del nostro popolo rivendica l'esercizio del diritto all'autodeterminazione. L'unica cosa che ci unisce ai serbi è una lunga storia di terrore e di oppressione. Noi siamo etnicamente albanesi, abbiamo la nostra lingua, la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra religione musulmana. Se dovessimo accettare l'egemonia serba sarebbe come vivere sotto un regime coloniale. Il Kosovo non conoscerà una vera pace fino a quando non otterrà l'indipendenza così come è stato per le altre nazioni che formavano la Jugoslavia.[1]
  • La nostra battaglia per l'indipendenza è stata esemplare per la sua natura pacifica. Noi ci stiamo preparando per le elezioni non per la guerra. Siamo gli unici tra i popoli della ex-Jugoslavia ad aver scelto la non violenza come una strategia e non per calcoli tattici. Ma nulla potrà costringere un popolo libero a sottomettersi all'oppressore. Se dovessimo impugnare le armi contro i gestori della macchina bellica jugoslava, ci saremmo incamminati sulla strada scelta dai nostri oppressori.[1]
  • I governi occidentali ci hanno fatto molte promesse in cambio della decisione di rinunciare alla violenza. Ma fino ad ora abbiamo ottenuto solo parole, parole vuote.[1]
  • Sarebbe un crimine non aiutare qualcuno che si trova in pericolo. E il peggiore dei crimini sarebbe abbandonare un'intera nazione che versa nel pericolo.[1]

NoteModifica

  1. a b c d e f Citato in Amir Taheri, Vogliamo l'indipendenza, la Repubblica, 19 marzo 1998.

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